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Notiziario Marketpress di Lunedì 06 Novembre 2006
SCIENZIATI RIVELANO I GENI CHE CONTROLLANO LO SVILUPPO DEGLI ARTI  
 
Bruxelles, 6 novembre 2006 - Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Nature, l´asimmetria delle mani e delle braccia è dovuta alla copiatura dei geni dell´architettura nucleare che determinano la formazione del tronco principale nel nostro corpo. Man mano che l´embrione si sviluppa, una serie di geni regolatori chiamati geni «Hox» controlla l´architettura nucleare del corpo in crescita. Essi sono collocati sulla molecola del Dna nello stesso ordine delle strutture che codificano. Nell´embrione in crescita, i geni Hox vengono attivati in maniera sequenziale lungo l´asse anteriore-posteriore del corpo, che va dal capo ai piedi, in modo che tutti i nostri organi e le nostre ossa crescano nel posto giusto. Il recentissimo studio, finanziato in parte dal Sesto programma quadro dell´Ue (6Pq), dimostra che i meccanismi in atto nei nostri arti fanno sì che questo sistema di architettura nucleare venga effettivamente copiato per produrre mani e braccia asimmetriche. I ricercatori hanno riscontrato che nella gemma di arto i geni Hox vengono attivati in modo sequenziale lungo l´asse anteriore-posteriore che va dal pollice al mignolo. Ciò produce un picco dell´attività dei geni Hox nella parte posteriore (mignolo) dell´arto in formazione, picco che a sua volta stimola la produzione di «Sonic hedgehog», una proteina che regola lo sviluppo degli organi e degli arti. È tale asimmetria nella produzione di Sonic hedgehog ad essere responsabile della caratteristica asimmetria dei nostri arti e a spiegare perché abbiamo un pollice opponibile e quattro dita di differenti dimensioni. I ricercatori hanno esaminato topi con geni Hox mutanti che causavano la produzione di Sonic hedgehog sia nella regione anteriore sia in quella posteriore dell´arto: i loro arti anteriori e gli «avambracci» erano perfettamente simmetrici, con due mignoli su ciascun lato anziché un pollice da un lato e un mignolo dall´altro. L´assenza di geni Hox che controllavano lo sviluppo degli avambracci causava la nascita di topi che al di sotto del «gomito» presentavano unicamente un abbozzo di arto osseo. I ricercatori sottolineano che il processo della formazione degli arti è molto simile a quello dello sviluppo dell´intera costruzione del corpo, anch´esso basato sull´attivazione sequenziale dei geni Hox lungo un determinato asse. Gli studiosi suggeriscono inoltre che il ricorso al sistema Hox durante la crescita degli arti fornisce uno strumento efficace per lo sviluppo di appendici estremamente adattabili nei tetrapodi. Per ulteriori informazioni visitare: http://www. Cellsintoorgans. Net http://www. Nature. Com/nature .  
   
   
OGGI IL MINISTRO LIVIA TURCO IN VISITA IN REGIONE FVG  
 
Trieste, 6 novembre 2006 - Oggi il ministro della Salute Livia Turco è in visita in Friuli Venezia Giulia. La visita, programmata da tempo, costituirà un importante momento di confronto e di attenzione del Governo nazionale verso la realtà sanitaria della nostra regione, sottolinea l´assessore regionale alla Salute e alla Protezione Sociale Ezio Beltrame. Al mattino (ore 11. 30) il ministro visiterà il Centro di Riferimento Oncologico/cro di Aviano. Il Cro è da anni un importantissimo punto di riferimento di valore nazionale e internazionale per la cura e le ricerche sul cancro e, recentemente, con la legge regionale sugli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs), ha trovato una cornice legislativa che garantisce lo sviluppo delle sue attività. Alle 15. 00 seguirà la visita all´Azienda Ospedaliero-universitaria di Udine, che consentirà al ministro di prendere conoscenza dell´Azienda da poco costituita attraverso la fusione di due aziende di rilievo nazionale e di alta specializzazione: l´Azienda Ospedaliera S. Maria della Misericordia ed il Policlinico Universitario a gestione diretta. Nel corso del sopralluogo il ministro Turco avrà modo di recarsi al Polo angiografico e al Centro regionale Trapianti; successivamente incontrerà l´assessore regionale Ezio Beltrame, il rettore dell´Università di Udine Furio Honsell, la direzione strategica e l´organo di indirizzo dell´azienda. Ad Udine il ministro incontrerà anche la dirigenza aziendale. Nel pomeriggio, alle 18. 00, il ministro interverrà a Monfalcone alla riunione dei medici e degli operatori con funzioni dirigenziali nell´assistenza territoriale (capi distretto, responsabili Adi, medici di medicina generale, responsabili del governo clinico dei distretti) per discutere dello sviluppo della sanità territoriale. L´assessore Beltrame rileva poi che in occasione della ricorrenza del 150. Mo anniversario di fondazione del Burlo Garofolo il ministro tornerà in Friuli Venezia Giulia per far visita al prestigioso istituto di cura e ricerca di Trieste. Per l´assessore Beltrame la visita del ministro Turco del 6 novembre conferma, assieme ad altri atti concreti, l´attenzione e la collaborazione del Governo nazionale nei confronti del Friuli Venezia Giulia ed in particolare del suo sistema sanitario. La Regione è impegnata in questo periodo su importanti progettualità, in accordo con il ministero. Sono state infatti avviate le procedure per la nomina degli organi degli Irccs (Burlo e Cro) e si sta studiando l´avvio di nuove esperienze di assistenza territoriale (Casa della Salute). Inoltre il ministro Turco ha da poco firmato il decreto di concessione del contributo che concorre al finanziamento della centrale tecnologica del nuovo Ospedale di Udine, che era stato bloccato dalla Finanziaria per il 2006. .  
   
   
RICHIESTA FARMACO CONTRO LA SLA. PRECISAZIONI DEL MINISTERO DELLA SALUTE  
 
 Roma, 6 novembre 2006 - In queste ultime settimane il Ministero della Salute ha ricevuto diverse richieste di cittadini per ottenere il medicinale Igf-1 ai fini del trattamento della Sclerosi Laterale Amiotrofica (Sla). In proposito è doveroso precisare quanto segue: Il medicinale Igf-1 non è in commercio in Italia, in nessun Paese europeo e nessuna domanda di commercializzazione è al momento stata presentata all’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa). Il medicinale Igf-1 è commercializzato esclusivamente negli Usa ed è autorizzato per una malattia rara da malaccrescimento nel bambino (sindrome di Laron) ma non è autorizzato per la Sla. Il Ministero sta, nel frattempo, dando esecuzione a specifici provvedimenti dei Tribunali che impongono l’erogazione preventiva del Igf-1 a favore dei singoli soggetti . Al fine di affrontare responsabilmente il problema sul piano generale, senza creare aspettative non dimostrabili, si è comunque deciso di avviare, di intesa tra il Ministero, l’Aifa e l’Iss, uno studio clinico che possa verificare la reale efficacia del Igf-1 e il suo profilo di beneficio-rischio nei pazienti affetti da Sla, in confronto con il trattamento farmacologico oggi disponibile e rimborsato (Riluzolo - Rilutek). .  
   
   
ALLO STUDIO UN PROVVEDIMENTO PER GARANTIRE LA CIRCONCISIONE PRESSO STRUTTURE PUBBLICHE LIGURI  
 
Genova, 6 novembre 2006 - "La Regione sta studiando un provvedimento per garantire la circoncisione ai bambini islamici ed ebrei e andare incontro così alle richieste delle varie comunità presenti in Liguria". Lo ha comunicato l´assessore regionale alla Salute, Claudio Montaldo a seguito delle richieste provenienti in particolare dalla comunità islamica che sottopone i bambini a questo rito che interessa anche i bambini ebrei. "Si tratta di un provvedimento all´esame del Dipartimento sanità della Regione - continua Montaldo - che dovrebbe prevedere la compartecipazione, attraverso il pagamento di un ticket, da parte delle famiglie che intendono sottoporre i figli alla circoncisione, come già avviene in altre regioni italiane e che consentirebbe di utilizzare metodi sicuri in strutture controllate". .  
   
   
GIORNATA MONDIALE DEL DIABETE - 14 NOVEMBRE 2006 CAMPAGNA SALUTE PER I DIPENDENTI REGIONE MARCHE  
 
 Ancona, 6 novembre 2006 - ´Non perdiamo il controllo´ e` lo slogan della nuova campagna salute e di prevenzione del Diabete promossa dalla Regione Marche e rivolta ai dipendenti. ´La positiva esperienza degli screening condotti negli anni passati ci hanno convinto a proseguire su questa strada, offrendo una nuova opportunita` di valutare il proprio stato di salute. ´ Cosi` il presidente, Gian Mario Spacca si e` rivolto in una lettera a tutti i dipendenti regionali per invitarli a sottoporsi allo screening gratuito sullo stato di salute, in occasione della Giornata Mondiale del Diabete, il 14 novembre prossimo. La giunta regionale, accogliendo favorevolmente il progetto presentato dalle Associazioni Tutela Diabetici e dai Centri di Diabetologia della Regione Marche che hanno offerto la loro disponibilita`, ha messo a disposizione le sale dei Palazzi regionali per effettuare uno nuovo screening di controllo dei valori della glicemia, colesterolo e pressione arteriosa. Il Presidente Spacca ha anche sottolineato come questo tipo di esami rappresentino un´ efficace prevenzione di una serie di gravi, diffuse, silenti ed invalidanti patologie che vanno dal diabete con le sue complicanze (retinopatia, nefropatia), alle malattie cardiovascolari, all´aterosclerosi, all´angina pectoris, all´ictus, all´infarto. .  
   
   
NICOLI A LONDRA PRESENTA IL SISTEMA FIERISTICO LOMBARDO. 14 POLI ESPOSITIVI ALLA CONQUISTA DEL MERCATO INTERNAZIONALE  
 
Milano, 6 novembre 2006 - Appuntamento a Londra il 7 e 8 novembre per presentare il Sistema Fieristico Lombardo. L´assessore al Commercio, Fiere e Mercati, Franco Nicoli Cristiani, guiderà una delegazione composta da alcuni tra i maggiori operatori degli enti fieristici lombardi che incontrerà nella City londinese i principali attori del mercato fieristico internazionale. I settori coinvolti saranno quelli del real estate, delle macchine utensili, dell´arte contemporanea e di altri settori della produzione lombarda ed internazionale, con la presenza diretta di alcuni poli fieristici, compresa Fiera Milano. Sarà l´occasione di un contatto diretto, con incontri business to business e con la presentazione dell´intero sistema fieristico lombardo, che si articola sul polo d´eccellenza di Fiera Milano e su una serie di poli decentrati, a testimonianza delle specificità e peculiarità del territorio e del sistema economico lombardi. Al tempo stesso, cogliendo l´occasione del contestuale svolgimento del Wtm (la più importante rassegna europea del business travel), verrà presentato agli operatori internazionali del trade&fair il "Sistema Lombardia" nella sua completezza ed integrazione: un sistema cioè di Fiere, turismo, cultura e accoglienza di qualità a disposizione del businessman. Per questo a Londra saranno presenti anche alcuni esponenti dell´assessorato regionale al Turismo. La Lombardia, con circa 700. 000 mq di superficie coperta, è la prima regione italiana per capacità espositiva, circa il 30% dell´offerta fieristica nazionale. Tale capacità si concentra per quasi il 65% in Fiera Milano che con i suoi due quartieri fieristici raggiunge i 470. 000 mq espositivi, ponendosi come un leader mondiale, secondo in Europa solo ad Hannover. Il restante 35% dell´offerta espositiva lombarda è distribuito tra 9 quartieri di dimensioni significative e 3 sedi multifunzione (2 edifici storici e 1 struttura sportiva). La Regione Lombardia riconosce 14 quartieri fieristici, 9 dei quali con qualifica di quartieri fieristici di rilevanza internazionale. .  
   
   
"BUY BRAND": REGIONE LOMBARDIA E OPERATORI A MOSCA ALLA FIERA FRANCHISING  
 
Mosca, 6 novembre 2006 - L´assessore al Commercio, Fiere e Mercati della Regione Lombardia, Franco Nicoli Cristiani, è intervenuto il 31 ottobre nella capitale della Federazione Russa all´inaugurazione della 4° edizione di "Buy Brand", la più importante fiera del franchising russa e dell´Europa orientale. La Lombardia si presenta quest´anno nelle vesti di ospite d´onore, rappresentata da 12 operatori del settore franchising e dalla loro associazione, l´Assofranchising. Obiettivo, esplorare il mercato di questo Paese e promuovervi forme di espansione commerciale. E´ la prima volta che Regione Lombardia organizza una missione per promuovere l´internazionalizzazione delle imprese del commercio, un settore che, con oltre 230. 000 imprese e circa 600. 000 occupati (il 18% del totale lombardo), produce il 13,4% del Pil regionale. "Nonostante il suo enorme peso economico - ha detto in proposito l´assessore Nicoli Cristiani - il commercio lombardo è penalizzato dalla piccola dimensione delle sue imprese, che faticano a competere con i grandi operatori esteri sul mercato globale. Per questo abbiamo voluto esplorare innanzitutto la strada del franchising, una formula che consente anche alle imprese di piccole dimensioni di entrare su un mercato e di crescere". Nello stesso tempo si possono mantenere gli investimenti e si può affermare e proteggere le proprie caratteristiche di insegna, di qualità e di know how in ambiti di mercato mirati e selezionati con partner locali. "E´ anche questo un modo - ha aggiunto l´assessore - per promuovere la crescita del dettaglio tradizionale lombardo e del made in Italy, secondo le linee definite nel Programma triennale di sviluppo del settore commerciale recentemente approvato dal Consiglio regionale". Il franchising è una formula che in Italia, con oltre 750 marchi e quasi 50. 000 punti vendita affiliati, è cresciuta a ritmi sostenuti, con un giro d´affari che nel 2006 si prevede sfiori i 20 miliardi di euro. Oggi, quasi 5. 000 (4. 740 secondo il recente rapporto 2006 di Assofranchising) punti vendita di franchisor italiani (un punto vendita su 10) sono aperti all´estero. Ma, per penetrare su mercati promettenti come quello russo, occorre le piccole imprese lombarde siano sostenute affiancando con nuovi operatori le insegne ed i marchi più importanti che hanno gia affermato la loro presenza nelle vie e nei centri commerciali dello shopping delle principali città dell´ex Urss, paese in cui il franchising ha raggiunto in pochi anni il 5% dell´economia nazionale, con un trend in crescita soprattutto nei settori della ristorazione, dell´abbigliamento e dei servizi, nei quali le insegne italiane sono particolarmente competitive. In questo quadro Buy Brand, con circa 150 imprese presenti e 11. 000 visitatori ad edizione, non solo è la vetrina del settore per la Federazione Russa, un mercato di 150 milioni di abitanti, con un Pil che cresce al tasso del 6,4% (dato 2006), ma si pone anche come un´opportunità per le imprese commerciali lombarde. Per questo, oltre a favorire la partecipazione alla fiera e agli incontri con operatori locali da parte delle imprese lombarde, Regione Lombardia ha svolto un´azione di supporto diplomatico e di scouting del mercato, anche attraverso incontri con le autorità locali e con i grandi investitori che promuovono lo sviluppo del terziario a Mosca. Tra i primi risultati, l´apertura di una collaborazione con il Governo della città di Mosca per intraprendere una collaborazione tra i rispettivi poli fieristici per promuovere imprese la presenza di prodotti lombardi e moscoviti, nonché il riscontro di un forte interesse per una partecipazione lombarda ad iniziative di crescita della rete commerciale esistente, anche con l´avvio nuovi insediamenti di operatori commerciali con propri punti vendita. .  
   
   
OGGI 200 ETICHETTE PER "GIORNATA VINI DI LOMBARDIA" PRESENTI 75 AZIENDE, DAL POMERIGGIO DEGUSTAZIONI PER IL PUBBLICO  
 
Milano, 6 novembre 2006 - Al Circolo della Stampa di Milano (corso Venezia 16), andrà in scena la settima edizione de "La Giornata dei Vini di Lombardia". Una kermesse che proporrà 200 etichette di eccellenti prodotti della Franciacorta, dell´Oltrepò Pavese, della Valtellina e ancora del Mantovano, del Garda bresciano, di San Colombano e della Val Calepio. Come avviene ormai da sette anni, per un´intera giornata le sale di Palazzo Serbelloni saranno interamente dedicate ai 73 produttori protagonisti dell´evento organizzato dall´assessorato regionale all´Agricoltura e dall´Ascovilo (Associazione dei Consorzi dei Vini di Lombardia). Alle ore 11. 00 la vicepresidente e assessore all´Agricoltura, Viviana Beccalossi, aprirà ufficialmente la manifestazione presentando la guida "L´ascolto del Vino" curata da Paolo Massobrio e Marco Gatti e a seguire, la premiazione dei vini considerati più meritevoli. Nel pomeriggio, dalle 15,00 alle 19. 30, protagonisti gli appassionati che potranno accedere liberamente al Circolo della Stampa per apprezzare il livello qualitativo sempre più elevato dei vini lombardi confrontandosi direttamente con i produttori. .  
   
   
ECOMONDO: NELLO STAND DELLA REGIONE 90 NUOVI PRODOTTI "AMICI DELL´AMBIENTE" MESSI A PUNTO DA AZIENDE ED ENTI DELL´EMILIA-ROMAGNA  
 
Bologna, 6 novembre 2006 - Oltre 90 prodotti innovativi "amici dell´ambiente" , realizzati da aziende ed enti emiliano-romagnoli, per dimostrare, con i fatti che "la sostenibilità si può fare": dalle piastrelle ecologiche, agli impianti di irrigazioni ad energia solare; dai tetti "anticalore"; ai giochi senza pile alimentati dal sole, ai sistemi di illuminazione pubblica a ridotto consumo. Questo e altro sarà possibile vedere nello stand della Regione Emilia-romagna, ad Ecomondo, la Fiera internazionale dello sviluppo sostenibile, in programma a Rimini dall´8 all´11 novembre. .  
   
   
EROS – IL GIOCO DELL’OCA UNDICI ARTISTI RACCONTANO L’IMMAGINARIO SENSUALE ALESSANDRA ANGELINI, NOBUYOSHI ARAKI, CONCETTA DE PASQUALE PATRIZIA D’ORAZIO, ALBA GONZALES, GRUPPO SINESTETICO NICOLAE KRUCH, ENRIC KROLL’S, WASTIMILY KULA ROBERT MAPPLETHORPE, HELMUT NEWTON  
 
Carrara, 6 novembre 2006 - Si inaugura sabato prossimo 11 novembre, a Carrara alla Champagneria Albericus sita nel Palazzotto Ascoli, in via Loris Giorgi 6, alle ore 18, la mostra Eros, il gioco dell’oca, curata da Paolo Pratali, nell’ambito della stagione artistica 2006-2007 “segni di fuoco”. La rassegna che segue di alcuni mesi la chiusura del 2° Festival dell’Arte Sensibilmente Eros, propone al pubblico l’osservazione delle opere di undici importanti artisti fra cui: Alessandra Angelini, Nobuyoshi Araki, Concetta De Pasquale, Patrizia D’orazio, Alba Gonzales, il Gruppo Sinestetico, Nicolae Kruch, Enric Kroll’s, Wastimily Kula, Robert Mapplethorpe e Helmut Newton. Nella nuova rassegna carrarese, contrariamente e quanto accade di solito nelle mostre, il pubblico potrà interagire direttamente con le opere e giocare con le medesime; naturalmente ci sono diverse forme di consumo dell’azione ludica: la prima efficienza è raffinata e si costruisce dentro le affinità ed i criteri culturali, con l’osservazione tattile e l’assimilazione dei contenuti interiori contenuti ed emanati dall’opera creativa medesima; la seconda è più spicciola, con la messa in competenza del gioco che potrà essere realizzato, secondo il regolamento previsto, da coppie o gruppi di giocatori. Nell’era dei video giochi ovviamente l’odore della carta, il sapore della tradizione contenuto nelle cartelle dell’erotico gioco conserva ipotesi tutte particolari che potranno essere rivissute sui tavoli marmorei della Champagneria Albericus di Carrara; Paolo Pratali curatore della mostra e la pittrice siciliana Concetta De Pasquale hanno ricostruito il gioco dell’oca trasformandolo in simpatico ed articolato gioco culturale tra l’eros corrente e la curiosità. I provetti giocatori che si avventureranno nelle concatenazioni dell’iniziativa si troveranno di fronte ad undici proposte interessanti e stimolanti soprattutto dal punto di vista della fruizione concettuale; inoltre sui 20 tavoli presenti nella Champagneria potranno giocare con dadi alla mano e le patinate cartelle ricostruite con sfavillanti icone, di cui il 75% son realizzate con un’immagine curata dalla De Pasquale e il rimanente 25% con quelle degli altri artisti della rassegna: Angelini, Araki, D’orazio, Gonzales, Gruppo Sinestetico, Kruch, Kroll’s, Kula, Mapplethorpe e Newton. Il prodotto ludico, rivisitato dentro una chiave contemporanea e costruito secondo i dettati della tradizione, ed è naturalmente un concepito unico ed esclusivo che si trova solo a Carrara e dentro questa esclusiva rassegna. Il “gioco dell’oca” ha un’origine storicamente lontana, le sue notizie risalgono alla seconda metà del sedicesimo secolo; fu di fatti Ferdinando I De’ Medici che fece dono di questo nuovo e molto dilettevole divertimento a Filippo Ii Re di Spagna, il quale ne rimase affascinato. Le caselle della versione di De´ Medici erano decorate con simboli che in parte sono rimasti nella tradizione: due dadi, un teschio, una coda, un ponte, un labirinto o un´oca. Il giuoco dell´oca era forse derivato da un gioco cinese “Shing Kunt t’o detto anche “la promozione dei mandarini”, in cui il tabellone era costituito da 99 caselle numerate e disposte a spirale. La curiosa mostra di Carrara rimarrà in esercizio espositivo fino al 24 novembre e potrà essere visitata tutti i giorni escluse le domeniche dalle 8 della mattina alle 20 della sera; il 25 novembre subentrerà a questa esposizione un secondo capitolo intitolato Eros “Ce cul n’est pas un cul”, ovvero l’esclusiva raccolta curata sempre da Paolo Pratali (art director Akio Takemoto) di una cartella di multipli firmati e numerati da ben 27 artisti. La stagione dei “segni di fuoco” proseguirà il 16 dicembre con la terza mostra “Omaggio a Giulio Turcato”. Per il 2007 sono previste altre sette interessanti rassegne fra cui, al momento segnaliamo: una mostra dedicata al giorno della memoria; una grande esposizione sulla Castità e di seguito sulla violenza sessuale; mentre tra i mesi di Aprile e di Maggio ci sarà un importante omaggio all’opera inedita di Pier Achille Cavellini. L’artista concettuale, nonché gettonato collezionista d’arte che aveva origini lunigianese sarà rivisitato anche con un diario curato dal suo performer Gianni Romeo. .  
   
   
NOTAI A PARMA. X – XX SECOLO PARMA, PALAZZO DEL VESCOVADO, 19 NOVEMBRE 2006 – 14 GENNAIO 2007  
 
Parma, 6 novembre 2006 - La storia di una città raccontata attraverso le “carte” dei suoi notai. Documenti che registrano, con puntualità appunto “notarile”, i piccoli fatti di vita quotidiana insieme ai grandi eventi, e talvolta sconvolgimenti, di una città e di un territorio. Gente comune, vescovi, papi, duchi, principi, contadini e sommi artisti accomunati nel rigore dei documenti. Questo l’obiettivo della mostra “Notai A Parma. X – Xx secolo” che sarà allestita nel Palazzo del Vescovado dal 19 novembre e al 14 gennaio 2007. Curatore della mostra è Ada Gigli Marchetti (catalogo Skira). La mostra “Notai A Parma” è stata promossa dalla Fondazione Cariparma in collaborazione con il Consiglio Notarile di Parma, nell’ambito delle Celebrazioni per i 900 anni della Cattedrale. La sede prescelta per questa importante esposizione non è casuale: il 13 marzo 962 l’imperatore Ottone I conferisce al Vescovo-conte di Parma, Uberto, “potestatem eligendi et ordinandi notarios”. Un atto che conferma la presenza in città del notaio, figura professionale che in questo millennio di attività è stata sottoposta a progressivi modellamenti. I Notai non ricoprirono solo il ruolo istituzionale della tutela e della garanzia della legalità nella vita cittadina, ma divennero essi stessi protagonisti di quella vita, ora come uomini di cultura e letterati ora come uomini di governo quando non di lotta politica. Alcune famiglie notarili hanno connotato con la loro attività più secoli, in particolare la dinastia notarile dei Micheli, notai a Parma ininterrottamente da 550 anni. Il millennio del notariato a Parma rappresenta un lungo percorso tormentato, in cui non sono mancate zone d’ombra e cadute. Nel corso dei secoli, il ceto notarile parmense diventò, insieme a tutte le altre professioni intellettuali, l’ossatura delle classi dirigenti non solo a livello cittadino, ma anche a livello nazionale. Da collegio elitario, quale si configurava nell’Ottocento, il ceto notarile al pari di quello di altre professioni si è via via proposto pure come una “forza di governo”, capace cioè di gestire anche il potere politico. Élite sempre più consapevole del cruciale ruolo esercitato nella società contemporanea, la professione notarile ha infatti acquisito nel tempo la funzione fondamentale di mettere in comunicazione lo Stato con la società e di diventare elemento irrinunciabile di mediazione tra la sfera pubblica e la sfera privata. Si è così modificata attraverso l’acquisizione di saperi giuridici sempre più raffinati e anche attraverso la rivendicazione di un profondo senso dell’etica professionale e di responsabilità nei riguardi di tutti i cittadini In questo quadro assunsero un ruolo particolare alcuni membri delle famiglie dalle antichissime tradizioni e “uomini nuovi” della professione. Caso emblematico di chi, pur non sortendo da una grande famiglia di notai, tuttavia seppe giocare un ruolo non piccolo nella società parmense, fu, nell’Ottocento, Filippo Bacchi la cui militanza nella Carboneria gli costò l’esilio in Inghilterra, ma gli valse anche il sodalizio con un “grande” della letteratura italiana, Ugo Foscolo. Caso ancor più emblematico di chi, uscendo da una lunga e prestigiosa tradizione familiare, ebbe una parte di grandissimo rilievo non solo nella vita cittadina, ma addirittura nella vita dell’intera nazione, fu, nel Novecento, Giuseppe Micheli, più volte deputato, e più volte ministro e da ultimo senatore. Della famiglia si celebrano quest’anno, appunto, 550 anni della professione, famiglia che ha espresso, con Pietro, anche un Presidente Nazionale del Notariato. Questa mostra permette di toccare con mano, attraverso documenti (molti dei quali rari e mai esposti), carte, ritratti, immagini ed altro, la storia grande letta attraverso la “lente piccola” del notariato. Una chiave di lettura studiata anche per le scuole cui sono, tra l’altro, indirizzate particolari visite guidate. Il percorso espositivo è completato da alcuni filmati. Il primo è dedicato a una serie di interviste ad alcuni rappresentanti delle antiche famiglie notarili parmigiane, che raccontano il loro impegno civile e professionale. Un secondo è riservato ai documenti ed alle opere non presenti in mostra ed alla illustrazione del percorso stesso della mostra, che vede intrecciarsi le vicende storiche della città di Parma dal X al Xx secolo con l´evoluzione della classe notarile insieme con lo sviluppo della città. Un terzo filmato, sicuramente interessante, propone immagini di notai, così come elaborate dal cinema italiano. Le sequenze, disposte in ordine cronologico, permettono di farsi un’idea del valore semantico che questa figura ha assunto in determinati periodi della storia del nostro cinema. L´inizio della Mostra viene sottolineato da un Convegno Nazionale di studi storico-giuridico che si terrà il 18 novembre mattina, nell’ambito delle celebrazioni del Giubileo della Cattedrale, dal titolo: “Il notaio a Parma per elezione del Vescovo. Dal signum tabellionatus alla firma digitale. ” .  
   
   
MANIFESTA NEL 2008 IN ALTO ADIGE E TRENTINO  
 
 Bolzano, 6 novembre 2006 - Manifesta, biennale di Arte contemporanea europea, per la prima volta nel 2008 verrà ospitata su un intero territorio regionale - Alto Adige e Trentino, coinvolgendo luoghi diversi - anziché in una città. L´annuncio è arrivato il 31 ottobre con una presentazione particolare in collaborazione con Trenitalia: su un treno "Minuetto", partito alle 11. 15 da Bolzano e giunto alle 12 a Trento, i presidenti Durnwalder e Dellai e i responsabili della Fondazione internazionale Manifesta hanno incontrato giornalisti e operatori del settore culturale delle due Province e hanno firmato il protocollo ufficiale che sancisce l´assegnazione. "Siamo due regioni giovani - ha detto Luis Durnwalder in treno - che devono crescere nel confronto con realtà, culture, forme artistiche diverse. Questa designazione può rafforzare il legame e il momento di incontro tra nord e sud e far crescere la cultura nel dialogo con artisti moderni. " Durnwalder ha sottolineato che "l´Alto Adige ha le migliori premesse per portare a buon fine questo esperimento: ma i finanziamenti, i luoghi e le strutture non bastano, ci vuole anche un buon lavoro di gruppo, uno spirito di squadra che sappia far fruttare al meglio i due anni di preparazione che ci separano dall´evento e che regaleranno una grande cornice all´apertura del nuovo Museion. " Il Presidente ha infine ricordato che "la collaborazione tra Bolzano e Trento trova ulteriore conferma con Manifesta 7, siamo davanti a una scommessa importante. " Dal canto suo l´assessora Sabina Kasslatter Mur ha ribadito che "la Provincia investe molto nella tutela della propria cultura, ma il confronto con altre forme culturali e con l´arte moderna è fondamentale per lo sviluppo di un territorio. Ci saranno discussioni, anche accese, attorno all´evento, ma potranno contribuire alla crescita. " Guardando al 2008 l´assessora ha voluto esprimere tre desideri: "Che la popolazione locale sia coinvolta nella preparazione e nell´evento; che dopo il 2008 l´Alto Adige sia conosciuto nel mondo anche per arte e cultura, oltre che per il turismo e le sue bellezze paesaggistiche; infine che Manifesta 7 sia un traino importante per l´apertura del Museion. " Il presidente Dellai ha sottolineato che con Manifesta "le due Provincie diventano sempre più europee: difendiamo le nostre antiche radici ma vogliamo anche incontrare la cultura della contemporanietà, di cui c´è bisogno. " Dopo le edizioni assegnate a Rotterdam (1996), Lussemburgo, (1998), Lubiana (2000), Francoforte (2002), San Sebastian (2004) e Nicosia (2006), sarà dunque la volta delle Province autonome di Bolzano e di Trento. La Fondazione Internazionale Manifesta, che ha sede permanente ad Amsterdam, organizzerà l´esposizione congiuntamente ai due enti territoriali, unendo energie e know-how. Il team artistico, che sarà responsabile del contenuto di Manifesta 7, sarà selezionato entro gennaio 2007. I luoghi prescelti ad ospitare Manifesta sono ancora da definire. Da parte altoatesina si stanno valutando le opzioni del forte di Fortezza, dell’ex-Alumix e delle Officine Fs a Bolzano. Il Trentino avanza come ipotesi l’area delle ex-caserme a Trento sud, la centrale idroelettrica di Fies, la zona di Arte Sella in Valsugana. Il percorso formato da numerosi luoghi, selezionati dal direttore artistico, sarà il nucleo di Manifesta 7: un progetto della durata di 100 giorni, che coinvolgerà un´area di 100 miglia quadrate. Accanto ai singoli siti, l´area nella sua interezza assumerà nuovi significati, fungendo da catalizzatore di un’indagine volta a sottolineare la prolifica interrelazione tra tematiche di diversità culturale e nuove modalità di approccio a loro. Grazie alla sua fitta rete di network urbani e culturali, Manifesta 7 aprirà il territorio a nuove possibilità di investigare, sviluppare e riflettere su aspetti innovativi dell’arte contemporanea nel contesto europeo. Manifesta aspira a confrontarsi con il pubblico locale, nazionale e internazionale attraverso nuove forme di espressione artistica e proposte per confrontarsi con le tematiche dell’arte negli spazi pubblici. Sul sito della Rete civica dell´Alto Adige è stata attivata la pagina all´evento Manifesta 2008, all´indirizzo www. Provincia. Bz. It/manifesta .  
   
   
“I MONILI” DI MARINELLA DE PAOLI IN MOSTRA: UN AIUTO ALL’AFRICA DAI GIOIELLI DELLA TERRA D’AFRICA  
 
 Milano, 6 novembre 2006 - Dal 16 al 18 Novembre 2006 lo spazio iGuzzini di via San Damiano 3 a Milano ospiterà la particolarissima mostra di Marinella De Paoli, dedicata alla collezione di gioielli unici, originari del Corno d’Africa: “I Monili”. Una vita passata nel continente nero, quella di Marinella. Un viaggio che si trasforma da subito in un grande amore per le terre africane e per le sue popolazioni , dal Sudan all’Eritrea, con una passione spontanea per gli abiti e i gioielli indossati dalle donne autoctone. Uno slancio che prende forma diventando l’’inizio di una storia di collezionismo di gioielli che porterà, trent’anni dopo, alla realizzazione di questa Mostra. Dapprima l’attenzione cade sui gioielli in argento delle popolazioni nomadi Rashaida, Beja e Bilene per passare poi alla ricerca di quelli d’oro, spesso ritrovati rovinati e incompleti. Da qui la necessità di ricercare perle, coralli e pietre per ricomporli mantenendone il simbolismo. Gioielli che risentono delle influenze yemenite e arabe, che provengono dalla cosata somala, dall’Etiopia, dal deserto del Nuba e che sono stati indossati da alcune delle cinquecento etnie che vivono nel territorio. Gioielli che, per gli indigeni, non sono oggetti a sé stanti ma hanno un simbolismo intrinseco: sono tesori che racchiudono tradizione e cultura in cui il rito e il mito si amalgamano in una sola dimensione simbolica. Siamo agli inizi degli anni novanta. Marinella De Paoli è con un’amica che , rimasta sbalordita davanti alla collezione cospicua di monili mostrati su un tappeto di casa, non riesce a trattenere un pensiero: “sei matta a tenere tutta questa roba! . Se mi dai parte del ricavato per l’ospedale, ti organizzo una mostra!. ”. E’ la molla di un progetto umanitario a segnare l’inizio del percorso di mostre dedicate ai suoi gioielli. Dopo Roma, Modena, Pesaro e Nairobi la mostra “I Monili” approda ora a Milano presso iGuzzini che contribuirà, con una scenografia luminosa pensata ad hoc, a far splendere ancora di più questi tesori unici, in vendita a scopo benefico. Parte del ricavato dalla vendita andrà infatti come contributo al progetto dei bambini di strada di “Amref Italy”, di cui Marinella De Paoli é uno dei soci fondatori e membro del consiglio. Amref é la più grande organizzazione africana che dal 1957 gestisce centinaia di progetti in 14 paesi dell’Africa Orientale e che coinvolge attivamente le comunità africane di donne e uomini affinché siano loro stessi a guidare il proprio sviluppo. I Monili Milano, 16 – 18 Novembre 2006 Presso iGuzzini Partner Assistance Via San Damiano 3 Per informazioni: 071 7588489 .  
   
   
AMIAMO STARE IN CERCHIO. FOTOGRAFIE DI LIDIA BAGNARA  
 
Fusignano, 6 novembre 2006 – “Amiamo stare in cerchio” è il titolo della mostra fotografica dell’ artista Lidia Bagnara, che verrà inaugurata Sabato 18 novembre 2006 alle ore 17. 00 negli spazi del centro culturale “il Granaio “ di Fusignano. “ La penso come Diane Arbus, la cosa che mi piace di più è andare dove non sono mai stata “. Con queste parole la stessa artista ravennate apre le pagine del catalogo che accompagna la sua ricerca, per portarci tra i volti, i gesti e le quotidianità chi vive e lavora nei servizi sociali ed educativi seguiti dalla Cooperativa “Il Cerchio” di Ravenna, che ha promosso questo lavoro in occasione dei suoi 25 anni di attività. Lidia Bagnara raccoglie e registra questa umanità forte e al contempo fragile, che ogni giorno si confronta con i problemi, con il dolore, con le ansie, ma anche con le gioie e le speranze. Lidia Bagnara vive e lavora a Ravenna, dove collabora con lo Studio Bf. Fotografa notissima, protagonista di diverse esposizioni in Italia ed all’estero, è presente con ben 10 opere al Dipartimento di stampa e fotografia della Biblioteca nazionale di Parigi. La mostra sarà visibile ogni giorno fino a Domenica 26 novembre, dalle ore 15. 00 alle 18. 00 c on ingresso libero. .  
   
   
GALLIANO 2007: MILLENARIO DELLA DEDICAZIONE DELLA BASILICA DI S. VINCENZO IN GALLIANO  
 
 Cantu’, 6 novembre 2006 - La città di Cantù si appresta a celebrare il Millenario della dedicazione della Basilica di San Vincenzo in Galliano di Cantù che ricorrerà il 2 luglio 2007. Il centenario del millenario… 24 novembre 2006 a cento anni dall’esposizione “le industrie femminili italiane”: inaugurazione mostra Le industrie femminili italiane – Merletto, ricamo ed arti applicate – Villa Calvi Fino al 28 febbraio 2007 Il 22 maggio 1906, a Roma, fu costituita la grande cooperativa denominata “Le Industrie Femminili Italiane” di cui fu nominata Presidente la Contessa Cora Slocomb Savorgnan di Brazzà. Nello statuto della società si legge che lo scopo principale della cooperativa era quello di “promuovere e migliorare il lavoro femminile e la condizione economica delle lavoratrici con un sano indirizzo artistico e industriale”. Furono istituiti Comitati di Patronato e Sottocomitati Regionali e le Patronesse referenti, supportate da una Giunta Tecnica, si occuparono di raccogliere ed esporre in mostre nazionali ed internazionali, i prodotti artigianali delle varie scuole e laboratori italiani. La notte del 3 Agosto 1906, l’Esposizione inaugurata a Milano, fu interamente distrutta da un incendio. Nelle pagine del catalogo della mostra, raccolte e suddivise per ogni regione, si legge “le sale si offrivano al pubblico come una geniale rivelazione d’arte e di lavoro italiano”. L’epoca che stiamo vivendo, si contraddistingue per la velocità e la profondità delle trasformazioni economiche e sociali: tutto si brucia in fretta ed è sempre presente il rischio che i tratti più autentici del nostro artigianato e della nostra produzione artistica vengano stravolti e dispersi o, come avvenne circa un secolo fa, che l’intero settore venga progressivamente emarginato dalla continua evoluzione delle attività umane. Nonostante tutto, le tradizioni sono forti, sopravvivono poiché storicamente legate alla semplicità della vita di persone che si concretizzano nell’entusiasmo di realizzare oggetti per il quotidiano, al di fuori di qualsiasi fenomeno di massa. Se poi questo patrimonio è associato alla ricerca della “bellezza estetica”, alla valorizzazione ed alla conservazione di lavorazioni mai desuete, la tradizione si nobilita. Gli oggetti si attualizzano adattandosi alla realtà odierna e, oltre ad essere portatori della nostra cultura, assumono anche rilevanza economica, diventando un patrimonio peculiare che merita di essere tramandato alle generazioni future. Questa testimonianza conferma, ieri come oggi, l’importante attività umana, il cui significato arcaico va recuperato quando la vita quotidiana di alcuni gruppi ci fa riscoprire un ruolo non di secondo piano assegnato alle lavorazioni di artigianato artistico e di tradizione quali, ad esempio, il ricamo, il merletto, la tessitura, l’arte orafa o della ceramica, la tarsia, la lavorazione del ferro battuto, della pietra, del vetro ecc. Un ruolo che ha sempre garantito una continuità di sviluppo con il passato e che deve continuare a rinnovarsi senza bisogno di censurare la tradizione. 25 novembre 2006 inaugurazione mostra Mostra archivistica sulle principale fonti storiche e documentarie reperite sulla storia di Galliano e della sua Basilica Battistero di S. Giovanni, Galliano . Il Millenario della Basilica di San Vincenzo di Galliano rappresenta una grande opportunità per la storia della Lombardia settentrionale e dell’area pedemontana, una zona poco indagata ma di grande importanza strategica. Non si tratta quindi soltanto di un avvenimento celebrativo, ma anche di un appuntamento significativo per un recupero della consapevolezza delle proprie origini nell’ambito della formazione dell’Europa e per la promozione del territorio. La riconsacrazione del tempio romanico da parte di Ariberto da Intimiano, avvenuta il 2 luglio del 1007, segna un nuovo inizio nella storia del complesso monumentale di Galliano. Accanto al nuovo edificio dedicato a San Vincenzo, martire di Saragozza, sorge infatti anche il Battistero di San Giovanni, che assurge ad un ruolo fondamentale per l’intera pieve, con il suo fonte battesimale. La Città di Cantù in occasione dei festeggiamenti del Millenario intende promuovere un insieme di interventi di manutenzione e restauro dei monumenti cittadini e intende celebrare questa ricorrenza con una serie di appuntamenti di carattere culturale di alto livello, in modo che ne resti una traccia rilevante, diffusa e durevole nel tempo, che consentano altresì di creare nuove condizioni per la promozione delle risorse del territorio anche a fini turistici. .  
   
   
DINOSAURI PROTAGONISTI DEL TEMPO PERDUTO ILLUSTRAZIONI E DISEGNI REALIZZATI DAL PALEOARTISTA FABIO PASTORI  
 
 Milano, 6 novembre 2006 - Dal 6 novembre 2006 al 30 gennaio 2007, 31 tavole originali che illustrano scene di vita dei dinosauri saranno esposte nell’atrio dell’Aula Magna del Museo di Storia Naturale di Milano. Contattando l’autore sarà anche possibile acquistare alcune di esse, in originale o in copie di tiratura limitata. L’inaugurazione della mostra avverrà lunedì 6 novembre alle ore 16. 00 Fabio Pastori vive a Milano e lavora come illustratore iperrealista da oltre venti anni. Ha insegnato per diciassette anni alla Scuola Superiore d’Arte del Castello Sforzesco ed ha collaborato con le più importanti agenzie di pubblicità e case editrici. Da sempre appassionato di animali e soprattutto di dinosauri, con il suo stile iperrealista realizza meticolose illustrazioni per enciclopedie e riviste naturalistiche per ragazzi. Studiando le scoperte paleontologiche e osservando gli animali attuali riesce a ricostruire l’aspetto degli animali estinti, riproducendone in modo realistico e credibile sia le caratteristiche morfologiche, sia l’atteggiamento ed il comportamento. I testi che accompagnano la mostra sono a cura di Cristiano Dal Sasso (Museo di Storia Naturale, Sezione di Paleontologia dei Vertebrati). .  
   
   
AL TEATRO CIAK DI MILANO GEPPI CUCCIARI IN SI VIVE UNA VOLTA. SOLA.  
 
Milano, 6 novembre 2006 - Il Teatro Ciak di Milano ospita il nuovo esilarante monologo dell’attrice sarda, rivelazione comica delle ultime edizioni di Zelig Circus Dal 28 novembre al 3 dicembre, il palcoscenico del Teatro Ciak di Milano si tingerà di rosa. Il rosa di Geppi Cucciari, l’attrice amata dal pubblico sin dalla sua prima apparizione a Zelig Off del 2003 e da allora nel cast fisso del celebre programma Zelig Circus e poi della sitcom “Belli Dentro”. Dopo il successo del primo romanzo “Meglio donna che male accompagnata” e la partecipazione al film tv “Attacco allo Stato” al fianco di Raoul Bova, la Cucciari torna al suo primo amore, il teatro, con un nuovo esilarante monologo, “Si vive una volta. Sola”, al centro del quale ritroviamo il tema a lei più caro: la vita e i pensieri delle trentenni single nella società moderna. Donne che, fiere di portare un’ingombrante taglia 46, guardano disincantate il corredo che lentamente ingiallisce e suppliscono all’assenza di un fantomatico “Uomo con la U maiuscola” con barattoli di Nutella. Con la sua incontenibile verve comica, la nostrana Bridget Jones sarda, delinea una panoramica tagliente e disincantata, ma altrettanto lucida e realistica, dei rapporti tra i due sessi e della “carenza di offerta stimolante” nell’universo maschile. Una leggera vena sarcastica e un umorismo pungente, colorito dal suo inconfondibile accento, sono le armi con cui Geppi Cucciari coniuga autoironia e acute osservazioni delle dinamiche quotidiane tra uomini e donne dai corpi “morbidi”, a volte così inintelligibili. Lei non si dispera, anzi, propone questa realtà con leggerezza, guardandola attraverso gli occhi dell’ironia e dell’amore. “E servono entrambi, anche se forse è chiaro che si vive una volta. Sola”. .  
   
   
MARTEDÌ 7 NOVEMBRE DEBUTTA IN PRIMA NAZIONALE, IL GIARDINO DEI CILIEGI, ALL’ELFO DI MILANO TESTO LEGGENDARIO CHE VEDE QUI IMPEGNATA LA COMPAGNIA DELL’ELFO AL COMPLETO, CON FERDINANDO BRUNI ALLA REGIA.  
 

Milano, 6 novembre 2006 - Lo spettacolo è prodotto in collaborazione con Amat, con il Teatro La Nuova Fenice e il Comune di Osimo dove è andato in scena in anteprima nel marzo scorso. Un’enorme tenuta che va alla malora, un frutteto che una volta all’anno, nel mese di maggio, si copre di fiori bianchi e diventa “giardino”, simbolo di rimpianti, speranze e sogni. Ogni anno il ciclo delle stagioni si compie, e ogni anno il giardino ritorna giovane, ricomincia la sua vita. A contemplare questo miracolo per l’ultima volta, riuniti nella grande casa dell’infanzia, i personaggi della commedia non possono che scorgere su di sé, ognuno nell’altro, i segni del tempo che passa, il miracolo che su di loro non si compie, l’approssimarsi di una resa dei conti col proprio destino. Così nell’arco di un’ultima estate, si compie una vicenda fatta di nulla, ma che attraverso il chiacchiericcio inconsistente che copre la disperazione, attraverso pause di silenzio da riempire subito di risate o di lacrime, lascia intrasentire “il ridacchiare del tempo, quel galoppo da padrone”, lascia intravedere la ferite della vita che se ne va “senza averla vissuta”. Il cast dello spettacolo impegna i nomi storici della compagnia, a partire da Ida Marinelli nel ruolo protagonista ed Elio De Capitani in quello di suo fratello Gaev, per continuare con Corinna Agustoni, Cristina Crippa e Luca Toracca. Accanto a loro quattro volti ormai di casa all’Elfo - Paolo Pierobon, Elena Russo Arman, Alessandro Genovesi e Fabiano Fantini - e i nomi nuovi della giovane Angelica Leo, di Alessandro Federico e Vittorio Attene. Dodici attori, sotto l’attenta regia di Ferdinando Bruni, mettono in gioco la coralità, la sensibilità e la maturità di un gruppo e delle sue singole personalità, nell’allestimento di questa commedia rarefatta, buffa e disperata che ha per protagonista il tempo e il suo trascorrere nella vita degli individui e del mondo.

E una significativa coincidenza anagrafica tra le biografie degli interpreti e quelle dei personaggi – una battuta di Gaev recita infatti: “Sorella mia, un tempo io e te dormivamo proprio in questa stanza e adesso ho già cinquantun anni. Che strano. ” – conferma che i tempi sono maturi perché gli “Elfi” affrontino questo testo. Il loro lavoro su Cechov ha, d’altronde, un precedente: nel 1986 con un lungo laboratorio si erano dedicati ad analizzare, smembrare e reinventare l’opera dell’autore russo per portare in scena l’universo dei suoi personaggi, attualizzati nello spettacolo Il Lago.

La regia di Ferdinando Bruni colloca i quattro atti del Giardino dei ciliegi in una specie di limbo, l’antica stanza dei bambini, che è simbolicamente punto di ritrovo per la famiglia di Ljuba, fra oggetti concreti, ma carichi di valenze evocative: la lavagna con l’alfabeto cirillico-europeo, i tabelloni illustrati per imparare il francese (la lingua dell’aristocrazia, la lingua dell’esilio), gli uccelli impagliati, prigionieri di una vita artificiale, oggetti che piano piano andranno sparendo, recidendo legami col passato, fragili e malati, lasciando spazio alla durezza impietosa del presente o alle utopie luminose del futuro. Www. Elfo. Org

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AL TEATRO FILODRAMMATRICI LE CINQUE ROSE DI JENNIFER DI ANNIBALE RUCCELLO  
 
Milano, 6 novembre 2006 - È lo stesso Arturo Cirillo, icona della nuova scena napoletana, fatta di inconfondibili alchimie e guizzi cromatici, di “femenielli” diventati moderni “travestiti” che non possono più fare da tramite tra cielo e terra se non a prezzo di dolore, a dare parole alla sua nuova sfida: uno spettacolo in cui ritorna ad Annibale Ruccello, uno degli autori per lui più formativi e certo uno di quelli che più hanno reso possibile un teatro coniugato al tempo presente: “Si mette in scena – dice - un pensiero, un pensiero ossessivo e maniacale, quello di Jennifer, travestito napoletano. Un pensiero che porta al suicidio e se questo avviene o non avviene non ha nessuna importanza. Una solitudine di periferia e le sue proiezioni: la radio è se stessa, Patty Pravo è se stessa, la vicina è se stessa. Un io che non è più in grado di pensare l´altro, se non nella creazione immaginaria di un volto dentro una cornice vuota. Si muore di solitudine. Un attore che si traveste, un’attrice che si traveste. Mestruazioni finte, seni piatti, parti mai avvenuti. Tutto nella mente di un ragazzo di una città di provincia…”. Questo è, per suggestioni, il suo Cinque rose di Jennifer. Le note di regia Leggo Le cinque rose di Jennifer come una metafora della nostra esistenza, o per usare il linguaggio di uno degli altri personaggi che abitano la stanza in cui avviene la vicenda: “come una specie di simbolo di questa mia atroce solitudine”. Di tutti i testi che Ruccello ha scritto credo che questo sia quello dove maggiormente egli si sia rappresentato attraverso un altro da sé, certamente è il testo più legato ad una sua personale interpretazione come attore. Tutto è nella mente del personaggio (un travestito napoletano), infatti il piano di realtà, pur essendo estremamente concreto, è continuamente minato dal sospetto che niente esista realmente. Molti sono gli indizi sparsi nel testo: la creazione di un ipotetico quartiere ghetto per travestiti di nuova e non conclusa costruzione; la numerazione dei telefoni che sembrerebbero non appartenere ad una stessa zona (si passa dal 42 di Jennifer al 45 o al 25 degli altri); la corrente elettrica che scompare verso la fine pur lasciando in funzione la radio e che lascerà nel buio solo ed unicamente la stanza di Jennifer; il telefono che perderà la linea per poi riacquistarla negli ultimi istanti della vicenda. A questo elenco va aggiunto poi la creazione di tre personaggi che per buona parte della pièce accompagneranno ossessivamente il protagonista nel suo viaggio verso la notte. Il primo è Franco, uomo del nord, conosciuto da Jennifer una sera e che lei da molto tempo pervicacemente attende ed immagina, attesa che si dimostrerà sempre più straziante ed inutile, frutto unicamente della sua ossessione. Il secondo è un assassino che semina cadaveri nel quartiere attraverso una dinamica illogica (l’arma appartiene sempre alla vittima, la casa è solidamente chiusa dall’interno, gli stessi omicidi aumentano vertiginosamente nel trascorrere delle ore) e che farebbe pensare ad una sua non reale esistenza. Il terzo personaggio, l’unico ad apparire nella stanza, è Anna, altro travestito abitante nel quartiere, il quale per due volte s’intrometterà nel rumoroso mondo di Jennifer portando una variante al dramma della solitudine, e che nella sua seconda intrusione in scena svilupperà un racconto in cui la sua identità e quella di Jennifer slitteranno una sull’altra arrivando quasi alla possibile creazione di un doppio. Avendo scelto di osservare la storia da questo punto di vista credo sia chiaro il perché di certe scelte da me attuate; come l’aver dato alla radio sempre un´unica voce e l’aver fatto entrare Anna la seconda volta con il vestito che Jennifer indossava nella loro precedente scena insieme. Poi c’è la scelta di dare il ruolo dell’altro travestito ad un’attrice. E’ ormai da tempo che io amo giocare nei miei spettacoli su una certa ambiguità dei generi, soprattutto trovo interessante vedere come un attore affronta, attraverso un lavoro quanto è possibile interiore, delle realtà a lui non immediatamente vicine. Mi è sembrato bello e stimolante inserire in uno spettacolo che parla, tra le altre cose, di una non definita identità sessuale lo sguardo e la sensibilità di una donna. In fondo quello che si vede in scena sono due realtà non complete, dei corpi e delle menti in bilico tra il maschile e il femminile (e mi piace qui notare come Ruccello nel testo faccia parlare i suoi personaggi al femminile ma li descriva sempre al maschile). Non esiste il travestito ma esistono i travestiti, diversi come le vite di ogni persona, io e Monica facciamo i nostri, quelli che ci siamo immaginati, e attraverso di loro, anche dolorosamente, parliamo anche di noi stessi, di come noi siamo. Io ignoro cosa abbia spinto Ruccello a decidere di rappresentare la sua sensibilità e la sua emotività attraverso la figura, direi l’archetipo, di un travestito; io ho trovato, in questi personaggi, la disperata necessità della menzogna e dell’illusione per non vedere il niente delle nostre esistenze. Si mette in scena un pensiero, un pensiero ossessivo e maniacale, quello di Jennifer, travestito napoletano. Un pensiero che porta al suicidio e se questo avvenga o non avvenga non ha nessuna importanza. Una solitudine di periferia e le sue proiezioni: la radio è se stessa, Patty Pravo è se stessa, la vicina è se stessa. Un io che non è più in grado di pensare l´altro, se non nella creazione immaginaria di un volto dentro una cornice vuota. Si muore di solitudine. Un attore che si traveste, una attrice che si traveste. Mestruazioni finte, seni piatti, parti mai avvenuti. Tutto nella mente di un ragazzo di una città di provincia. Questo sono le nostre "cinque rose di Jennifer". Arturo Cirillo .  
   
   
DAL 16 NOVEMBRE IN SCATOLA MAGICA “CARRI, CANOVACCI E MASCHERE” VIAGGIO ALLA SCOPERTA DELLA COMMEDIA DELL’ARTE  
 
Milano, 6 novembre 2006 - Un viaggio alla scoperta dei linguaggi della commedia dell’arte, della maschera di Arlecchino, dei mestieri e dei luoghi del teatro, della figura di Carlo Goldoni, autore di cui quest’anno si celebra il Trecentesimo della nascita, e a cui il Piccolo dedica particolare attenzione, quale elemento fondante della sua identità, culturale ed estetica. In quest’ambito tematico, le attività e i momenti spettacolari dedicati ai più piccoli formano una sequenza ideale, un percorso che si apre con il nuovo laboratorio-spettacolo, Carri canovacci e maschere, viaggio alla scoperta della Commedia della Arte. Un attore e un animatore danno vita ad un “racconto” che introduce i piccoli spettatori nel mondo affascinante e composito della Commedia dell’Arte; utilizzando oggetti di scena, costumi e maschere, ricreando magicamente, attraverso l’illusione teatrale, luoghi come il palcoscenico, il camerino, la piazza del mercato, racconteranno la nascita di uno spettacolo teatrale, e tramite l’interazione con loro i bambini potranno scoprire i meccanismi che regolano la messa in scena e l’evoluzione del lavoro degli attori, dalle compagnie girovaghe sino alla riforma attuata da Carlo Goldoni. Www. Piccoloteatro. Org .  
   
   
INAUGURAZIONE STAGIONE 2006-07 NUOVO TEATRO COMUNALE DI MONFALCONE  
 
Monfalcone, 6 novembre 2006 - Ottavio Dantone, che dal1996 dirige l’Accademia Bizantina, è organista e clavicembalista e haintrapreso giovanissimo la carriera concertistica, dedicandosi findall’inizio allo studio e al costante approfondimento della musicaantica. Ottenuti diversi premi a livello internazionale in ambitoclavicembalistico, dal 1999 affianca alla sua abituale attività diapprezzatissimo solista e leader di gruppi da camera, quella di direttored’orchestra, estendendo il suo repertorio all’opera (del 2005 è ladirezione del Rinaldo alla Scala)e al periodo classico e romantico. E’ regolarmente ospite dei più prestigiositeatri d’opera e dei più grandi Festival internazionali ed ha ottenutoimportanti premi e riconoscimenti dalla critica per molte delle sue incisioni. Un programma e un ensembled’eccezione, dunque, che permetteranno senz’altro di far risaltareappieno le nuove, ottimali condizioniacustiche del Comunale, tanto per la scelta del repertorio - suonatocon strumenti originali - quanto per la tipologia dell’ensemble: sarannotredici gli strumentisti che si alterneranno sul palcoscenico ad interpretarealcuni tra i più grandi capolavori della storia della musica strumentale cheracchiudono l’essenza della forma del Concerto(o più specificamente del Concerto Grosso),tecnica compositiva trainante ed onnipresente in Italia e in Europa tra il Seie il Settecento. La scelta dell’Accademia Bizantina, per Monfalcone, si concentrerà sul Concerto op. Vi, n. 4 diCorelli, che si distingue per la brillantezza e il vivacissimo dialogo tragli strumenti solisti, sul Concertogrosso op. Vi, n. 1 di Händel, dal carattere impetuoso e virilee sui Concerti per dueviolini n. 5 e n. 8 dal celeberrimo Estro Armonico di Vivaldi,caratterizzati da un ampio respiro melodico e dalla limpida espressività. A completare il programma, il Concerto Grosso op. Viii, n. 2di Giuseppe Torelli, che mette in risalto le capacità espressivestrumentali del violino, il concerto La Folliadi Francesco Geminiani,virtuosistica elaborazione di uno dei più celebri ed antichi temi di danza, edue brevi e bellissimi concerti di Vivaldi, il Concerto in do maggiore per archi e basso continuo (da Rv 114 e 116) e il Concerto in solminore per archi e cembalo (Rv 156). Interessante prolusione alla serata inaugurale sarà la conferenza che Carlo de Incontrera, direttore artistico della stagionemusicale del Teatro, terrà lunedì 13 novembre,alle ore 18. 00 presso la Sala Conferenze della Biblioteca Comunale di Monfalcone (viaCeriani, 10): l’incontro, dal titolo Musica poetica (1600 - 1750), verterà sulle caratteristichedella musica, e dei suoi riferimenti storico-letterari, nel periodo sei-settecentesco,cui il Teatro dedica quest’anno grande attenzione anche oltre a questoprimo concerto (da Il clavicembalo bentemperato di Bach interpretato da Angela Hewitt, al variegatoprogramma del soprano Emma Kirkby con l’ensemble London Baroque). La conferenza sarà a ingresso libero. Www. Teatromonfalcone. It .  
   
   
ALLA SALA ESTENSE DI VARESE PRIMA NAZIONALE DI “TI PREGO, SEDUCIMI!”  
 
 Varese, 6 novembre 2006 - Dopo i lusinghieri successi di pubblico e di critica, che hanno accompagnato nel 2004 e nel 2005 le 47 repliche di “Non c’è più l’ironia di una volta!” nei teatri di tutta Italia, Roberto Rasia dal Polo presenta in prima nazionale il suo 21° spettacolo “Ti prego, Seducimi!”, alla Sala Estense, in pieno centro a Varese, sabato 18 novembre 2006, alle ore 21. “Ti prego, Seducimi!” è un viaggio nell’amore studiato appositamente per una serata ricca d’amore, attraverso le più belle poesie e prose sentimentali di tutti i tempi, accompagnate dal vivo dal pianoforte a 4 mani del Duo Maclé, composto da Sabrina Dente e Annamaria Garibaldi, due pianiste professioniste note al grande pubblico dei concerti nazionali. In una società in cui sembra affermarsi chi urla con violenza la propria superiorità, chi pesta i piedi al vicino o finge meriti che non ha, lo spettacolo “Ti prego, Seducimi!” tocca, invece, le corde più buone e dolci che esistono in ognuno di noi e ha lo scopo per la prima volta in teatro di far alzare tutti gli spettatori innamorati. Fil rouge di questo elegante, ma anche divertente spettacolo teatral-musicale, è l’Amore. In scena, un pianoforte e una poltrona. Sdraiato sopra di essa, Roberto Rasia dal Polo reciterà le riflessioni d’Amore di grandi poeti come Montale, Sbarbaro, D’annunzio, Neruda, fino all’imprescindibile Dante, ma passando anche attraverso la divertente letteratura contemporanea di Luis Fernando Verissimo, celebre scrittore brasiliano o attraverso gli intensi Bilotti, Grego e Landi, poeti viventi che meritano un palcoscenico nazionale. Cornice e sostanza di questo omaggio alla poesia d’Amore, il Duo Maclé crea dal vivo l’atmosfera migliore, affinché il pubblico dimentichi lo stress, la fretta e i problemi quotidiani, lasciandosi cullare dalle note, dipinte di rosa, di Mozart, Rachmaninoff, Brahms e Dvorak, suonate con raffinata eleganza. Brevi biografie degli artisti. Roberto Rasia Dal Polo, attore e conduttore, genovese di nascita e formazione. Dopo il diploma di attore teatrale conseguito a Genova nel ’94 presso la "Quinta Praticabile", ha recitato in 20 spettacoli nei teatri di tutta Italia, portando in scena Shakespeare, Dante, Goldoni, Cherì e Woody Allen. E’ stato diretto da Cesare Gallarini, Aldo Amoroso, Lea Landi e Sandro Bobbio. Ha lavorato tra gli altri con Ugo Pagliai. Dal ’98 al 2000 è stato una delle voci del mattino di Radio Babboleo e dal 2000 conduce un programma su Radio 24 – Il Sole 24 Ore. Nel 2000 è approdato anche alla tv. A Mediaset ha recitato in sei “Scherzi a parte” su Canale 5, poi in “Proposta indecente” su Italia 1. Nel 2001 è stato scelto da Canale 5 come co-presentatore di “La sai l’ultima?”, per tre mesi in diretta al fianco di Gigi Sabani e Natalia Estrada. Nel 2004 e 2005 ha condotto “Vetrina” sul canale 109 di Sky Tv ed è attualmente impegnato su All Music Tv nella veste di ‘fashion coach’ di “Modeland”. Ha pubblicato il cd “Amore, Parole e Note”, tratto dall’omonimo spettacolo teatrale che ha portato in giro dal 2001 al 2003 con il pianista Andrea Puppo e il dvd “Non c’è più l’ironia di una volta!”, registrato dal vivo nel 2004 al Teatro San Babila di Milano. Duo Macle’: è formato da Sabrina Dente e Annamaria Garibaldi. Il duo si forma stilisticamente dall’incontro di personalità versatili, di vivace spessore tecnico ed interpretativo. Seguito presso l’Accademia Angelica Costantiniana di Roma dalla pianista Marcella Crudeli e già affermatosi in concorsi musicali nazionali ed internazionali, il Duo Maclé riceve un importante riconoscimento durante il Xv Concorso pianistico Internazionale “Roma 2004”, vincendo il secondo premio nella sezione a quattro mani e il Premio Carisch per la migliore interpretazione di un’opera del compositore Sergio Calligaris. Nel 2005 il Duo ha vinto il 14° Concorso Nazionale “Dino Caravita” di Fusignano, il Primo Premio di esecuzione musicale al 6° Concorso Nazionale “Riviera Etrusca” di Piombino e il Primo Premio assoluto al Iv Concorso Europeo “Città del Vasto”. .  
   
   
LUCA TONI E ALDO MONTANO IN TEATRO CONTRO IL CANCRO  
 
Firenze, 6 novembre 2006 – Con Luca Toni e Aldo Montano in sala come testimonial, con un cast che è impossibile non definire singolare e con un obiettivo benefico chiaro e concreto, va in scena il 7 novembre al Goldoni di Firenze una delle pièce teatrali più drammatiche degli ultimi anni. Si tratta della versione italiana dello straordinario Cancer Tales, storie di donne e di cancro della famosa drammaturga inglese Nell Dunn, il tema più consono a uno spettacolo organizzato in favore di File, la Fondazione Italiana di Leniterapia da alcuni anni attivissima nel settore delle cure palliative, finanziando sia borse di studio che una capillare attività di assistenza domiciliare ai malati gravi, al fianco degli specialisti della Asl Firenze. I proventi della serata sono appunto destinati a realizzare nel 2007 uno speciale punto di ascolto telefonico per dare orientamento e sostegno psicologico e sociale a persone in fase avanzata di malattia inguaribile e ai loro familiari. Le attrici che daranno vita a Cancer Tales sono tutti nomi fiorentini molto conosciuti, con una sola professionista, l’ormai popolarissima Maria Cassi, e un pool di bravissime dilettanti determinate, per una nobile causa, a calcare il palcoscenico per un giorno. Tra gli altri, la psicologa Giovanna Peirano Franchi e l’architetto Fabrizia Scassellati, la direttrice del Museo del Bargello Beatrice Paolozzi Strozzi e Angela Terzani Staude (moglie del giornalista scrittore Tiziano Terzani), la studentessa Virginia Napoleone e l’organizzatrice di Corri la Vita Eleonora Frescobaldi Nesi. La sola voce maschile prevista dal copione è quella del presidente della Provincia di Firenze Matteo Renzi. Firma la regia Piero di Pietro. La scenografia è un omaggio a Enrico Baj ed è curata da Stefano Bini e Roberta Baj. Dalla loro esperienza di teatro è nata appunto l’idea di affidare la recitazione ad attori non professionisti. “Questa iniziativa ha un obiettivo molto semplice, ma molto complesso”, spiega la presidente di File, Donatella Carmi Bartolozzi, “Serve a promuovere la cultura delle cure lenitive o palliative, per consentire a chi soffre di concludere nella dignità la propria esistenza. Sembrerebbe un’ovvietà, invece ci scontriamo ogni giorno con convinzioni e costumi avversi. La nostra è dunque una vera e propria battaglia di civiltà, un impegno difficile che da quattro anni vede File in prima linea nel raccogliere fondi destinati all´assistenza dei malati terminali di cancro”. Per gli evidenti contenuti sociali, Cancer Tales è appoggiata dalla prestigiosa istituzione britannica Institute of Cancer Research. Ha debuttato al King´s College di Londra nel maggio 2003, in occasione dell´Art of Dying Symposium, cioè il Simposio sull’arte di morire, e in Italia è stata messa in scena per la prima volta a Milano (settembre 2005) dalla Fondazione Floriani. Cancer Tales racconta appunto la storia di sei donne assai diverse per carattere, cultura e status, ma tutte contemporaneamente impegnate in un viaggio attraverso la malattia del cancro. Una prova difficile in cui trovano una nuova autenticità anche l’una verso l’altra. L’autrice Nell Dunn ha una sensibilità speciale nel trasmettere le voci dell’anima e tratta un argomento così doloroso e importante con dignità e coraggio, con onestà intellettuale e realismo, senza allarmismi inutili. Come noto, ha pubblicato vari romanzi (il suo Poor Cow, è stato tradotto in Italia da Longanesi con il titolo Povero amore mio), ma è nota al grande pubblico anglosassone soprattutto grazie ai lavori teatrali e televisivi. .  
   
   
“POESIABILE” LE POESIE SI METTONO IN MOSTRA DAL 27 NOVEMBRE AL 3 DICEMBRE 2006, A MILANO, ALLA MONDADORI MULTIMEDIA EUGENIO FINARDI LEGGERÀ POESIABILE  
 
 Milano, 6 novembre 2006 - Tutto ha inizio nel settembre 2005 quando presso l’Associazione “Fraternità e Amicizia” – gruppo di attenzione per disabili - viene istituito un laboratorio di poesia. Il programma prevedeva la scoperta della poesia dal volgare al novecento, passando attraverso Dante, Petrarca, Manzoni, Leopardi, Wilde, Lorca, Pasolini, De Andrè. L’obiettivo del laboratorio era quello di portare i ragazzi a sentire e conoscere i propri sentimenti attraverso la poesia. La prima è stata “S’i’ fosse foco” di Cecco Angiolieri. Il programma prevedeva la lettura e la spiegazione del testo poetico per renderlo maggiormente comprensibile e favorirne la rielaborazione. Nell’anno di laboratorio, la poesia è diventata il mezzo attraverso cui i ragazzi hanno potuto ascoltare e conoscere le proprie emozioni che poi, quasi senza volerlo, si sono trasformate in componimenti poetici di loro creazione dando inizio ad una incredibile ed inesauribile produzione dove rabbia, dolore, amore, tristezza e solitudine prendono la forma di parole semplici, a volte ortograficamente scorrette, ma piene di significato. La ricchezza del loro mondo interiore viene rivelata. Da questa “ricchezza” nasce Poesiabile: una raccolta di splendide poesie. Risulta difficile elencare i motivi che possano spiegare questo incredibile risultato. I ragazzi - poeti hanno saputo creare quell’atmosfera che ha favorito la comunanza tra i testi poetici e il loro sentire, riuscendo così ad esprimere le loro emozioni liberamente, senza freni inibitori. Le Poesie Saranno Esposte Dal 27 Novembre Al 3 Dicembre Alla Mondadori Multimedia In Via Marghera 28 A Milano. . .  
   
   
2° MEDITANGOFESTIVAL DI ROMA 2 DICEMBRE 2006 - 6 GENNAIO 2007  
 
Roma, 6 dicembre 2006 - Con il Patrocinio degli Assessorati alle Politiche Culturali del Comune di Roma e della Cultura, Sport e Spettacolo della Regione Lazio, avrà luogo a Roma dal 2 dicembre 2006 al 6 gennaio 2007 il 2° Meditango Festival, Festival internazionale di Tango, danza e teatro. Sotto la direzione artistica di Alex Cantarelli e Mimma Mercurio, esso rappresenta uno sforzo assolutamente unico, nel panorama del Tango italiano, di conciliare il Tango con le sue prospettive culturali e con gli ambiti cui esso si può riferire, se considerato in modo più complesso e polisemantico. Di qui un festival che apre le porte al Tangodanza e al Teatrotango, con una formula che accosta grandi nomi ad artisti emergenti, serate nella migliore tradizione dei festival di Tango a produzioni di spettacoli innovativi e spesso anti-tradizionali. Accanto, quindi, ad artisti internazionali quali Pablo Veron, Esteban Moreno e Claudia Codega, anche le migliori proposte del Tango europeo ed italiano in particolare, rappresentati per l’occasione da Birkit Wildenburg e Muzaffer Demiray, Marisa van Andel e Oliver Koch, Alberto Colombo e Alessandra Rizzotti, Matteo Panero e Patricia Hilliges. Tre nuove produzioni di spettacolo della Mdtcmeditango costituiranno invece l’aspetto più spiccatamente di Teatrotango del Festival: «I Milonghèris», «P. From Piazzolla to Prince. The black way to Tango» ed, infine, «generatio#4. De generatione et corruptione», quarto capitolo di un ciclo di spettacoli di Teatrodanza, basati sul tema della generazione. Se con «I Milonghèris», otto attori ballerini saranno chiamati a raccontare ognuno la propria storia in un Tango-reality-show, con «P. From Piazzolla to Prince. The black way to Tango», invece, verrà sviluppato l’ultimo capitolo della trilogia dei Tres Colores, progetto di Tango itinerante nel nome della Fraternitè -di cui il Rosso è il colore-, alla ricerca delle radici comuni in ogni tradizione musicale popolare. Nell’arco del mese del Festival, inoltre, molte le serate di milonga ad evento speciale, con protagonisti gli ospiti del Festival. Lo show di Esteban e Claudia inaugurerà la rassegna il 2 dicembre, mentre Pablo Veron sarà ospite della serata di chiusura, il 6 gennaio; questi grandi artisti internazionali saranno protagonisti anche dei workshops del mese di dicembre e di gennaio. Per la serata del 1 gennaio 2007, infine, le note dei talentuosi Tangoxdue, Mario Stefano Pietrodarchi ed Andrea Di Paolo, rispettivamente fisarmonicista e pianista, daranno il benvenuto al Nuovo Anno insieme allo show di Tamara Bisceglia e Roberto Herrera, protagonista nella stessa giornata anche di un workshop di chacarera. Gli spettacoli avranno luogo presso il Teatro Politecnico in Via Tiepolo 13/a, a Roma (Flaminio), mentre serate, workshops e lo spettacolo «generatio#4» presso lo spazio rinnovato della Tangofficina, in via Cupa 5, a Roma. Www. Meditango. Com . .  
   
   
GOLF - SILVIA CAVALLERI 17ª NEL MIZUNO CLASSIC IN GIAPPONE QUINTO TITOLO STAGIONALE PER L’AUSTRALIANA KARRIE WEBB  
 
Milano, 6 novembre 2006 - Buona prova di Silvia Cavalleri che si è classificata al 17° posto con 211 colpi (72 69 70), rimontando dal 43° occupato dopo un giro, nel Mizuno Classic, il terzultimo torneo stagionale del Lpga Tour disputato al Kashikojima Cc di Mie in Giappone. Ha vinto la trentaduenne australiana Karrie Webb (202 - 69 67 66), al quinto titolo stagionale, che ha travolto le avversarie con un 66 conclusivo. Al secondo posto la giapponese Kaori Higo (206 - 73 68 65) e solo al terzo Annika Sorenstam (207 - 71 66 70), che era nelle condizioni di potersi imporre dopo al seconda frazione. La numero uno mondiale è stata affiancata da Brittany Lang, Jeong Eun Lee e Aree Song. Settimo posto con 208 per Ai Miyazato e 12° con 210 per Julieta Granada. La Cavalleri ha messo a segno tre birdie, contro un bogey, nel suo 70. Us Pga Tour: Adam Scott Solitario In Vetta - L’australiano Adam Scott (203 - 69 67 67) è rimasto da solo al comando dopo il terzo giro del Tour Championship, il torneo che sul percorso dell’East Lake Gc di Atlanta conclude l’Us Pga Tour. Gran recupero di Vijay Singh (206 - 69 72 65) che con un 65 si è portato in seconda posizione alla pari con Joe Durant (68 68 70), che affiancava Scott dopo 36 buche. In lotta per il titolo Jim Furyk e Retief Goosen, quarti con 207, mentre è difficile che possa inserirsi Ernie Els, ottavo con 209. Fuori gioco David Toms, 16° con 216, mentre continua a rimanere in 27ª ed ultima posizione Davis Love Iii (224) gravato dall’82 iniziale. Alla gara hanno diritto a partecipare i primi trenta classifica nell’ordine di merito, ma i concorrenti sono 27 per le defezioni di Tiger Woods, Phil Mickelson e Stephen Ames. .  
   
   
MISS PEUGEOT DEBUTTA E PORTA FORTUNA  
 
 Roma, 6 novembre 2006 - Esordio ufficiale per Federica Mosconi: ha fatto da “madrina” agli equipaggi di Luca Rossetti e Federico Pelassa al 19° Rally di San Crispino concluso con il successo del team di Peugeot Sport. Federica giocava “in casa” essendo nata a Cesena il 22 giugno del 1986. Capelli castani e occhi verdi, è alta un metro e 75 e studia Giurisprudenza a Bologna con l’obiettivo di diventare avvocato. Ha ereditato dal padre la passione per lo sport (Mauro Mosconi è stato calciatore professionista di Cesena, Rimini, Vicenza e Empoli): pratica pallavolo a livello agonistico e ha giocato in serie B fino allo scorso anno. È stato proprio il padre ad iscriverla al Concorso nazionale di Miss Italia dove ha conquistato il titolo di Miss Peugeot con queste motivazioni: giovane e grintosa, al passo con i tempi, non si accontenta di essere bella, ma vuole essere unica, senza rinunciare alla semplicità. Con la 1007 che guiderà per tutto l’anno in cui resterà “in carica”, Federica Mosconi ha portato fortuna alla squadra di Peugeot Sport nella gara conclusiva del Campionato Italiano Rally: Peugeot è Campione d’Italia Costruttori 2 ruote motrici 2006 e Federico Pelassa ha vinto il Trofeo Csai 2 ruote motrici Gruppo N con la 206 Rc. A portare i punti decisivi alla conquista del titolo Costruttori è stato Luca Rossetti che per poco non è riuscito a completare la favolosa rimonta che avrebbe permesso anche a lui di conquistare il titolo di categoria piloti con la sua 206 Super 1. 6. Peugeot ha così “vinto” la sua scommessa: affidare un’auto ufficiale ad un pilota proveniente dai suoi trofei e vincere il titolo; anche quest’anno, il Peugeot Competition ha visto schierato al via quasi 200 partecipanti: un esercito di leoncini che confermano la leadership delle auto Peugeot nelle competizioni su strada. .