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Notiziario Marketpress di Lunedì 10 Luglio 2006
ATTENDENDO LA COSTITUZIONE EUROPEA - SESTO APPUNTAMENTO CON GLI AVVENIMENTI LEGATI ALL´AVVENIRE DELL´UNIONE EUROPEA: LA PRESIDENZA FINLANDESE  
 
 Roma, 10 luglio 2006 - Il Parlamento finlandese ratificherà in autunno il progetto attuale con una forte maggioranza [80/90%]. La Finlandia auspica il proseguimento del processo di ratifica negli altri sette paesi [Irlanda, Portogallo, Danimarca, Svezia, Polonia, Regno Unito, Repubblica Ceca]. La presidenza finlandese avvierà delle consultazioni bilaterali [la prima si è già svolta con l´Irlanda] e presenterà delle opzioni alla presidenza tedesca. La Finlandia auspica l´entrata in vigore del progetto entro il 2008 con alcune modifiche e miglioramenti. Condivide l´opinione di chi chiede una modifica del nome [Legge fondamentale?]. La Finlandia è contraria allo smembramento ["cherry-picking"] del progetto. Il programma finlandese è stato presentato al Parlamento europeo mercoledì 5 luglio dopo essere stato concordato con le successive presidenze tedesca e portoghese. Seguiranno, fino alla fine del 2009, le presidenze slovena, francese, ceca e svedese [nel 2010 la presidenza toccherà al Belgio]. 2. In vista del cinquantenario dei Trattati di Roma - Anche i presidenti dei parlamenti nazionali riuniti a Copenaghen hanno auspicato il proseguimento delle ratifiche pur "rispettando il diritto di alcuni parlamenti di rinviarla nel tempo" (le conclusioni di Copenaghen). In occasione di questa riunione, il presidente Marini ha annunciato - facendo riferimento alla futura dichiarazione di Berlino - che il parlamento italiano intende "promuovere a Roma un incontro che ci veda nuovamente riuniti alla vigilia di un così importante avvenimento". Da parte sua, il ministro D´alema ha proposto al suo collega tedesco di invitare a Roma il 24 marzo il cancelliere Merkel insieme ai presidenti delle altre istituzioni [Barroso ed il prossimo presidente del Pe Pöttering] per chiedere loro di pronunziare dei discorsi in Campidoglio sull´avvenire dell´Europa insieme al capo del governo italiano Prodi. Non ha invece suscitato molti consensi l´idea di Delors di riunire a Roma, alla vigilia di Berlino, gli undici capi di Stati membri dell´Ue secondo la formula adottata nello scorso aprile a Dresda. Su iniziativa del parlamento finlandese e del Parlamento europeo una riunione interparlamentare avrà luogo a Bruxelles il 4-5 dicembre secondo la formula adottata l´8-9 maggio scorso. 3. Parlamento europeo e Consiglio - Nel suo intervento il presidente Borrell ha insistito sulla necessità che continui il processo di ratifica affermando che "l´unanimità è necessaria ma non è lo stesso che siano solo due o più o meno di cinque i paesi che non hanno proceduto alla ratifica”. Dopo un dibattito contrastato, il Parlamento europeo ha adottato in giugno una risoluzione "sulle prossime iniziative per il periodo di riflessione e analisi sul futuro dell´Europa" - ribadendo il proprio impegno a favore del progetto e la sua opposizione all´attuazione frammentaria e all´immediata costituzione di gruppi ristretti di Stati membri, - chiedendo al Consiglio europeo di invitare gli Stati membri che non hanno ancora completato le procedure di ratifica "ad elaborare, entro la fine del periodo di riflessione, scenari credibili su come intendono far avanzare il processo - ribadendo il proprio obiettivo secondo cui la necessaria soluzione costituzionale dovrebbe essere raggiunta quando i cittadini dell´Unione saranno chiamati a votare per le elezioni europee nel 2009 - chiedendo alla Commissione di elaborare una relazione sui costi della mancata entrata in vigore della Costituzione entro la data inizialmente prevista del 1° novembre 2006. Facendo seguito al voto in plenaria, la commissione affari costituzionali del Parlamento europeo ha avviato una serie di incontri nei paesi membri ed ha in particolare incontrato a Roma il presidente Napolitano, il ministro Bonino, il vice ministro Crucianelli e le commissioni parlamentari competenti della Camera e del Senato. Nelle sue conclusioni il Consiglio europeo del 15-16 giugno ha auspicato che il processo di ratifica sia completato conformemente alle conclusioni del Vertice del giugno 2005, senza tuttavia prendere impegni - contrariamente a quel che ha fatto il Pe - sul termine ad quem [2009], pur affermando che i passi necessari per le future decisioni su come continuare il processo di riforma dovranno essere effettuati entro il secondo semestre 2008 al più tardi [presidenza francese del Consiglio] sulla base di un rapporto che sarà presentato dalla presidenza tedesca alla riunione del Consiglio europeo del 22-23 giugno 2007. Il Consiglio europeo ha inoltre accolto la grande maggioranza dei progetti "concreti" proposti dalla Commissione nel suo documento del 10 maggio "a citizens´ agenda: delivering results for Europe". Un elemento essenziale di questi progetti è rappresentato dal pacchetto di proposte adottato dalla Commissione il 28 giugno sullo spazio di libertà, giustizia e sicurezza. In occasione della riunione di Bruxelles e prendendo posizione sul dibattito aperto dalla Francia a proposito della "capacità di assorbimento", il Consiglio ha confermato di voler onorare gli impegni presi con i paesi candidati ma ha sottolineato nello stesso tempo che l´Ue deve essere capace di funzionare in futuro politicamente, finanziariamente e istituzionalmente e che il progetto comune d´Europa deve poter essere ulteriormente approfondito. La riflessione su tutti gli aspetti dei futuri allargamenti, ivi compresa la questione della capacità di assorbimento, è stata rinviata al vertice del 15-16 dicembre a conclusione della presidenza finlandese sulla base di un rapporto che dovrà essere preparato dalla Commissione europea. Durante la fase di preparazione del Consiglio europeo, tutti i governi avevano espresso il loro consenso alle proposte della Commissione e della presidenza austriaca: continuazione della pausa di riflessione e doppio approccio [twin track], mentre le opinioni erano divergenti sulla questione della capacità di assorbimento. Nella maggioranza dei commenti sul dopo-vertice, i leader politici e la stampa sottolineano il fatto che sarebbe stata sconfitta la posizione austro-francese sulla capacità di assorbimento e che sarebbe invece prevalsa la linea a favore dell´allargamento [il giornale svedese Svenska Dagbladet ha scritto: vittoria della Turchia al Vertice]. Fra i giudizi più negativi sui risultati del Vertice quelli della stampa francese che ha parlato di panne e di impotenza e di volontà di "decidere di non decidere". Per la stampa d´oltralpe, la partenza di Chirac e Balkenende è giudicata indispensabile per la ripresa del processo dinriforma costituzionale. Pochi giorni dopo il vertice del resto, il primo ministro olandese è stato costretto a dimettersi a causa delle polemiche suscitate intorno al tema dell´immigrazione ed alle conseguenti dimissioni dei ministri appartenenti al partito liberale progressista D´66. L´ex-primo ministro Lubbers dovrà ora informare la Regina Beatrice sulle possibilità che un governo minoritario Cda-vvd possa agire fino alle elezioni legislative che avranno luogo, anticipate, nel prossimo novembre. Tutti i commentatori si attendono un ritorno al potere dei socialisti del Pvda ed una svolta anche nella politica europea considerando che l´opinione dei leader della coalizione, ivi compreso il primo ministro, hanno ripetutamente affermato che la costituzione europea è morta [Balkenende dopo il vertice: "the constitution had passed by"] La stampa francese ha riferito di una dichiarazione di Segolène Royal secondo la quale non è più necessario rimettere la Costituzione al centro delle priorità e che l´Europa reale deve prevalere sull´Europa delle utopie. Del resto, il "progetto socialista per la Francia" afferma che i socialisti francesi "rifiuteranno una ratifica del trattato costituzionale respinto il 29 maggio anche se accompagnato da un nuovo preambolo" e propongono l´elaborazione di un trattato "strettamente istituzionale" che organizzerà i poteri, con un Pe che eserciti piene responsabilità legislative e di bilancio, un presidente della Commissione eletto dal parlamento, un Consiglio europeo con alla sua testa un presidente dell´Europa. Secondo i socialisti francesi il trattato rinegoziato dovrà essere sottoposto ad un nuovo referendum. Un presidente di sinistra dovrà poi proporre un aumento del bilancio europeo, la priorità dell´occupazione anche per la Bce, un trattato sociale ed una migliore protezione dell´Ue nella concorrenza commerciale. La stampa britannica ha fortemente criticato da parte sua l´opposizione del governo Blair alla trasparenza delle riunioni del Consiglio in sede legislativa. Fra le dichiarazioni post-summit, è opportuno citare quelle di vari primi ministri: Verhofstadt [è fallito il tentativo di seppellire la costituzione], Klaus [la mia opinione sulla costituzione non è cambiata: il testo è sbagliato], Rasmussen [non ci sarà ripresa del processo prima delle ratifiche francese e olandese], Merkel [abbiamo bisogno dell´Europa e per questo abbiamo bisogno della Costituzione], Chirac [sono possibili miglioramenti istituzionali nell´ambito dei trattati attuali], Ahern [la data limite è quella delle elezioni europee del 2009], Prodi [il lutto è finito], Adamkus [è urgente trovare una soluzione alla crisi della Costituzione], Balkenende [escludo un referendum sullo stesso testo o su un testo leggermente modificato], Schüssel [ci sono buone speranze di preservare molti elementi della Costituzione], Marcinkiewicz [non bisogna fissare dei limiti di tempo sul modo di formulare l´avvenire dell´Europa], Kukan [abbiamo bisogno della costituzione ed ogni paese membro deve esprimere la sua opinione su come portare avanti il processo di ratifica], Persson [ho fiducia nel fatto che ci sarà un nuovo tentativo in Francia e nei Paesi Bassi] Junker [è impensabile sottomettere ad un nuovo voto, referendario o parlamentare, un nuovo testo che sarebbe differente - su dei punti essenziali - da quello già ratificato], Zapatero [la Spagna vuole preservare l´essenza della Costituzione. Con la ratifica della Finlandia e l´ingresso di Bulgaria e Romania - che hanno già ratificato attraverso il protocollo di adesione - saremo 18 su 27, i due terzi della popolazione europea].
Pier Virgilio Dastoli
Direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione europea .
 
   
   
A ROMA, INCONTRI POLITICI AD ALTO LIVELLO PER LA COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI DEL PARLAMENTO EUROPEO  
 
 Bruxelles, 10 luglio 2006 - Una delegazione della commissione per gli affari costituzionali del Parlamento europeo ha avuto una serie di incontri con il Presidente della Repubblica ed esponenti del Parlamento e del governo italiani sul tema del futuro dell´Europa e sul contributo dell´Italia ai prossimi sviluppi dell´Ue. «Il contributo dell´Italia sarà rilevante per l´assetto costituzionale europeo». E´ quanto ha dichiarato Jo Leinen (Pse, De), Presidente della commissione Affari Costituzionali del Parlamento europeo, a conclusione delle serie di incontri avuti a Roma il 29 giugno scorso. Quando nella primavera del 2007, in accordo con la "road map" approvata dal Consiglio europeo, la Presidenza tedesca dovrà decidere sulle procedure atte a superare l´attuale crisi istituzionale, ha aggiunto, l´appoggio incondizionato dell´Italia al Trattato costituzionale sarà di grande aiuto per trovare una soluzione tempestiva prima delle prossime elezioni europee. Ha quindi aggiunto che l´impegno dell´Italia a rispettare le scadenze e la sua determinazione nel portare avanti il processo di integrazione sulle basi dei valori espressi nel Trattato costituzionale e del metodo comunitario, sono essenziali per raggiungere quella integrazione europea alla quale si sarebbe già dovuti arrivare fin dai tempi dell´allargamento a 25 Stati. Con grande soddisfazione ha poi concluso che l´Italia sta nuovamente assumendo un ruolo di protagonista nel progetto europeo così come lo assunsero De Gasperi e Spinelli che furono capaci di indicare agli altri il cammino verso il futuro dell´Europa. La delegazione era anche composta dal Vice Presidente Riccardo Ventre (Ppe/de, It), da Pasqualina Napoletano (Pse, It), Iñigo Mendez De Vigo (Ppe/de. Es), Andrew Duff (Alde/adle, Uk), Johannes Voggenhuber (Verdi/ale, De), Jean-luc Dehaene (Ppe/de, Be), Carlos Carnero Gonzalez (Pse, Es), Sylvia-yvonne Kaufmann (Gue/ngl, De) e Jens-peter Bonde (Ind/dem, Dk). Ricevuti gli auguri dalla delegazione per il suo 81° compleanno, il Presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, ha invitato il Parlamento europeo, attraverso la sua commissione costituzionale, ad un´iniziativa politica affinché l´Ue possa uscire dalla "impasse" in cui versa attualmente. Emma Bonino, Ministro del Commercio Internazionale e per le Politiche Europee, ha annunciato agli eurodeputati che il Governo italiano sta preparando a Roma in occasione delle celebrazioni del cinquantenario della firma dei Trattati di Roma, una riunione dei Parlamenti dell´Unione europea, che dovrebbe precedere il Vertice europeo straordinario di Berlino, del 25 marzo 2007 dove sarà adottata una Dichiarazione sul futuro dell´Europa. Il Sottosegretario agli Esteri, Famiano Crucianelli, ha sottolineato l´imprescindibile collegamento fra le riforme istituzionali prioritarie per tranquillizzare i cittadini e l´allargamento, che deve anche tener conto della prospettiva di integrazione nell´Ue dei Balcani Occidentali. La Costituzione europea non può essere un atto burocratico, ha aggiunto, ma deve vivere in scelte concrete, che l´Ue deve fare entro il 2009 ("doppio binario"). Occorrono messaggi nuovi e forti per fare capire meglio all´opinione pubblica la sua portata democratica, sociale e internazionalista. Lamberto Dini, Presidente della commissione Esteri del Senato, nel corso della riunione con la delegazione, organizzata congiuntamente con i Presidenti delle commissioni competenti della Camera, Umberto Ranieri e Franca Bimbi, ha ribadito come l´attuale maggioranza governativa avrà un´attenzione speciale per l´Europa e il ruolo dei Parlamenti nazionali perché l´Ue possa dotarsi di una Costituzione entro il 2009, prima del rinnovo del Parlamento europeo. La sera del 29, all´Auditorium della Conciliazione, in occasione del passaggio del testimone dalla Presidenza austriaca alla Presidenza finlandese dell´Unione europea, la delegazione, insieme al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha assistito al Concerto per l´Europa, eseguito dall´Orchestra sinfonica Toscanini diretta dal Maestro Lorin Maazel. Il Concerto, che si è aperto con l´esecuzione dell´Inno europeo e di quello Italiano, è stato organizzato dall´Ufficio d´Informazione per l´Italia del Parlamento europeo, dalla Rappresentanza della Commissione in Italia, in collaborazione con la Symphonica Toscanini Foundation, e con le due Ambasciate. .  
   
   
50° ANNIVERSARIO DEL TRATTATO DI ROMA: L’UE LANCIA UN CONCORSO PER UN LOGO DI COMPLEANNO  
 
 Bruxelles, 10 luglio 2006 - “Buon Compleanno Ue”: è il motto per un concorso che la Commissione, il Parlamento europeo, il Consiglio, il Comitato economico e sociale europeo e il Comitato delle regioni hanno lanciato insieme oggi. Gli studenti delle scuole d’arte e di design, e i designer professionisti laureatisi nel 2006, sono invitati a disegnare un logo di compleanno che diverrà il simbolo ufficiale del 50° anniversario del trattato di Roma l’anno prossimo. La Commissione e tutte le altre istituzioni europee si serviranno del logo vincitore in tutte le manifestazioni del 2007 che abbiano attinenza con il 50° anniversario. Anche gli Stati membri e le autorità regionali e locali saranno invitate a usare tale logo durante le manifestazioni da esse organizzate. La data di chiusura del concorso è il 30 settembre 2006. La selezione del logo vincitore sarà effettuata da una giuria composta da rappresentanti delle cinque istituzioni e copresieduta dal vicepresidente della Commissione Margot Wallström e dal vicepresidente del Parlamento europeo Alejo Vidal-quadras. Il premio per il logo migliore è di 6000 euro. Sono inoltre previsti premi, di 4000 e di 2000 euro rispettivamente, per i logo classificatisi al secondo e terzo posto. I tre designer vincitori saranno invitati a Bruxelles a una cerimonia di premiazione che si terrà in autunno. Commentando il bando del concorso, il vice presidente Margot Wallström si è così espressa: "50 anni di cooperazione pacifica e di crescita della sicurezza e della prosperità in Europa sono qualcosa che vale veramente la pena di celebrare. È anche un ‘ottima occasione per discutere ciò che ci attendiamo dall’Ue in futuro , per i nostri figli e le generazioni a venire. L’ue assume un significato diverso a seconda dello Stato membro, delle comunità, dei cittadini e dei gruppi d’età che ad essa guardano. Per questo, le celebrazioni dovrebbero concentrarsi su iniziative cui possano partecipare il maggior numero di persone possibile. ” Il concorso è aperto a tutti gli studenti di scuole d’arte, di graphic design, communication design, visual communication, media design o di discipline correlate dei 25 Stati membri, della Bulgaria e della Romania. Vi possono anche partecipare designer professionisti che si siano laureati presso un’Università o un Istituto universitario nel 2006. L’obiettivo è quello di creare un logo, eventualmente accompagnato da uno slogan sull’integrazione europea. Il logo deve riferirsi al 50° anniversario del trattato di Roma e riflettere risultati dell’Ue - come la pace e la prosperità – nonché il suo futuro cioè la Ue che le giovani generazioni auspicano per quelle future. I logo vincitori verranno selezionati in due fasi. Nella prima, una giuria composta da designer specialisti di livello internazionale, prenderà visione di tutte le opere pervenute e sceglierà le dieci proposte più convincenti. I tre logo migliori verranno poi selezionati da una seconda giuria, composta da rappresentanti della Commissione europea, del Parlamento europeo, del Consiglio, del Comitato delle regioni e del Comitato economico e sociale europeo, copresieduta dai vicepresidenti Margot Wallström e Alejo Vidal-quadras. Le decisioni della giuria saranno comunicate a Bruxelles alla cerimonia di premiazione in ottobre. Per maggiori informazioni sul concorso: www. Logo-competition. Eu .  
   
   
IL PARLAMENTO EUROPEO DÀ IL VIA LIBERA AL PACCHETTO SUI FONDI STRUTTURALI  
 
Bruxelles, 10 luglio 2006 - Il Parlamento europeo ha dato il via libera al pacchetto sui Fondi strutturali per il 2007-2013 nel corso della sessione plenaria del 4 luglio a Strasburgo. I Fondi strutturali, che comprendono il Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), il Fondo sociale europeo (Fse), il Fondo di coesione e il gruppo europeo di cooperazione territoriale (Gect), dispongono di un bilancio di circa 308 miliardi di euro, oltre un terzo del bilancio totale dell´Ue. Lo scopo principale dei fondi è sostenere la crescita economica e la competitività, creare occupazione e stimolare la cooperazione transfrontaliera. I Fondi strutturali possono inoltre essere utilizzati per finanziare la ricerca e nel corso dell´attuale periodo di programmazione (2000-2006) sono stati investititi in attività di ricerca, sviluppo e innovazione circa 10,5 miliardi di euro, principalmente attraverso il Fesr. Ricerca e innovazione sono nuovamente elencate come aree prioritarie di investimento per quanto riguarda il Fesr durante il prossimo periodo di programmazione, assieme all´ambiente, la prevenzione dei rischi e le infrastrutture nelle regioni meno sviluppate. I fondi saranno disponibili a partire dal 1° gennaio del prossimo anno. Per ulteriori informazioni visitare: http://ec. Europa. Eu/regional_policy/funds/2007/index_it. Htm .  
   
   
PER L’EUROPARLAMENTO, IN TALUNI CASI, LA CIA È STATA «DIRETTAMENTE RESPONSABILE» DI ATTIVITÀ ILLEGALI IN EUROPA  
 
Bruxelles, 10 luglio 2006 - La Cia, in taluni casi, è stata direttamente responsabile «dell´arresto, dell´espulsione, del rapimento e della detenzione illegali di persone sospettate di terrorismo» in Europa. E´ quanto sostiene una relazione intermedia approvata dal Parlamento che critica anche il coinvolgimento e la complicità di alcuni Stati membri. I deputati hanno dato il via libera al prolungamento di sei mesi dei lavori della commissione. La relazione ha ottenuto 389 voti favorevoli, 137 contrari e 55 astensioni. La lotta contro il terrorismo non potrà essere vinta «sacrificando gli stessi principi che il terrorismo tenta di distruggere» e «la tutela dei diritti fondamentali non deve mai essere compromessa». E´ quanto afferma il Parlamento europeo nella relazione intermedia di Claudio Fava (Pse, It) sul presunto utilizzo di paesi europei da parte della Cia per il trasporto e la detenzione illegali di persone. I deputati sostengono inoltre che «il terrorismo va combattuto con mezzi legali e deve essere sconfitto nel rispetto del diritto internazionale e delle normative interne» e con «un atteggiamento responsabile da parte dei governi e dell´opinione pubblica». Nonostante l´assenza di qualsiasi potere investigativo paragiudiziario e «dinanzi alla segretezza opposta dalle autorità nazionali circa le presunte attività dei servizi di intelligence», la commissione temporanea afferma di aver raccolto «informazioni attendibili stando alle quali sul territorio europeo si sono svolte pratiche illegali che hanno interessato cittadini e residenti europei». I lavori finora realizzati, d´altra parte, dimostrano anche «la necessità di eseguire altre verifiche e di raccogliere elementi complementari di informazione». Attività della Cia in Europa. Sulla base delle prove presentate alla commissione temporanea, i deputati si dicono indotti a credere che, «in taluni casi», la Cia o altri servizi degli Stati Uniti «sono stati direttamente responsabili dell´arresto, dell´espulsione, del rapimento e della detenzione illegali di persone sospettate di terrorismo nel territorio degli Stati membri e di paesi in via di adesione e candidati all´adesione, nonché della consegna speciale di persone, tra cui anche cittadini o residenti europei». Nel ribadire quindi che tali atti «sono in contrasto con i principi del diritto internazionale e configurano una grossolana violazione dei diritti umani fondamentali», esprimono preoccupazione per il fatto che, dopo l´11 settembre 2001 e nel quadro dell´indispensabile lotta contro il terrorismo, «i diritti umani fondamentali sono stati oggetto, a varie riprese, di gravi e inammissibili violazioni». Nel deplorare che gli accordi di intesa tra gli Usa e i paesi europei non siano stati messi a disposizione della commissione temporanea, il Parlamento condanna la prassi delle consegne speciali che, spiegano i deputati, «fanno sì che i sospetti non siano sottoposti a processo, bensì siano trasferiti verso paesi terzi per esservi interrogati, eventualmente torturati e detenuti in strutture controllate dagli Stati Uniti o dalle autorità locali». Inoltre, ritengono «inammissibili» le prassi di taluni governi volte a limitare la proprie responsabilità «chiedendo assicurazioni diplomatiche da paesi nei cui confronti sussistono forti motivi per presumere che pratichino la tortura». Nella misura in cui richiedono un’eccezione alla norma, secondo i deputati, tali assicurazioni diplomatiche costituiscono «un tacito riconoscimento dell´esistenza di pratiche di tortura in paesi terzi». Il Parlamento esprime poi «profonda preoccupazione» per il fatto che tutti i lavori finora svolti dalla commissione temporanea sembrano indicare che lo spazio aereo e gli aeroporti europei sono stati utilizzati per il trasferimento illegale di persone sospettate di terrorismo sotto custodia della Cia e dell’esercito statunitense o di altri paesi (tra cui l´Egitto, la Giordania, la Siria e l´Afghanistan) «che usano sovente la tortura negli interrogatori, come riconosciuto dallo stesso governo statunitense». D´altra parte, accoglie con favore la reazione del Congresso statunitense, che ha applicato l´emendamento Mccain concepito per assicurare ai presunti terroristi una protezione migliore da trattamenti illegali da parte di agenzie statali. Per i deputati, «il numero elevato» di voli di aeromobili posseduti o noleggiati dalla Cia utilizzando lo spazio aereo e gli aeroporti europei costituisce una violazione della Convenzione di Chicago che impone l´obbligo di ottenere un´autorizzazione in materia di voli di Stato. Deplorano poi che nessun paese europeo abbia adottato procedure volte a verificare se gli aeromobili civili «non servissero a fini incompatibili con le norme internazionalmente riconosciute in materia di diritti umani». D´altra parte, considerano assolutamente insufficiente la legislazione europea in materia di cielo unico europeo, di utilizzazione, controllo e gestione degli spazi aerei nazionali, di utilizzo degli aeroporti degli Stati membri e dei vettori europei e sottolineano la necessità di fissare nuove regole nazionali, europee e internazionali. Facendo proprio un emendamento proposto dal Ppe/de, inoltre, il Parlamento osserva che i lavori della commissione temporanea «non hanno finora fornito prove che dimostrino l´esistenza di prigioni segrete nell´Ue». Tuttavia, ritiene che nei mesi futuri i lavori della commissione temporanea debbano concentrarsi maggiormente su tale tema. Il ruolo dei governi europei, il caso Abu Omar. Sulla base delle testimonianze e dei documenti finora raccolti, il Parlamento «ritiene inverosimile» che taluni governi europei «non fossero a conoscenza delle attività legate alle consegne speciali svolte nel proprio territorio». In particolare, i deputati ritengono «del tutto inverosimile» che «diverse centinaia di voli» attraverso lo spazio aereo di vari Stati membri e altrettanti movimenti in arrivo o in partenza da aeroporti europei «possano essere stati effettuati senza che i servizi preposti alla sicurezza né i servizi di intelligence ne abbiano avuto cognizione e senza che i responsabili di tali servizi siano stati quanto meno interrogati sui rapporti fra tali voli e la pratica delle consegne speciali». Questa considerazione, è spiegato, sarebbe suffragata dal fatto che personalità di primo piano dell’amministrazione Usa «hanno sempre affermato di aver proceduto senza aver violato la sovranità nazionale dei paesi europei». Adottando un emendamento proposto dal Ppe/de, d´altra parte, il Parlamento prende atto dei contributi del coordinatore Ue per la lotta al terrorismo e dell´Alto rappresentante per la Pesc, «i quali hanno entrambi dichiarato di non essere a conoscenza di violazioni del diritto nazionale, internazionale o europeo da parte degli Stati membri che cooperano con la Cia, aggiungendo che, ai sensi del diritto comunitario, non sono autorizzati a chiedere agli Stati membri informazioni al riguardo». La relazione ritiene ugualmente inverosimile, visto quanto emerso dalle inchieste giudiziarie, dalle testimonianze e dalla documentazione esaminata, che il rapimento del cittadino egiziano Abu Omar, avvenuto a Milano il 17 febbraio 2003 ad opera di agenti della Cia, trasportato prima ad Aviano e poi a Ramstein, «possa essere stato organizzato ed eseguito senza alcuna comunicazione previa alle autorità governative o ai servizi di sicurezza italiani». Con 291 voti favorevoli, 283 contrari e 13 astensioni, inoltre, il Parlamento ha adottato un emendamento proposto dalla Gue/ngl che invita il governo italiano, ove si presumano modificate le condizioni che hanno determinato la precedente decisione, a chiedere l´estradizione dei ventidue agenti della Cia coinvolti nel rapimento di Abu Omar, «al fine di agevolare il procedimento giudiziario in corso e contribuire all´accertamento della verità». Nel condannare poi altri casi simili verificatesi in Europa, il Parlamento evidenzia la necessità di un maggior controllo democratico e giudiziario delle misure anti-terrorismo dell’Ue. Chiede quindi che il gruppo di lavoro del Consiglio sulla lotta al terrorismo tratti sistematicamente la questione della protezione dei diritti umani durante le sue riunioni e pubblichi una relazione annuale in materia e invitano la futura Agenzia per i diritti fondamentali a prestare particolare attenzione ai casi che implicano l’estradizione di presunti sospettati di terrorismo da Stati membri a paesi terzi. Cooperazione tra i servizi segreti. Il Parlamento deplora il fatto che le regole concernenti le attività dei servizi segreti «siano apparentemente inadeguate» in diversi Stati membri e ciò, per i deputati, «rende necessario istituire controlli migliori, in particolare per quanto riguarda le attività dei servizi segreti stranieri nel proprio territorio, comprese le basi militari straniere». A suo parere, inoltre, occorre adottare norme in materia di cooperazione a livello dell´Unione europea. In proposito, pur dicendosi consapevoli dell´importanza di una stretta cooperazione fra i servizi di intelligence degli Stati membri e quelli degli Stati alleati, sottolineano «che tale cooperazione non deve essere confusa con l´abbandono della sovranità sul territorio e lo spazio aereo europei». Sottolineando poi la diversità di approccio fra i modelli giuridici americano e europeo su tali tematiche, il Parlamento riconosce tuttavia che il terrorismo internazionale rappresenta una delle minacce principali per la sicurezza e la stabilità dell´Ue, nonché per l´intera comunità internazionale, e che essa può essere combattuta unicamente con mezzi legali, in stretta cooperazione con gli Stati Uniti. La difesa dei diritti umani è un dovere. Il Parlamento rammenta agli Stati membri che hanno l´obbligo di accertare formalmente se il proprio territorio o spazio aereo siano stati utilizzati per violazioni dei diritti umani commesse da essi stessi o da Stati terzi con la loro necessaria cooperazione diretta o indiretta, e di adottare ogni misura legislativa atta ad evitare che tali violazioni abbiano a ripetersi. Sottolinea inoltre che la proibizione della tortura e di un trattamento crudele, inumano e degradante «è assoluta e senza eccezioni», indipendentemente dal fatto che si tratti di stato di guerra o di minaccia di guerra, di instabilità politica interna o di altri stati di emergenza. Ricorda poi che i casi di detenzioni segrete, di rapimenti e di consegne speciali costituiscono violazioni dei diritti fondamentali in virtù del diritto internazionale, soprattutto nella misura in cui tali atti sono sinonimo di tortura o di trattamenti inumani e degradanti. In proposito, i deputati sottolineano che le informazioni o le confessioni estorte sotto tortura o mediante un trattamento crudele, disumano e degradante, «non possono in nessun caso essere considerate prove valide» e giudicano con grande scetticismo l´attendibilità delle confessioni ottenute con la tortura e il loro presunto contribuito alla prevenzione e alla repressione del terrorismo. Chiedono quindi fermamente agli Stati membri, ai paesi in via di adesione e ai paesi candidati di rispettare rigorosamente la convenzione dell´Onu contro la tortura, e segnatamente il principio del non respingimento, secondo cui "Nessuno Stato Parte espelle, respinge né estrada una persona verso un altro Stato qualora vi siano serie ragioni di credere che in tale Stato essa rischia di essere sottoposta a tortura". Inoltre, invitano gli Stati membri ad evitare ogni ricorso a garanzie diplomatiche contro la tortura. Il Parlamento, inoltre, rileva la necessità urgente di pervenire a una interdizione chiara, in termini di diritto internazionale, delle "consegne speciali" e chiede alle istituzioni europee di adottare una posizione comune in materia e di affrontare la problematica con i paesi terzi interessati. Invita poi gli Stati membri a prendere una posizione più decisa in merito alla chiusura del centro di detenzione di Guantanamo Bay. Occorre anche assumere un ruolo proattivo nel trovare una soluzione per i detenuti contro cui non sarà intentato alcun procedimento giudiziario e che non possono tornare nel loro paese d´origine o di residenza perché sono diventati apolidi o perché vi sarebbero sottoposti a tortura o ad altri trattamenti crudeli, disumani o degradanti. Infine, gli Stati membri sono esortati a fornire a tutti i cittadini europei e a tutti coloro che hanno risieduto nell´Ue e che sono attualmente detenuti a Guantanamo «tutto il sostegno e l´assistenza necessari, in particolare in campo legale». Futuri lavori della commissione temporanea. Il Parlamento rileva la necessità di proseguire i lavori della commissione temporanea e approfondire la valutazione degli episodi corrispondenti al fine di verificare l´esistenza di una violazione, da parte di uno o più Stati membri, dell´articolo 6 del trattato sull´Unione europea che impone il rispetto dei diritti umani. I deputati sottolineano inoltre l´opportunità di estendere le indagini ad episodi e a paesi non citati espressamente nella relazione e propongono che la commissione temporanea prosegua i suoi lavori per la durata restante del mandato regolamentare di dodici mesi, fatto salvo un eventuale prolungamento. Per i deputati, infine, la commissione temporanea, al termine dei propri lavori, dovrà suggerire anche i principi da adottare in merito alla necessità di disposizioni di monitoraggio interno dell´Ue per garantire che gli Stati membri rispettino i loro obblighi in materia di diritti umani. Ma anche riguardo a nuove norme sullo scambio di informazioni tra i servizi di intelligence, agli accordi con paesi terzi e con organizzazioni internazionali impegnate nella lotta al terrorismo e agli accordi conclusi con i paesi terzi nel quadro della politica europea di vicinato. .  
   
   
CRESCE IL NUMERO DI EUROPEI CHE CONSIDERANO L´APPARTENENZA ALL´UE UN FATTO POSITIVO LO RIVELA L´ULTIMO SONDAGGIO DI EUROBAROMETRO  
 
Bruxelles, 10 luglio 2006 - L´atteggiamento generale dei cittadini europei nei confronti dell´Ue mostra un evidente sviluppo positivo. E´ quanto emerge dal sondaggio appena pubblicato, "Eurobarometro standard 65", effettuato su un campione di 29. 220 persone residenti nel territorio comunitario. Confrontando i risultati di questa indagine con quelli dell´autunno 2005, i tre principali indicatori del rapporto tra cittadini e Ue hanno infatti fatto registrare un crescita dei consensi. La percentuale di europei che considerano l´appartenenza all´Ue un fatto positivo è aumentata di 5 punti (55% rispetto al precedente 50%), quella di coloro che hanno un´immagine positiva dell´Ue di 6 punti (50% rispetto al 44%), e infine è cresciuta di 2 punti (54% rispetto al 52%) anche la percentuale di cittadini che percepiscono i vantaggi derivanti dall´appartenenza all’Unione. Parallelamente, i pareri negativi riguardanti questi tre indicatori sono diminuiti, in modo particolare per il secondo indicatore che ha fatto registrare un calo del 5% (15% rispetto al 20%). Secondo il sondaggio, la prima preoccupazione dei cittadini europei rimane la disoccupazione (49%, con un aumento del 5% rispetto all´autunno 2005), seguita dalla criminalità al 24% (percentuale invariata) e dall’andamento economico al 23% (in calo del 3%). In quarta posizione troviamo il sistema sanitario, che è oggetto di preoccupazione per il 18% degli europei (+3% rispetto al 2005). Il vice-presidente della Commissione responsabile per le relazioni istituzionali e la strategia di comunicazione, Margot Wallström, ha dichiarato: “L’unico modo in cui l’Unione europea può riconquistare la fiducia dei suoi cittadini è quello di offrire loro risultati concreti: sicurezza, maggiori opportunità nel mercato del lavoro e migliore qualità della vita. Questi sono i temi sui quali dovremmo concentrarci nel corso della presidenza finlandese. I cittadini si attendono inoltre che i leader europei chiariscano meglio i vantaggi derivanti dall’allargamento. " L’indagine "Eurobarometro" è uno strumento di cui la Commissione europea si avvale per sondare, con cadenza semestrale, le opinioni dei cittadini europei. Oltre agli indicatori principali che rilevano il generale atteggiamento dei cittadini nei confronti dell´Unione europea, il sondaggio prende in esame anche le questioni più delicate che riguardano il futuro dell´Ue come la Costituzione europea, l´allargamento o il funzionamento della democrazia. Costituzione europea: i favorevoli risultano in leggero calo - Rispetto all´ultima indagine dell´autunno 2005 il consenso a una costituzione per l´Ue è passato dal 63% al 61% (- 2%), ritornando al livello di un anno fa. Il 22% dei cittadini si dichiara contrario all‘idea di una costituzione europea, mentre il 17% non si pronuncia. Con il 62% di pareri positivi, la Francia si situa al di sopra della media europea, mentre i Paesi Bassi sono appena al di sotto con il 59%. Allargamento: il sostegno dell´opinione pubblica è in calo - Il 45% dei cittadini europei si è dichiarato favorevole a nuovi allargamenti dell´Unione (41% nell´Ue15 e 66% nei nuovi Stati membri), mentre il 42% contrario. Rispetto alla rilevazione precedente i consensi sono calati del 4% (erano al 49% nel 2005) e i contrari sono cresciuti del 3% (dal 39% del 2005). Interessante il dato della Turchia, paese in cui i favorevoli sono diminuiti del 7% e raggiungono ora solo il 45%. Funzionamento della democrazia: cresce il numero di europei soddisfatti - Secondo il sondaggio, il tasso di soddisfazione dei cittadini europei risulta pressoché stabile: il 50% - l´1% in più rispetto all´ultima indagine - si dichiara soddisfatto, contro il 34% di insoddisfatti (1% in meno rispetto all´autunno scorso). Sotto questo aspetto i dati della rilevazione sono i migliori degli ultimi dieci anni. Rimane tuttavia ancora bassa la percentuale di europei che condividono l’affermazione “la mia parola ha valore entro l’Unione europea" (36%, ossia il 2% in più rispetto all´autunno scorso); la maggioranza (54%) è in disaccordo con questa affermazione. .  
   
   
PROGETTO COMUNITARIO FORNISCE INDICAZIONI SUL FUTURO DELLA NANOTECNOLOGIA  
 
Bruxelles, 10 luglio 2006 - Un progetto finanziato dall´Ue ha pubblicato una serie di tabelle di marcia, fornendo una panoramica della situazione attuale e futura della nanotecnologia in tre settori fondamentali: materiali, salute e sistemi medicali, ed energia. Negli ultimi anni l´attività di ricerca e sviluppo (R&s) ha registrato una crescita senza precedenti nel settore della nanotecnologia, un processo sostenuto dalla convinzione che quest´ultima rappresenti un approccio radicalmente nuovo alla produzione. Gli esperti ritengono che la tecnologia sia destinata a rivoluzionare praticamente tutti i settori industriali nonché la vita quotidiana, e che tale cambiamento radicale non sia tanto lontano nel tempo. Per coloro che si occupano della pianificazione futura è estremamente utile sapere come si evolverà la nanotecnologia nei prossimi anni e quali applicazioni saranno più rilevanti. Il progetto Nanoroadmap è finanziato a titolo della priorità tematica "Nanotecnologie e nanoscienze, materiali multifunzionali basati sulla conoscenza, e nuovi processi e dispositivi di produzione" del Sesto programma quadro (6Pq). Il consorzio Nanoroadmap è formato da otto partner industriali e della ricerca dei settori pubblico e privato di Repubblica ceca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna, Regno Unito e Israele. Si tratta di 12 tabelle di marcia complessive raggruppate in tre relazioni settoriali, che forniscono dettagli sulle proprietà di ciascuna tecnologia, nonché sulle sfide e le barriere rispetto alle loro applicazioni attuali e future. Secondo il documento, i nanomateriali conosceranno la fase di massimo sviluppo nell´arco dei prossimi 10 anni. I nanomateriali sono materiali nuovi la cui dimensione strutturale elementare è stata progettata su scala nanometrica. I materiali di tali dimensioni evidenziano comportamenti e proprietà molto potenziate o totalmente nuove. La loro ubiquità fa sì che i nanomateriali possano trovare applicazione in un´ampia varietà di mercati, dalla catalisi alle membrane per le pile a combustibile. I nanotubi di carbonio rappresentano il nanomateriale più conosciuto. Tuttavia, l´ampio spettro delle possibili applicazioni previste, si legge nella relazione, rende difficile formulare una stima ragionevolmente precisa delle dimensioni dei mercati futuri. Un mercato che subirà un particolare impatto è il settore medico. La relazione ha rilevato che la ricerca sul rilascio razionale e sulla somministrazione mirata di agenti terapeutici e diagnostici è già piuttosto avanzata, e la nanotecnologia verrà impiegata sempre più spesso per creare sistemi che consentano ai farmaci di selezionare aree del corpo specifiche. Con l´aiuto della nanotecnologia, la medicina si sta orientando verso terapie più individualizzate. Poiché utilizzano particelle inferiori a 50 nanometri, o persino a 20 nanometri, i farmaci o i veicoli degli stessi possono attraversare le pareti dei vasi sanguigni e interagire senza difficoltà con le molecole presenti sulla superficie e all´interno della cellula, spesso senza alterare il comportamento delle molecole stesse. Tuttavia, malgrado le enormi aspettative riguardo all´utilizzo delle nanoparticelle a scopo medico, la tecnologia è ancora nelle prime fasi del proprio sviluppo, e la relazione fa presente che molti problemi devono essere risolti o aggirati per ottenere risultati. Ad esempio, l´interazione tra nanoparticelle e "target intracorporei" deve essere ancora studiata, per migliorare la comprensione dei complessi principi biologici di base che disciplinano l´impatto di tali applicazioni specifiche. In base alla relazione degli esperti, una delle sfide più importanti è legata ai possibili effetti collaterali o alla potenziale tossicità cellulare delle nanoparticelle disponibili. È importante che eventuali effetti collaterali non prevalgano sugli esiti terapeutici del farmaco. Secondo la relazione, il sostegno pubblico nelle prime fasi della ricerca è una priorità, e sarebbe opportuno tentare in qualche modo di semplificare i processi di autorizzazione (senza ovviamente compromettere la qualità e la sicurezza del processo stesso). Inoltre, la nanotecnologia è considerata potenzialmente promettente in tutta la filiera energetica, dalla produzione alla trasmissione, distribuzione, conversione e utilizzo, al fine di offrire soluzioni alternative per la generazione, l´immagazzinaggio e il risparmio di energia. Secondo la relazione, benché la tecnologia sia ancora agli albori del proprio sviluppo, la ricerca europea sulla nanoscienza è già molto diffusa per quanto riguarda le fonti energetiche alternative quali energia solare, termoelettricità, batterie ricaricabili e supercondensatori. L´industria europea è inoltre competitiva in diverse aree. Per quanto riguarda l´isolamento e la conduttanza termica correlati alla nanotecnologia, ad esempio, la posizione dell´industria europea è considerata buona o eccellente dalla maggior parte degli autori della relazione. Nel segmento delle cellule fotovoltaiche, vi sono numerose grandi imprese europee e alcune nuove aziende che, secondo gli esperti, occupano un´ottima posizione. Anche per quanto riguarda le batterie ricaricabili e i supercondensatori, la posizione delle piccole e medie imprese (Pmi) europee è valutata da soddisfacente a buona. La relazione indica tuttavia che si tratta di eccezioni degne di nota, e osserva che l´industria europea è in ritardo rispetto ai concorrenti statunitensi e dell´Asia sudorientale. Nel caso della termoelettricità, la stragrande maggioranza delle aziende menzionate dagli esperti della relazione quali società che apportano il massimo contributo ai progressi della nanotecnologia in questo campo ha sede negli Usa. Inoltre, la posizione competitiva dell´industria europea varia a seconda dei settori e delle dimensioni di una società, ossia grandi imprese o Pmi. La tabella di marcia dell´energia rispecchia una difficoltà generale in tutti e tre i settori in esame: il trasferimento della conoscenza sulla nanoscienza dal mondo accademico all´industria. Poiché molte delle barriere riscontrate in un settore sono presenti anche negli altri, la relazione suggerisce la creazione di centri multidisciplinari per far progredire il trasferimento della conoscenza sullo sviluppo sull´applicazione dei materiali e sulle strutture produttive pilota. Tali centri agevoleranno la cooperazione, faciliteranno l´accesso ad apparecchiature sofisticate, contribuiranno a trasferire i risultati della ricerca nei prodotti, creeranno processi di produzione modulari in linea con i requisiti industriali e formeranno il personale. Secondo la relazione, di questi centri beneficeranno sia le università sia l´industria, soprattutto le Pmi. Sintetizziamo qui di seguito le raccomandazioni della relazione: ricerca fondamentale per comprendere il rapporto struttura-proprietà-trasformazione a livello molecolare; modellazione e simulazione informatica su nanoscala; strumenti online per la caratterizzazione, il monitoraggio e il controllo del processo; metrologia; sviluppo di un quadro normativo standard e di procedure di autorizzazione comuni; identificazione e sviluppo preliminare di materiali, applicazioni e capacità che rispondano alle esigenze rigorose della produzione di massa, riducendo pertanto il rischio connesso al loro sviluppo; adozione di una produzione modulare; migliorare la collaborazione tra mondo accademico e industria, e promuovere il trasferimento della tecnologia; fornire formazione e competenze per i giovani ricercatori e i collaboratori; rispondere alle preoccupazioni crescenti riguardo a problematiche di salute, sicurezza e ambiente; promuovere discussioni e informazioni trasparenti con tutte le parti interessate su vantaggi e rischi della nanotecnologia. Per leggere la versione integrale della relazione consultare: http://www. Nanoroadmap. It/ .  
   
   
LE PMI ACCOLGONO IL 7PQ  
 
Bruxelles, 10 luglio 2006 - L´ueapme, l´organizzazione europea dell´artigianato e delle piccole e medie imprese (Pmi), ha accolto con favore le revisioni del Parlamento europeo a proposito del Settimo programma quadro (7Pq) che fissa al 15 per cento la partecipazione delle Pmi al 7Pq. L´ueapme ha tuttavia raccomandato di rendere più rigorose le definizioni con lo scopo di garantire che i fondi siano destinati alle Pmi. La riunione della commissione per la ricerca e l´innovazione dell´Ueapme, che si è svolta il 4 luglio a Bruxelles, ha approvato questo nuovo interesse rivolto alle Pmi. Più in particolare il 7Pq assegnerà il 15 per cento del bilancio del programma "Cooperazione" alle Pmi oltre che alla linea specifica "Capacità - Ricerca a vantaggio delle Pmi". L´ueapme teme però che se la definizione di Pmi non sarà più rigorosa, una parte dei 6 miliardi di euro attualmente destinati alla ricerca delle Pmi potrebbe finire in mani diverse. Per esempio, gli istituti dedicati alla ricerca potrebbero attingere dagli stessi flussi di finanziamento poiché rientrano in una definizione più ampia. "In assenza di una decisione concreta in materia di bilancio, tutti gli altri emendamenti riguardanti le Pmi diventerebbero frasi retoriche prive di qualsiasi impatto", ha dichiarato Rainer Neumann, presidente della commissione per la ricerca e l´innovazione dell´Ueapme. "Le lezioni apprese dal 6Pq [Sesto programma quadro] mostrano tuttavia che nel testo è necessaria una definizione più restrittiva di Pmi per evitare che le organizzazioni di ricerca con meno di 250 dipendenti traggano vantaggio da quella linea di bilancio, che dovrebbe essere riservata esclusivamente alle imprese", ha aggiunto. L´ueapme ritiene che nell´ambito del 6Pq molte sono le Pmi ad aver ottenuto un "marchio di qualità" senza riuscire però a sfruttare i finanziamenti. Con il 7Pq un numero maggiore di organizzazioni di qualità dovrebbe ricevere i finanziamenti. "Nell´ambito del precedente programma, solo una proposta su 10, presentata dalle Pmi, ha raggiunto la fase di finanziamento. L´obiettivo del nuovo programma dovrebbe consistere nel sostegno di tutte le proposte che superano la soglia di qualità; di conseguenza la Commissione non dovrebbe ridurre la linea di bilancio specifica al di sotto di 1. 328 milioni di euro raccomandati dal Parlamento", ha dichiarato Neumann. Un´altra iniziativa volta a includere le Pmi nel processo decisionale delle piattaforme tecnologiche è stata accolta favorevolmente, ma l´Ueapme ha avanzato delle riserve affermando che le Pmi spesso non dispongono delle risorse necessarie per partecipare in prima linea. Tuttavia le Pmi, incluse nell´agenda di ricerca strategica e nel processo decisionale, dovrebbero essere in grado di accrescere la loro presenza. "Introducendo la clausola del 15 per cento e il sistema di reindirizzamento per mantenere le linee di bilancio sottoscritte in eccesso, il Parlamento ha appoggiato le principali richieste presentate in passato dall´Ueapme. Ci auguriamo che la Commissione segua l´iniziativa del Parlamento e passi dalla retorica alle azioni concrete per garantire l´attuabilità del 7Pq per le Pmi", ha concluso Neumann. Http://www. Ueapme. Com/ .  
   
   
FORUM SUGLI INVESTIMENTI NELL´INNOVAZIONE E NELLA COMPETITIVITÀ  
 
Bruxelles, 10 luglio 2006 - Il 26 settembre si svolgerà a Parigi (Francia) un forum sugli investimenti nel settore dell´innovazione e della competitività. Obiettivo del forum è agevolare lo sviluppo delle piccole e medie imprese (Pmi) attraverso la promozione dello scambio di informazioni sui finanziamenti destinati all´innovazione e sulle varie fonti finanziarie. Grazie a tavole rotonde e seminari specifici, le Pmi avranno la possibilità di conoscere in modo più approfondito le esigenze dei finanziatori dell´innovazione e potranno inoltre incontrare potenziali partner e finanziatori per costituire nuovi partenariati. Http://www. Forum-financement. Com/paris/ .  
   
   
SEMINARIO SULLA RICERCA INTERDISCIPLINARE INNOVATIVA  
 
Bruxelles, 10 luglio 2006 - Il 18 settembre si svolgerà a Pisa un seminario sulla ricerca interdisciplinare innovativa. L´iniziativa è organizzata dai partner del progetto Nest-promise (Nest-promoting Research on Optimal Methodology and Impacts), un´azione specifica di sostegno (Ssa) finanziata nell´ambito della sezione "Scienze e tecnologie nuove ed emergenti" (Nest) del Sesto programma quadro (6Pq). Il seminario di un giorno mira a offrire una panoramica dell´approccio italiano, nonché di altri approcci nazionali e internazionali, alla ricerca interdisciplinare innovativa. Rappresenterà inoltre un´opportunità per il personale amministrativo coinvolto, i responsabili politici e altre parti interessate di scambiare esperienze sugli esistenti programmi nazionali e internazionali simili a Nest. Saranno presentati i risultati di un sondaggio condotto da Nest-promise sui programmi di ricerca che promuovono la ricerca innovativa, ambiziosa, non convenzionale e ad alto rischio. Per consultare il programma completo del seminario visitare: http://www. Nest-promise. Net/events. Html .  
   
   
BCE: TASSI DI INTERESSE INVARIATI  
 
 Francoforte, 10 luglio 2006 - Nella riunione del 6 luglio il Consiglio direttivo della Bce ha deciso che il tasso minimo di offerta applicato alle operazioni di rifinanziamento principali e i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimarranno invariati rispettivamente al 2,75%, al 3,75% e all’1,75%. .  
   
   
PUBBLICAZIONE DPEF 2007-2011  
 
Roma, 10 luglio 2006 - E´ disponibile nella home page del sito internet del Ministero dell´Economia e delle Finanze (www. Mef. Gov. It) e/o (www. Tesoro. It) il "Documento di Programmazione Economico Finanziaria per gli anni 2007-2011" .  
   
   
EMISSIONE BOT  
 
Roma, 10 luglio 2006 - Il Mef ha disposto per il giorno 11 luglio 2006, con regolamento 14 luglio 2006, un´asta di Bot:
importo (in milioni di euro) scadenza giorni
Annuali 6. 000 16. 07. 2007 367
Si comunica che, in seguito all´assenza di specifiche esigenze di cassa, il giorno 11 luglio 2006 non verrà offerto il Bot trimestrale. E´ da tener presente che il 14 luglio 2006 vengono a scadere Bot per 9. 000 milioni di euro (4. 000 milioni di euro trimestrali e 5. 000 milioni di euro annuali). I Bot sono posti all´asta con il sistema di collocamento dell´asta competitiva e senza l´indicazione del prezzo base da parte del Tesoro. I buoni possono essere sottoscritti per un importo minimo di mille euro. I prezzi indicati dagli operatori partecipanti alle aste dei Bot, espressi in termini percentuali, possono variare di un millesimo di punto percentuale o multiplo di tale cifra. Non sono ammesse all´asta richieste senza indicazione di prezzo. L´importo di ciascuna richiesta non può essere inferiore ad un milione e mezzo di euro. Il collocamento dei Bot verrà effettuato nei confronti degli operatori indicati nel decreto di emissione. In attuazione di quanto disposto nella Sez. Ii - Tit. V del decreto legislativo 24 giugno 1998, n. 213, e relative norme di attuazione, in relazione alla dematerializzazione dei titoli di Stato, i buoni ordinari del Tesoro sono rappresentati da iscrizioni contabili a favore degli aventi diritto. La Banca d´Italia provvede a inserire in via automatica le partite dei Bot sottoscritti in asta da regolare nel servizio di compensazione e liquidazione avente a oggetto strumenti finanziari con valuta pari a quella di regolamento. Sulla base delle assegnazioni, gli intermediari aggiudicatari accreditano i relativi importi sui conti intrattenuti con i sottoscrittori. Le richieste di acquisto - con un massimo di tre - dovranno pervenire alla Banca d´Italia, esclusivamente tramite la rete nazionale interbancaria, entro e non oltre le ore 11 del giorno 11 luglio 2006, con l´osservanza delle modalità stabilite nel decreto di emissione. Si ricorda che in caso di malfunzionamento delle apparecchiature che non consenta l´immissione dei messaggi nella rete, le richieste di partecipazione all´asta debbono essere inviate con modulo trasmesso via fax. Le richieste non pervenute entro il termine stabilito dal decreto di emissione non vengono prese in considerazione. Eventuali richieste sostitutive di quelle corrispondenti già pervenute sono prese in considerazione solo se giunte entro il termine di cui sopra. Le richieste non possono essere più ritirate dopo il termine suddetto . Qualora le richieste di ciascun operatore, anche complessivamente, superino l´importo offerto dal Tesoro, esse verranno prese in considerazione a partire da quella a prezzo più alto, fino a concorrenza dell´importo offerto, salvo quanto diversamente stabilito nel decreto di emissione. La circolazione dei Bot al 30 giugno 2006 era pari a 142. 802,5 milioni di euro, di cui 2. 500 milioni di euro a 243 giorni, 10. 500 milioni di euro trimestrali, 53. 802,5 milioni di euro semestrali e 76. 000 milioni di euro annuali. .
 
   
   
EMISSIONE DI BTP  
 
 Roma, 10 luglio 2006 - Il Mef dispone, per il giorno 13 luglio 2006, con regolamento 17 luglio 2006, l´emissione di titoli di Stato, rappresentati dai seguenti prestiti: - Buoni del Tesoro Poliennali: - quinquennali decorrenza : 15 marzo 2006; nona tranche, scadenza : 15 marzo 2011, tasso d´interesse annuo lordo : 3,50%. - trentennali decorrenza : 1° agosto 2005; ottava tranche, scadenza : 1° febbraio 2037, tasso d´interesse annuo lordo : 4%. Tutti i buoni suddetti, il cui importo minimo sottoscrivibile è di mille euro, sono emessi con il sistema dell´asta marginale riferita al prezzo, senza indicazione di prezzo base di collocamento ed escludendo le richieste effettuate a prezzi inferiori al "prezzo di esclusione"; ai fini della determinazione di quest´ultimo, non verranno prese in considerazione le offerte presentate a prezzi superiori al "prezzo massimo accoglibile", calcolato con le modalità riportate nei relativi decreti di emissione. Sono ammesse a partecipare all´asta le banche italiane, comunitarie ed extracomunitarie, nonchè le società di intermediazione mobiliare e le imprese di investimento comunitarie ed extracomunitarie indicate nei decreti recanti l´emissione dei suddetti buoni. Detti operatori partecipano in proprio e per conto terzi. Le domande di partecipazione devono essere inoltrate con indicazione, per ogni richiesta, del relativo prezzo offerto. Ciascun operatore può formulare sino ad un massimo di tre offerte, ciascuna ad un prezzo diverso e per un importo non inferiore a 500. 000 euro di capitale nominale; eventuali offerte di importo inferiore non verranno prese in considerazione. Ciascuna offerta non deve essere superiore all´importo in emissione; eventuali offerte di ammontare superiore verranno accettate limitatamente all´importo medesimo. I prezzi indicati varieranno di un importo minimo di un centesimo di euro; eventuali variazioni di importo diverso vengono arrotondate per eccesso. Le domande di partecipazione degli operatori devono essere avanzate - nel termine previsto dal sottoindicato calendario - mediante trasmissione di richiesta telematica da indirizzare alla Banca d´Italia tramite Rete Nazionale Interbancaria con le modalità tecniche stabilite dalla Banca d´Italia medesima e conosciute dagli operatori. L´assegnazione dei buoni verrà effettuata, nella giornata in cui si perfezioneranno le operazioni d´asta, al prezzo meno elevato tra quelli offerti dai concorrenti rimasti aggiudicatari. Nel caso che le offerte al prezzo marginale non possano essere totalmente accolte, si procede al riparto pro-quota, con i necessari arrotondamenti. Il prezzo di aggiudicazione ed il prezzo di esclusione saranno resi noti mediante comunicato stampa, nel quale verranno pure indicati gli importi attribuiti agli "specialisti" nelle ultime tre aste. Gli operatori partecipanti all´asta provvederanno ad attribuire ai sottoscrittori i buoni assegnati, senza alcun onere aggiuntivo rispetto al prezzo di aggiudicazione. Il regolamento dei buoni assegnati, da parte degli operatori, verrà effettuato, al prezzo di aggiudicazione e con corresponsione dei dietimi d´interesse dal giorno successivo alla data di godimento dei buoni al giorno del regolamento. Per i Btp "trentennali", per i quali il 1° febbraio u. S. È scaduta la prima cedola, i sottoscrittori dovranno corrispondere dietimidi interesse per 166 giorni. Agli operatori medesimi viene riconosciuta, quale compenso dell´impegno assunto di raccogliere le prenotazioni del pubblico, una provvigione - commisurata all´ammontare nominale dei buoni assegnati - pari allo: - 0,30% per i B. T. P. Quinquennali - 0,40% per i B. T. P. Trentennali. Il pubblico potrà prenotare i buoni presso le suddette categorie di operatori nel termine previsto dal sottoindicato calendario; gli intermediari potranno richiedere, a garanzia del buon fine della sottoscrizione, l´eventuale versamento di un acconto sull´importo nominale prenotato. Alla data prevista per il regolamento, il sottoscrittore verserà l´importo corrispondente ai buoni assegnati, sulla base del prezzo di aggiudicazione, nonché ai dietimi d´interesse dovuti; a fronte di tale versamento, gli verrà rilasciata apposita ricevuta. Il calendario delle operazioni di sottoscrizione è il seguente:
Btp quinquennali Btp trentennali
Prenotazione da parte del pubblico entro il 12 luglio 2006 12 luglio 2006
Presentazione domande in asta: entro le ore 11,00 del 13 luglio 2006 13 luglio 2006
Regolamento sottoscrizioni 17 luglio 2006 17 luglio 2006
Dietimi d´interesse da corrispondere 124 giorni 166 giorni
Gli operatori "specialisti in titoli di Stato" hanno facoltà di partecipare ai collocamenti di titoli di Stato, previsti automaticamente, in via supplementare alle aste di emissione. L´offerta della tranche supplementare è stabilita, per ogni emissione, per un importo massimo non superiore al 10% dell´ammontare nominale offerto. Gli "specialisti" che non hanno partecipato all´asta di emissione non sono ammessi al collocamento supplementare. L´assegnazione supplementare avrà luogo al prezzo di aggiudicazione determinato nell´asta della presente emissione. Le modalità e condizioni per la partecipazione degli "specialisti" alle assegnazioni supplementari vengono indicate nei rispettivi decreti recanti l´emissione dei titoli suddetti. .
 
   
   
E’ ORA DI SDOGANARE IL LOBBYING  
 
Roma 10 luglio 2006. E’ ora di sdoganare la parola “lobbysta”, e’ ora di mettere al centro degli interessi diffusi i consumatori che sono i veri detentori del diritto al lobbying. Via libera dunque al lobbying dei cittadini. E’ il messaggio emerso da tre ore di dibattito serrate alla Facolta’ di Economia dell’Universita’ di Tor Vergata a Roma dedicato al lobbying. E’ stata una giornalista Americana da tempo residente in Italia, Jennifer Clark, a sottolineare il ruolo positivo del lobbying per lanciare questa sfida agli esperti e docenti italiani riuniti a Tor Vergata. La sfida e’ stata raccolta dal Prof. Michele Bagella, direttore della Facolta’ di Economia dell’Universita’ di Tor Vergata che si e’ candidato a promuovere l’avvio di una ricerca della sua facolta’ per calcolare il ritorno delle somme investite in lobbying in Italia. Negli Usa si calcola che questo “ritorno” sia di 11 dollari per ogni dollaro speso. Sulle necessita’ di investire in lobbying per fare gli interessi nazionali e’ intervenuto Daniel Kraus, direttore degli affari strategici e area europea di Confindustria. “Vogliamo fare gli interessi nazionali o pensiamo di essere la Repubblica di San Marino?” si e’ chiesto Kraus sottolineando che per fare lobbying occorre pensare e lavorare in modo razionale e non emotivo. Il lobbysta, ha detto, puo’ essere portatore di interessi comuni purche’ lavori in piena trasparenza. Kraus ha anche sottolineato che al centro del lobbying deve esserci l’idea di mettere il prorprio sapere e lavoro al servizio del legislatore. “Con una strategia ben studiata – ha detto- possiamo riuscire a mettere il legislatore in grado di svolgere meglio il suo lavoro. Questo e’ il lobbying, non il tutelare i propri interessi”. Sulla trasparenza ha insistito anche Claus Venti di Telecom Italia secondo cui l’Italia deve fare attenzione al modo in cui fa lobby, dando a questa attivita’ “trasparenza e cercando di evitare le contiguita’ politiche”. E ha dato come esempio storico di lobbying europeo riuscito il successo del Gsm, lo standard europeo per la telefonia mobile che si e’ imposto come standard mondiale, grazie alla concertazione sul modo di operare da parte di tutti i gruppi interessati. E’ uno degli esempi piu’ calzanti di dove si puo’ arrivare lavorando insieme. Ma questa cultura in Italia e’ ancora poco sviluppata rispetto ad altri paesi, europei e non. .  
   
   
SI È SVOLTA A ROMA LA TAVOLA ROTONDA SU “LOBBYING È STRUMENTO DEMOCRATICO E DI CRESCITA ECONOMICA”  
 
Roma, 10 lugli o2006 - Hanno partecipato alle discussioni: Luigi Paganetto, Preside della Facoltà di Economia; Michele Bagella, Direttore del Dipartimento Economia e Istituzioni (Dei) dell´Università Tor Vergata; Jacopo Avogadro, Presidente del Cipi; Paolo Raffone, Segretario generale del Cipi; Claudio Murri, vice presidente di Time Warner e presidente della Camera di Commercio Americana in Europa (Amcham Eu); Juan Carlos Venti, responsabile Rapporti Istituzionali del Gruppo Telecom Italia; Pier Virgilio Dastoli, direttore Ufficio di Rappresentanza in Italia della Commissione europea; Gianlorenzo Martini, direttore della Rappresentanza a Bruxelles della Regione del Veneto; Daniel Kraus, direttore Affari Strategici e Area Europa di Confindustria; Jennifer Clark, capo redattrice Dow Jones Wires; Sergio Ginebri, professore di Economia Politica. Il Preside della Facoltà di Economia, Prof. Luigi Paganetto, aprendo i lavori ha sottolineato l’intenzione di proporre di inserire l’insegnamento del lobbying tra le materie interdisciplinari della Facoltà. Ha aggiunto che, in un mondo sempre più complesso e competitivo, saper concepire metodi e strumenti di lobbying trasparente significa potenziare il sistema economico e favorire il successo delle imprese e degli enti italiani, in Italia e nell’internazionalizzazione, particolarmente in Europa. Jacopo Avogadro e Paolo Raffone, rispettivamente Presidente e Segretario Generale del Cipi, hanno sottolineato che la “rete intelligente” del Cipi è nata a Bruxelles per promuovere l’eccellenza italiana e gli interessi italiani in Europa e per formare le nuove classi dirigenti in un quadro di riferimento culturale aggiornato ai bisogni del Paese e la realtà del sistema europeo. Il Cipi ha recentemente pubblicato il primo Rapporto italiano “Le lobby d’Italia a Bruxelles”, mentre la seconda edizione prevista per l’inizio del 2007 sarà più orientata ad una valutazione settoriale in collaborazione con il Ceis dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. L’importanza che il lobbying inteso come sistema di strumenti per la promozione degli interessi particolari e collettivi nel quadro del gioco democratico, nelle democrazie aperte e partecipative, è stato sottolineato sia dalla Capo Redattrice del Dow Jones Wires, Jennifer Clark, che dal Rappresentante in Italia della Commissione europea, Pier Virgilio Dastoli. In particolare, Dastoli ha sottolineato che l’Europa è un sistema multilivello al quale si riesce a partecipare se si hanno strategie chiare e strumenti di partecipazione adeguati, tra cui risalta la capacità di lobbying sia istituzionale che non istituzionale. Alcuni Paesi, ha aggiunto Dastoli, sia per motivi culturali sia per ragioni strutturali, sono più deboli di altri: Italia, Grecia e Portogallo, risentono di pratiche pubbliche e private a bassa logica di sistema. In molti casi, ha continuato Dastoli, la non trasposizione delle norme comunitarie, che allontana un Paese dall’Europa, non è il risultato di una svogliatezza del sistema parlamentare ma piuttosto della debolezza della partecipazione degli organi istituzionali, degli attori economici e della società civile, sin dal momento formativo delle policy comuni europee. D’altra parte sin dagli albori del processo europeo le grandi confederazioni industriali e quelle sindacali sono state al centro, se non in molti casi gli iniziatori, del sistema europeo. L’assenza oggi di forze attive di alcuni Paesi rende il processo europeo sbilanciato. Jennifer Clark, ha sottolineato che in America molte battaglie civili e sociali sono state vinte grazie alle lobby create dai cittadini e dei consumatori, sia per contrastare certi interessi politici e/o economici sia per promuovere nuove legislazioni. Jennifer Clark, ha detto che in Italia, dove vive da oltre 20 anni, c’è ancora troppa ideologizzazione che impedisce il gioco libero e costruttivo delle forze vive delle società, al di là degli schieramenti e dei partiti politici. Jennifer Clark e Piervirgilio Dastoli hanno concordato che la mancanza di un quadro regolamentare a livello nazionale ma anche europeo favorisce alcune organizzazioni a scapito di altre. In quest’ottica, Piervirgilio Dastoli ha richiamato che la Commissione europea ha recentemente lanciato una consultazione, che è uno strumento aperto, inclusivo e trasparente, per arrivare a definire un quadro regolamentare europeo per l’azione delle lobby. Jennifer Clark, ha detto che per favorire la trasparenza del lobbying italiano, in Italia e in Europa, sarebbe utile che centri di ricerca e università dedichino degli studi economici e non solo istituzionali al lobbying, particolarmente sulla misurazione del Roi (return on invetsment) del sistema della rappresentanza di interessi. Proposta rilanciata dal Prof. Michele Bagella, direttore del Dei (Dipartimento Economia e Istituzioni) dell’Università di Tor Vergata che ha promesso di istituire un gruppo di lavoro sul tema, anche in collaborazione con il Cipi. Claudio Murri, Vice Presidente della Time Warner Europe, e Presidente della Americam Chamber of Commerce in Europe, ha sottolineato che la capacità di fare lobbying corrisponde alla coscienza che un’organizzazione ha dell’ambiente in cui deve operare. In pratica, se un’organizzazione vive nella società e nel mercato deve saper comunicare i propri bisogni e necessità riuscendo a convincere i suoi interlocutori. Un lavoro altamente tecnico e specialistico, dove non contano le amicizie influenti ma la qualità dei messaggi, la professionalità e la reputazione dei rappresentanti. Essere credibili è il pre-requisito necessario di ogni azione di lobbying, ha detto Murri, senza fuorviare gli interlocutori con false affermazioni o tesi di dubbia scientificità. Inoltre, senza saper costruire alleanze tra interessi diversi e in diversi ambienti settoriali e territoriali nessuna organizzazione può operare correttamente in un’economia ormai globalizzata. Il riferimento culturale a sistemi, pratiche o metodi puramente locali porta facilmente all’esclusione e al declino. In quanto italiano che lavora da anni in strutture americane, ha detto ancora Claudio Murri, sono io stesso l’espressione di questa realtà transnazionale, multiculturale, e aperta. Daniel Kraus, Direttore Affari Strategici e Area Europa di Confindustria, ha richiamato le carenze strutturali del sistema Italia in Europa: “vogliamo essere come la Repubblica di San Marino o finalmente difendere l’interesse nazionale?”. In particolare ha sottolineato come sia urgente passare da un approccio reattivo – inseguire l’agenda politica e economica dell’Unione europea – ad uno pro-attivo – influenzare a monte l’agenda politica dell’Ue. Per fare questo gli italiani devono saper concentrarsi internamente, superando le logiche di concorrenza interna, per agire in modo sinergico e per raggiungere obiettivi condivisi. Questo deve avvenire al più presto, ha aggiunto Kraus, con un’azione molto incisiva del governo e delle sue rappresentanze a livello politico e tecnico, degli europarlamentari, e con la partecipazione del maggior numero di rappresentanti di interessi, istituzionali, pubblici e privati. L’incisività italiana nel sistema europeo, con qualche eccezione dovuta a particolari circostanze o iniziative personali, ha detto Kraus, è debole e bloccata da veti incrociati che provengono dal sistema interno italiano. L’inversione rapida di metodo e di tendenza è il solo modo per riprendere un cammino di crescita che deve necessariamente passare anche attraverso la capacità di creare nuove alleanze: cercare per ogni singolo dossier la convergenza di interessi con altri Paesi ed altri partner. La questione della professionalità dei rappresentanti di interessi, ma anche dei rappresentanti istituzionali e politici, è fondamentale per poter agire correttamente in Europa. Informare e formare, dice Kraus, sono i due assi di azione che devono essere immediatamente attivati a tutti i livelli delle strutture pubbliche e private in Italia e nelle sue rappresentanze estere. Informare: migliorare la conoscenza, a tutti i livelli dei processi decisionali e gestionali, pubblici e privati, delle istituzioni e delle politiche Ue e della loro importanza sulla vita di tutti i giorni di imprese, amministrazioni e cittadini. Formare: fornire gli strumenti necessari che consentano a tutti gli interessati di interagire efficacemente con “Bruxelles” ed influenzare le scelte politiche. Senza queste scelte immediate a livello nazionale, regionale e locale, ha concluso Kraus, il declino dell’Italia in Europa diventerà irreversibile. Paolo Raffone, Segretario Generale del Cipi, ha sottolineato che essere presenti in Europa non basta e non garantisce la tutela degli interessi nazionali, politici, economici e sociali. L’europa dei prossimi venti anni si sta decidendo in questi mesi, e sicuramente tra il 2006 e il 2009 saranno fissate le basi dei nuovi ‘euronuclei’ che determineranno anche il futuro dell’Italia in Europa. È dunque importante affiancare alla diplomazia tradizionale una diplomazia nuova, parallela: appunto il Lobbying, uno strumento democratico ancora poco usato dagli italiani, che serve a incidere sui processi di formazione delle policy europee e a far valere il proprio punto di vista e interesse in una Europa sempre più competitiva. Sergio Ginebri, dell’Università del Molise, ha sottolineato l’importanza di considerare il lobbying come parte integrante della nuova governance di sistemi pubblici o privati. Per facilitare la realizzazione di quest’approccio nuove scienze, come la l’economia della politica, possono formare nuove classi dirigenti in Italia. Gianlorenzo Martini, rappresentante a Bruxelles della Regione del Veneto, ha sottolineato quanto sia importante il ruolo delle regioni nella rappresentanza degli interessi territoriali. Purtroppo solo poche regioni italiane sono culturalmente attrezzate per gestire questa sfida, la cui opportunità in Europa è stata data da una legge del 1996. Ad oggi, il coordinamento delle regioni e la relazione tra Stato e Regioni resta ancora poco efficiente. E’ cosi’ che, ha aggiunto Martini, solo tre o quattro regioni sono realmente attive nel gioco del lobbying a Bruxelles, ma agiscono da sole in assenza di un forte strumento comune politico e diplomatico nazionale. E’ chiaro, almeno per la Regione Veneto, ha detto Martini, che le strutture istituzionali sono parte del soft-lobbying che si fa e si deve fare a Bruxelles. Juan Carlos Venti, rappresentante del Gruppo Telecom Italia, ha insistito sul fatto che le modalità di fare lobbying a Bruxelles devono essere aggiornate, integrando una maggiore qualità professionale interna ed esterna alle aziende, ma anche facendo uno sforzo determinato sulla trasparenza. Il mercato più aperto, il mercato interno europeo, impone metodi di azione nuovi che devono superare i concetti tradizionali di tutela politica delle attività. .  
   
   
BANCA INTESA: AGGREGAZIONI BANCARIE  
 
 Milano, 10 luglio 2006 - In merito alla notizia apparsa il 7 luglio sulla stampa relativa all’ipotesi di fusione tra Banca Intesa e Banca Lombarda, Banca Intesa afferma che tale ipotesi è priva di fondamento. . .  
   
   
SANPAOLO IMI E CONFINDUSTRIA MEZZOGIORNO INSIEME PER LA RICERCA SPORTELLI VIRTUALI SUL TERRITORIO, SELEZIONE E PREMIAZIONE DELL’ECCELLENZA  
 
Palermo, 10 luglio 2006 - Sanpaolo Imi e il Comitato Mezzogiorno di Confindustria hanno siglato Giovedi 6 Luglio un accordo per sostenere gli investimenti in ricerca e innovazione delle imprese meridionali. L’intesa prevede l’assistenza sul territorio alle imprese, la promozione e la premiazione dei casi di eccellenza e una reciproca azione promozionale. L’accordo nasce dalla consapevolezza che la ricerca e l’innovazione rappresentano un’opportunità unica per sostenere lo sviluppo imprenditoriale del Mezzogiorno, formato da un tessuto industriale contraddistinto da un’imprenditoria giovane che aspira a dispiegare la propria capacità di business competendo sulle prestazioni e non sui costi. Ricerca e innovazione favoriscono la competitività, perché danno valore aggiunto all’organizzazione, ai processi, ai prodotti, contribuendo a riposizionare le imprese in segmenti di mercato di fascia medio alta, più difficili da aggredire per i paesi emergenti come Cina, India e paesi dell’Est europeo, focalizzati soprattutto sulla concorrenza di prezzo. Sanpaolo Imi e Confindustria Mezzogiorno intendono stimolare le imprese del Sud affinché siano maggiormente consapevoli dell’importanza degli investimenti in innovazione, aiutandole a dare a quest’ultima dignità progettuale e premiando l’impatto positivo a livello industriale e l’efficacia competitiva dei progetti finanziati. Per favorire la condivisione e lo sviluppo della cultura della ricerca sarà sfruttato a pieno anche il contributo delle Università del Sud, che si sono dimostrate capaci di fornire importanti servizi di R&s. Sebastiano Strumia, Responsabile della Direzione Imprese, nel suo intervento alla conferenza stampa di presentazione dell’accordo e facendo riferimento ai risultati di prestigio ottenuti dal finanziamento Ricerca Applicata, ha dichiarato: “Il sistema industriale italiano ha estrema necessità di investire in ricerca e sviluppo. In verità, vi investe più di quanto appaia: purtroppo le dimensioni medio piccole delle nostre aziende non permettono che questa attività sia adeguatamente evidenziata ed assurga a dignità di statistica. Ritengo che Sanpaolo abbia avuto la capacità di intercettare e valorizzare questa attività sommersa: prova ne è che in soli 18 mesi abbiamo saputo finanziare oltre 600 progetti, corrispondenti ad un investimento complessivo di circa 650 milioni di euro. ” “L’accordo ha come obiettivo – ha proseguito Vincenzo Linardi, Responsabile della business unit Incentivi alla Ricerca e Sviluppo – la diffusione presso le imprese del Mezzogiorno della cultura dell’innovazione a 360°, aiutando ognuna delle imprese contattate a fare emergere i propri fabbisogni di innovazione e a strutturarli in forma di progetto e sostenendo l’innovazione delle imprese con un intervento che non è meramente finanziario, in quanto presuppone la condivisione della validità del progetto finanziato”. L’accordo prevede, in dettaglio: l’attivazione di uno sportello virtuale per le imprese: le sedi di Confindustria e quelle di Sanpaolo Imi distribuite sui territori del Mezzogiorno stabiliranno una rete di collegamenti in grado di indirizzare prontamente le imprese interessate verso un rappresentante del Gruppo Sanpaolo Imi che fornirà la tempestiva assistenza alle imprese stesse; la promozione e il premio delle eccellenze: sarà costituito un comitato tecnico, composto da rappresentanti del Comitato Mezzogiorno di Confindustria e del Gruppo Sanpaolo Imi, che ogni sei mesi selezionerà fra i progetti in corso quelli di maggior contenuto innovativo. Le imprese selezionate potranno incontrare la stampa specializzata e beneficiare di una tribuna di eccezione. Ogni anno, i cinque progetti migliori saranno premiati nell’ambito di una manifestazione organizzata ad hoc; L’intesa favorirà, inoltre, presso le imprese la conoscenza dei prodotti di finanziamento per la ricerca e l’innovazione proposti dal Gruppo Sanpaolo Imi: Ricerca Applicata, il finanziamento dedicato alle imprese che vogliono realizzare in proprio programmi di R&s (strategia make); e Innovation Buy, il finanziamento per le imprese che desiderano acquistare innovazione sul mercato (strategia buy ). .  
   
   
GRUPPO CREDITO VALTELLINESE: PERFEZIONATA LA CESSIONE DI CREDITI NON PERFORMING DA MEDIOCREVAL S.P.A. ALLA FINANZIARIA SAN GIACOMO S.P.A.  
 
Sondrio, 10 luglio 2006 – E’ stato perfezionato il 4 luglio il contratto di cessione pro soluto di crediti non performing da Mediocreval S. P. A. Alla Finanziaria San Giacomo S. P. A. (società interamente detenuta dalla stessa Mediocreval S. P. A. ) al prezzo complessivo di euro 113. 103. 000, corrispondente al valore dei crediti stessi al 31 marzo 2006, determinato secondo i principi contabili Ias. Il trasferimento dei crediti in questione avrà effetto dall’8 luglio 2006. Il corrispettivo definitivo della cessione sarà determinato sulla base del prezzo sopraindicato rettificato in relazione alle movimentazioni finanziarie intervenute tra il 31 marzo 2006 e il 7 luglio 2006, alle eventuali rettifiche disposte in tale intervallo di tempo secondo i criteri Ias/ifrs nonché alle eventuali ulteriori rettifiche effettuate nel medesimo periodo e connesse al verificarsi di eventi di natura straordinaria, quali fallimenti o altre procedure concorsuali. A conclusione di questa operazione, Mediocreval potrà iniziare effettivamente la propria operatività nell’erogazione e gestione dei finanziamenti a medio/lungo termine a livello di Gruppo. .  
   
   
GESTIONE DEI COSTI: MIGLIORARE L’ALLOCAZIONE DELLE RISORSE, RIDISEGNARE I PROCESSI. IL PROGETTO DI COST ALLOCATION APPLICATO PRESSO UNICREDIT  
 
 Milano, 10 luglio 2006 - Molti istituti bancari sono oggi alla ricerca di un nuovo modo di approcciare la Cost Allocation. Non più in maniera generica e frammentaria, ma utilizzando strumenti che consentano di effettuare analisi per prodotto, canale e centro di responsabilità. Magari attingendo spunti ed esperienze da chi ha già utilizzato una nuova modalità di Cost Management. In questo senso appare esemplare il caso di Unicredit Group. Con i suoi 6 milioni di clienti, 3mila filiali, 40mila dipendenti, la Banca nasce dall’unione di 7 grandi realtà bancarie radicate profondamente sul territorio italiano: Credito Italiano, Rolo Banca, Cariverona, Cassa di Risparmio di Torino, Cassamarca, Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, Cassa di Risparmio di Trieste. Oggi il Gruppo è fuso con la Banca Hypo-vereinsbank (Hvb), e conta, a livello internazionale, 28 milioni di clienti in 19 Paesi con oltre 7mila sportelli e circa 140mila dipendenti. Il progetto legato al Cost Management – realizzato da Unicredit Banca in collaborazione con Sas – si spiega facendo un passo indietro, al 2003, quando la Banca si ristruttura. Un articolato percorso di riorganizzazione, iniziato nel 2001, denominato S3 (3 segmenti), porta all´assetto organizzativo strutturato in quattro Divisioni (Retail, Corporate, Private & Asset Management e New Europe). Alle prime tre fanno capo rispettivamente le tre nuove banche specializzate per segmento di clientela. In particolare, Unicredit Banca è rivolta alle famiglie e alle piccole imprese, Unicredit Banca d’Impresa alle medie e grandi aziende e gli enti e, infine, Unicredit Private Banking è dedicata a persone e famiglie con importanti patrimoni. Nel 2004, poi, viene istituita una quinta Divisione, Global Banking Services, con la responsabilità di ottimizzare le strutture di costo e i processi interni al Gruppo, garantendo ulteriori sinergie e risparmi. Una Banca che fa parte di un Gruppo, come si può facilmente immaginare, racchiude in sé diverse funzioni. Molte di queste sono esternalizzate. Ci sono poi le agenzie, numerosissime, e le strutture centrali della Banca che sono chiamate a svolgere, oltre a una funzione di definizione delle strategie e delle politiche commerciali, anche un ruolo di supporto ai processi finalizzati a garantire l’erogazione di servizi eccellenti alla clientela. Il modello di Cost Allocation è nato anche per gestire questo tipo di complessità e armonizzare l’analisi dei costi con il contesto di riferimento. In quel periodo di trasformazione, l’istituto iniziò ad attuare una serie di cambiamenti e ottimizzazioni. In particolare, dal top management di Unicredit Banca viene richiesto alla Direzione Pianificazione & Risk Management di valutare se i 2,5 miliardi di costi, utilizzati allora per servire i clienti, erano veramente spesi al meglio e allocati bene in base ai prodotti offerti. In sostanza, si trattava di analizzare la composizione dei costi di Unicredit Banca e le priorità di business. I manager, sulla base di queste indicazioni, hanno così cambiato punto di vista, e iniziato un’analisi che ha condotto a una nuova definizione della Cost Allocation. Il progetto è raccontato da Massimiliano Marta, della Direzione Pianificazione & Risk Management: “Il controllo dei costi è una delle attività di pertinenza della Direzione Pianificazione. Purtroppo, la metodologia che utilizzavamo prima dell’introduzione del nuovo sistema, non forniva una chiara ragione del perché la Banca stesse spendendo. Se la mission della Banca è quella di fornire servizi di qualità a quasi 6 milioni di clienti, è indispensabile capire non solo la redditività lorda, ma anche il costo necessario per fornire il servizio stesso. A questo aggiungiamo il fatto che la Banca raggiunge i suoi clienti attraverso una rete di punti vendita. Ogni punto vendita ha una struttura di costi e ricavi differente. Per effettuare delle comparazioni era necessario considerare la gestione di entrambe le leve”. Unicredit Banca all’approccio di tipo contabile ha così affiancato un nuovo approccio di tipo gestionale. “L’approccio gestionale – prosegue Massimiliano Marta – rileva i costi secondo la loro destinazione, con riferimento ai diversi oggetti di costo: prodotti, clienti, canali, ecc. Inoltre fornisce informazioni circa le modalità di impiego delle risorse relative ai processi di produzione e distribuzione. Infine scinde la responsabilità di chi acquisisce le risorse da quella di chi le consuma. In sostanza, la nuova metodologia utilizzata integra la verifica costante del controllo del budget”. Oggi, grazie all’analisi sui dati effettuata da Sas, Unicredit è in grado di conoscere il “cost income” della Banca e dei suoi vari segmenti di clientela. Conoscendo e padroneggiando le variabili Produzione, Distribuzione e Gestione ossia le tre principali dimensioni dell’analisi, è possibile scegliere su quale famiglia di costi focalizzare lo studio. Il tutto attingendo al data warehouse Sas. La soluzione Sas Financial Management è in grado di fornire un’analisi potente dei modelli di costo Abc/m, architettura molto scalabile, set di funzionalità e piena integrazione con i report di Sas Financial Intelligence. Un punto importante, che ha portato al successo del progetto di Cost Allocation, è stato quello del coinvolgimento delle strutture aziendali. Spiega Roberto Pisaneschi della Direzione Pianificazione & Risk Management: “Quando si è trattato di definire l’analisi dei costi, tutti i fornitori di informazioni, Direzione Personale, Direzione Commerciale, Direzione Organizzazione, Ugis/upa, Cost Control Holding e lo stesso Controllo di Gestione, sono stati coinvolti. Insieme a loro abbiamo prodotto l’archivio digitale dei costi. Tutte le persone coinvolte hanno così sposato pienamente la metodologia proposta, e anche nei mesi successivi hanno indicato input e correttivi, collaborando all’attività di ‘fine tuning’ del sistema”. Da un punto di vista architetturale, alle procedure legacy e ai sistemi di sintesi esistenti sono stati successivamente aggiunti un motore di calcolo che genera tabelle di costi unitari e, come si è visto, l’archivio gestionale dei costi. Spiega Massimiliano Marta: “Per ogni prodotto identificato Unicredit Banca sa quanto, a livello di costi, è di pertinenza della Produzione, della Distribuzione o del Governo”. Il progetto di Cost Allocation si è inizialmente basato su un motore prototipale, sviluppato funzionalmente e operativamente da parte della Direzione Pianificazione & Risk Management. Successivamente, però, è nata l’esigenza di utilizzare una soluzione specifica: “Siamo infatti passati, con Sas, da un prototipo a un prodotto industriale, una soluzione end to end, in grado di reperire il dato e armonizzarlo con il contesto – prosegue Massimiliano Marta –. Un progetto di questa portata, reso industriale da Sas, ci fornisce la capacità di recepire il modello di controllo, con le sue tante articolazioni; .  
   
   
BORSA ITALIANA HA ESAMINATO IL PROGETTO DI BORSA FEDERALE EUROPEA PROPOSTO DALL´A.D. MASSIMO CAPUANO  
 
 Milano, 10 luglio 2006 - Si è riunito il 7 luglio il Consiglio di Amministrazione di Borsa Italiana che ha esaminato la proposta dell’Amministratore Delegato Massimo Capuano di un progetto di borsa federale europea basato su un modello industriale che tenga conto delle esigenze di tutti i mercati potenzialmente coinvolti. Il Consiglio di Amministrazione, preso atto di questo progetto, ha invitato l’Amministratore Delegato, coadiuvato dal Comitato Ristretto, ad avviare un confronto con le borse interessate per verificarne la fattibilità. Borsa Italiana, pur consapevole delle complessità legate a questa iniziativa, crede fortemente nelle potenzialità e nei vantaggi che possono derivare da un consolidamento dei mercati dell’area euro con la creazione di una borsa federale europea aperta nel futuro ad ulteriori alleanze internazionali. .  
   
   
AUREO GESTIONI: DISPONIBILI I NUOVI PRODOTTI DELLA SGR DEL GRUPPO BANCARIO ICCREA  
 
Milano, 10 luglio 2006 – Saranno disponibili a far data da oggi, presso gli sportelli delle Banche del Credito Cooperativo, i nuovi prodotti di Aureo Gestioni Sgrpa, la Società di gestione del risparmio del Gruppo Bancario Iccrea. La nuova offerta deriva da una razionalizzazione dei fondi già presenti nel portafoglio di Aureo Gestioni, con l’inserimento di due fondi absolute return, e dall’introduzione di fondi di fondi a gestione multimanager. La nuova gamma di fondi comuni Aureo Gestioni propone otto prodotti: Aureo Liquidità (cat. Assogestioni: liquidità area Euro); Aureo Obbligazioni Globale (cat. Assogestioni: obbligazionari internazionali governativi); Aureo Azioni Italia (cat. Assogestioni: azionari Italia); Aureo Azioni Euro (cat. Assogestioni: azionari area Euro); Aureo Azioni Globale (cat. Assogestioni: azionari internazionali); Aureo Plus (cat. Assogestioni: flessibile); Aureo Rendimento Assoluto (cat. Assogestioni: flessibile); Aureo Wwf Pianeta Terra. Tutti i fondi comuni di Aureo Gestioni possono essere sottoscritti: in un’unica soluzione, con un versamento minimo pari a 500 euro; secondo un Piano di Accumulazione del Capitale con versamenti mensili (o con diversa periodicità) a partire da un minimo di 50 euro, incrementabili per multipli di 25 euro. I fondi comuni Aureo Gestioni non prevedono commissioni di uscita. Le nuove proposte di fondi di fondi a gestione multimanager sono: Aureo Primaclasse Valore (cat. Assogestioni: fondo bilanciato obbligazionario); Aureo Primaclasse Dinamico (cat. Assogestioni: fondo bilanciato); Aureo Primaclasse Crescita (cat. Assogestioni: fondo bilanciato azionario); Aureo Primaclasse Flessibile (cat. Assogestioni: fondo flessibile). .  
   
   
LA CONGIUNTURA INDUSTRIALE SVIZZERA SI MANTIENE DINAMICA  
 
 Zurigo / Basilea, 10 luglio 2006 - L’industria svizzera conserva intatto il suo slancio. Secondo l’ultimo sondaggio Ubs, anche nel secondo trimestre l’andamento degli affari delle imprese ha segnato un miglioramento. Per i prossimi tre mesi le previsioni restano improntate all’ottimismo. I risultati del sondaggio condotto in giugno da Ubs presso circa 330 aziende che operano nel settore industriale confermano il vigore congiunturale anche per il secondo trimestre 2006. I partecipanti all’inchiesta ritengono però che la dinamica abbia ormai raggiunto il suo apice, pur mantenendo la propria fiducia pressoché inalterata anche per il terzo trimestre. L’indicatore congiunturale Ubs tocca il culmine - La notevole vitalità dell’economia si rispecchia nell’indicatore congiunturale Ubs, che viene calcolato sulla scorta dei dati emersi dal sondaggio effettuato trimestralmente presso le aziende industriali e che fornisce anticipazioni particolarmente attendibili dell’andamento economico a breve termine in Svizzera. Il barometro tendenziale del prodotto interno lordo (Pil) indica per il secondo e terzo trimestre un tasso di crescita annua pari a circa il 3,5%. Forte aumento nel secondo trimestre - Le aziende coinvolte nel sondaggio Ubs segnalano un miglioramento, a volte consistente, dei risultati nel secondo trimestre, soprattutto nell’ambito dell´attività produttiva, delle commesse dall’estero e delle riserve di lavoro. I fatturati complessivi hanno registrato un incremento sostenuto, ai livelli del trimestre precedente. Gli utili invece, pur essendo migliorati nella quasi totalità dei casi, non hanno saputo mantenere il passo della progressione dei volumi. Il fabbisogno di personale si accentua - L’elevato grado di sfruttamento delle capacità tecniche di produzione, pari in media all’88,7%, ha spinto il 33% delle imprese intervistate ad assumere nel secondo trimestre nuovo personale. Soltanto il 21% ha operato tagli dell’organico. Stando alle stime delle aziende partecipanti al sondaggio, il saldo positivo del 12% relativo alle imprese che hanno proceduto ad aumentare l’effettivo dovrebbe continuare a salire anche nel trimestre corrente, arrivando addirittura al 14%. Tenuta della fiducia - Nel terzo trimestre le aziende prevedono un andamento degli affari ancora in ascesa, ma con una tendenza graduale all’appiattimento. Fatturati e riserve di lavoro accelereranno il loro ritmo di crescita, mentre produzione e ordinativi subiranno un leggero indebolimento. Al riguardo le Pmi si mostrano un po’ più prudenti nei pronostici rispetto alle grandi aziende. .  
   
   
POSTE ITALIANE LANCIA BANCOPOSTA OFFICE - UNA NUOVA SOLUZIONE DI CONTO CORRENTE PER PROFESSIONISTI E PICCOLE E MEDIE IMPRESE IN LINEA CON LE INDICAZIONI DEL RECENTE DECRETO BERSANI  
 
 Roma, 10 luglio 2006 Arriva Bancoposta Office, il nuovo servizio di Poste Italiane pensato per soddisfare le esigenze dei quasi 5 milioni di soggetti con partita Iva, tra professionisti, piccole imprese, ditte individuali artigiani e commercianti. Bancoposta Office è la soluzione ideale per tutti i professionisti che, in linea con le indicazioni del recente decreto Bersani, hanno l´obbligo di mantenere uno o più conti correnti bancari o postali sui quali depositare le somme riscosse nell´esercizio dell´attività. Offerto al prezzo di lancio di 5 euro al mese fino al 31 dicembre 2007 (il costo standard è di 10 euro al mese), Bancoposta Office è una vera e propria piattaforma di servizi finanziari, conveniente nelle condizioni economiche, facile da usare e completa. Nel canone mensile di Bancoposta Office sono comprese tutte le funzioni classiche del conto corrente più l´accesso online al conto, la registrazione delle operazioni in numero illimitato, la domiciliazione delle utenze, l´invio degli estratti conto mensili, il rilascio del libretto degli assegni e la carta Postamat Office. Bancoposta Office dà la possibilità di accedere online al conto per gestire un gran numero di operazioni di pagamento e riscossioni. Da www. Poste. It, direttamente dal pc dell´ufficio, con la massima sicurezza, si può disporre la stampa di bollettini già premarcati o di bollettini bianchi personalizzati, acquisire la rendicontazione analitica delle operazioni effettuate con la carta Postamat Office e dei bollettini premarcati incassati. E´ possibile visualizzare sul computer anche l´immagine dei bollettini bianchi incassati e riscuotere le disposizioni di addebito, controllare saldi e movimenti di uno o più conti correnti, effettuare bonifici e postagiro online su conti correnti bancari o postali; pagare le bollette delle principali utenze ed emettere assegni postali vidimati. Sono abbinati a Bancoposta Office una serie di prodotti e servizi aggiuntivi come il Leasing Bancoposta, che permette di ottenere un finanziamento per acquistare un´autovettura, un veicolo commerciale, industriale e di ogni tipo di impianto, macchinario o attrezzatura funzionale all´attività, o Prestimpresa Bancoposta per ricevere il finanziamento necessario per la gestione e lo sviluppo dell´attività imprenditoriale o professionale. Inoltre, i correntisti Bancoposta Office che hanno bisogno di uno strumento di pagamento evoluto per la gestione della propria attività, possono richiedere le carte di credito Bancoposta American Express, nelle versioni Business e Oro Business. Professionisti, le piccole imprese, le ditte individuali, gli artigiani e i commercianti che sceglieranno Bancoposta Office avranno a propria disposizione, oltre alla rete di tutti i 14mila uffici postali, i 100 uffici Ptbusiness e le aree Ptbusiness e gli sportelli presenti in oltre mille uffici postali e un Call Center dedicato, al numero 800. 160. 000, disponibile per informazioni e consulenza dalle 8 alle 20:00 tutti i giorni dal lunedì al sabato. Per maggiori informazioni consultare www. Poste. It oppure chiamare il Call Center all´800. 160. 000. Condizioni Economiche: Spese di tenuta conto: 60 euro annui; Carta Postamat Office: gratuita; Tasso interesse lordo: 0,50%; Spese di apertura e chiusura: gratuite; Rilascio carnet assegni: gratuito; Spese invio estratto conto: gratuite; Giorni valuta versamento contanti: stesso gg; Giorni valuta versamento assegni bancari: 4 gg; Giorni valuta versamento assegni circolari: 2gg; Collegamento telematico (Bpiol): gratuito. .  
   
   
QUANDO LE PERSONALITÀ MILANESI VANNO IN SCENA SANGALLI, ERMOLLI, PENATI, PERINI, BASSETTI, OLIVARES ATTORI PER 1 GIORNO AL PICCOLO TEATRO STUDIO CON GIOELE DIX. APERTO A TUTTI E ALL’OTTAGONO DELLA GALLERIA MARATONA ORATORIA DI 12 ORE  
 
Milano, 10 luglio 2006 - Protagonista l’innovazione: la Camera di commercio dedica una giornata al tema oggi lunedì 10 luglio. Due le iniziative: la prima dello spettacolo “Meglio il nuovo oggi. Ovvero: quando l’innovazione fa spettacolo” e una maratona in Galleria Vittorio Emanuele. In occasione della giornata dell’Innovazione verrà presentato anche il “Rapporto Innovazione 2006”. "La Camera di commercio Milano – ha commentato Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano – dedica una giornata all’innovazione aperta ai milanesi, con uno spettacolo teatrale aperto a tutti e una maratona di interventi per tutta la giornata. Perché siamo convinti che sia un tema che riguarda tutti, non limitato alle imprese, anche se centrale nella competitività. Innovare significa un modo di essere, di pensare, di guardare al futuro. Una capacità creativa che di certo a Milano e ai milanesi non manca, su cui occorre puntare per una città che cresce. E che vorremmo valorizzare con un progetto importante come il palazzo dell’innovazione di 8000 metri quadri, uffici pubblici e privati e centri di assistenza in via Soderini. Un’iniziativa all’avanguardia anche nel panorama internazionale che è stata scelta anche a livello governativo come naturale sede per ospitare la nascente agenzia nazionale per l’innovazione”. Lo spettacolo teatrale. L’innovazione declinata attraverso personaggi ed intuizioni che hanno influenzato la storia dell’umanità. Vite e parole di scienziati, politici, scrittori, imprenditori, uomini e donne semplici in scena, oggi a Milano, per celebrare il genio dell’innovazione. Un viaggio attraverso epoche e storie di idee, per raccontare l’innovazione vissuta in ogni aspetto dell’esistenza, favorita dalla giovinezza o pagata con la vita, cercando comunque la libertà. Spunti, arricchiti da immagini e suoni, offerti ad un pubblico di imprenditori e cittadini per riflettere insieme sui temi dell’innovazione. Al Piccolo Teatro Studio in via Rivoli 6, lunedì 10 luglio, dalle ore 11, protagonisti della realtà milanese in scena accanto a Gioele Dix, come Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano, Filippo Penati, presidente della provincia di Milano, Bruno Ermolli, presidente di Promos Azienda speciale per l’internazionalizzazione della Camera di commercio di Milano, Piero Bassetti, presidente Globus et locus, Michele Perini, presidente di Fiera Milano Spa, Federica Olivares, fondatrice Edizioni Olivares. Prodotto dal Piccolo Teatro e con la regia di Serena Sinigaglia. Aperto al pubblico su prenotazione al numero di telefono 0272002297, fax 0272001900 o via e-mail (innovare@mi. Camcom. It) La maratona oratoria in Galleria. E a Milano l’innovazione non fa solo spettacolo ma diventa anche una maratona oratoria all’Ottagono. 12 ore di interventi su tematiche legate all’innovazione: medicina, urbanistica, sicurezza, musica e giochi, scienza e moda. Dalle 10. 00 alle 22. 00, con collegamenti in diretta dal Piccolo Teatro durante la rappresentazione teatrale dalle ore 11. 00 alle 13. 00 e dalle 19. 00 alle 21. 00. Questi gli argomenti: La nuova città: panorami di innovazione urbana per la Milano del terzo millennio, La società multietnica: approcci innovativi per una nuova coesione sociale, Verso un turismo intelligente nell´iPod generation, Gli scienziati di domani o menti curiose, Il restauro tecnologico: batteri all´attacco della Pietà Rondanini, Innovazione nell’agroalimentare: non solo Ogm, Le biotecnologie per la salute: le nuove frontiere per la cura del cancro – In collaborazione con Airc, Oggetti intelligenti: realtà o futuro?, Innovazione alla moda: i nuovi materiali nel settore tessile, Sicurezza: nuovi crimini e nuove tecniche investigative, Quando la tecnologia si piega al servizio dell’uomo: storie, successi, record, Musica a ritmo di innovazione tecnologica, I giochi del futuro tra realtà e immaginazione. La diretta tv. Le iniziative seguite e visibili sul canale interattivo della Camera di commercio www. Impresalive. Tv. .  
   
   
CASE: I PREZZI CONTINUANO A RALLENTARE COMPRARE A MILANO CASA COSTA IN MEDIA 4.300 EURO AL MQ E UN IMMOBILE ORA VALE QUASI IL DOPPIO RISPETTO A DIECI ANNI FA GLI AFFITTI SI STABILIZZANO A 204 EURO AL METRO AL QUADRO PER ANNO  
 
 Milano, 10 luglio 2006 - Il mercato immobiliare non cessa di crescere negli ultimi sei mesi, anche se con meno enfasi. I prezzi degli immobili aumentano del 1,2% nel primo semestre del 2006 (+3,0% in un anno, +92,6% in dieci anni). Comprare casa a Milano costa in media 4. 300 euro al mq e affittarla in media 204 euro al metro quadro per anno ma gli affitti crescono del 1,9% in sei mesi. Negli ultimi sei mesi è la zona Est a esser cresciuta di più, +2,2% (4. 021euro al metro quadro) con Piceno-indipendenza che registra l’aumento più forte della città +5,3% (5. 000 euro al metro quadro), seguita dal centro storico +1,9% che si conferma la zona più costosa (7. 578 euro al metro quadro). Il Nord rimane sotto la media con +0,6% (3. 583 euro al metro quadro): crescono Quarto Oggiaro e Greco +1,8% (2. 900 e 2. 850 euro al metro quadro) e Turro Precotto +1,7% (3. 050 euro al metro quadro) mentre Fulvio Testi-bicocca con –1,5% (3. 200 euro al metro quadro) rappresenta la zona con la crescita più bassa della città. Milano ovest chiude il semestre con il +1,1%. Quartiere Gallaratese Trenno registra l’aumento più alto della zona ed il secondo di tutta Milano + 4,8%. Ferma la zona Sud con + 0,1%: Bligny –Toscana cresce dello 0,7%, le rimanenti aree a sud ferme a 0%. Via della Spiga è la più costosa (11. 000 euro al mq) ma dove sono le zone più economiche? Salomone - Bonfadini con 2. 500 euro per metro quadro e Forlanini - Mecenate con 2. 700 euro. Ma è soprattutto la Milano della Moda (Nirone - S. Ambrogio, Conca del Naviglio - Porta Genova, Solferino - Corso Garibaldi, Cairoli – Cordusio, Diaz - Duomo – Scala, Vittorio Emanuele - S. Babila, Spiga – Montenapoleone, Venezia – Monforte) e quella delle grandi opere (Fiera – Monterosa, Fiera – Sempione, Agrippa – Abbiategrasso, Montecity Rogoredo, Repubblica - Porta Nuova) a crescere (+1,4%), ferma invece la Milano delle isole pedonali (Solferino - Corso Garibaldi, Conca del Naviglio - Porta Genova, Mercalli – Quadronno) +0,3%. Ma la provincia cresce velocemente in media +3,3% escludendo Milano città, Monza, Sesto e Cinisello con un prezzo medio di 1. 644 euro al metro quadro. Il castanese l’area che cresce di più +6,1%, seguono il sud Milano +5,9%, il Legnanese (+5%) e l’Abbiatense (+4%). Martesana Adda la zona più lenta +1,6%. Ed in linea con la tendenza provinciale la città di Monza segna un aumento doppio rispetto a Milano (+2,8%) rispetto a 1,2% del capoluogo milanese, arrivando a 2. 580 euro al metro quadro. Anche nei dodici mesi Monza risulta essere la più veloce +11,4% contro il +3% milanese, mentre Milano recupera sui dieci anni: +92,6% meneghino contro il 70,5% monzese. Sono questi alcuni dei dati che emergono dalla ventinovesima edizione della “Rilevazione dei prezzi degli immobili sulla piazza di Milano” sul primo semestre 2006 realizzata da Borsa Immobiliare, azienda speciale della Camera di commercio di Milano, in collaborazione con Fimaa Milano. "Il mercato immobiliare - ha commentato Antonio Pastore, presidente di Borsa Immobiliare, azienda speciale della Camera di commercio di Milano – tiene ma non corre. Crescono prevalentemente la città delle eccellenze: della moda, del centro storico, delle grandi opere, segno che la qualità è garanzia di crescita anche in un mercato come quello attuale che sta puntando all’equilibrio. Ma i dati ci suggeriscono anche che la provincia non è più un’area marginale e si propone oggi come elemento di sviluppo con un mercato immobiliare che sta crescendo a ritmi doppi rispetto quello del capoluogo”. “L’osservatorio – ha dichiarato Giorgio Viganò, presidente dell’Osservatorio permanente sul mercato immobiliare della Camera di commercio di Milano – rappresenta un’occasione per valutare il consuntivo e la situazione del mercato immobiliare. In pieno allineamento con le previsioni elaborate lo scorso anno il mercato oggi rallenta lentamente e punta ad allinearsi con il tasso di inflazione. Operazioni di trasparenza e di informazione come quella di oggi sono essenziali per accompagnare senza traumi la domanda e l’offerta di immobili al corretto punto di equilibrio”. “Il sistema immobiliare - ha osservato Domenico Storchi, presidente di F. I. M. A. A. Milano - deve interrogarsi e incontrarsi perché ciascuno per il suo ruolo e per la sua competenza può dare un contributo alla realizzazione di progetti in grado di dare qualità a prezzi compatibili con l´economia”. “La costituenda Provincia di Monza e Brianza con 14. 580 compravendite contro le 24. 689 di Milano città, si configura - sostiene Mauro Danielli - vice presidente di Borsa Immobiliare, azienda speciale della Camera di commercio di Milano - come secondo mercato più importante del milanese. La crescita dei valori immobiliari degli appartamenti è stata del 3,5% semestrale e del 6,7% annuale, contro 1,2% e 3% di Milano Il mercato degli uffici è sicuramente un mercato più tonico rispetto al resto della Provincia, segnando per Monza e Brianza un incremento dei prezzi del 3,8% contro 1,7% del territorio milanese provinciale, mentre per il mercato dei capannoni si registra un +3,5% per la nuova Brianza che è una crescita superiore alla media provinciale di +2,8%. Questi incrementi sono intressanti segnali di come stia proseguendo lo sviluppo economico immobiliare del territorio”. Tutti i dati della ricerca Mercato immobiliare in crescita: le case – Continuano a crescere i prezzi delle case: 4. 300 euro il prezzo medio, +1,4% rispetto ai 4. 249 euro del semestre luglio/dicembre 2005 e +3,1% rispetto al primo semestre 2006 (ed in cinque anni la crescita è stata del 51,8%). Piceno – Indipendenza + 5,3% (5. 000 al metro quadro), Quartiere Gallaretese – Trenno +4,8% (3. 250 al metro quadro), Salomone Bonfadini +4,2% (2. 500 euro al metro quadro), Diaz - Duomo – Scala +4,0% (7. 750 al metro quadro), Brera + 3,9% (7. 900 al metro quadro), Cairoli - Cordusio+ 3,8% (6. 750 al metro quadro), Forlanini – Mecenate +3,8% (2. 700 al metro quadro), Lambrate + 3,4% ( 3. 000 euro al metro quadro), Montecity Rogoredo +3,4% (3. 000 al metro quadro), Udine 3,1% (3. 300 al metro quadro) le zone che crescono di più. Fulvio Testi – Bicocca invece l’unica zona che diminuisce –1,5%, 30 le zone ferme a 0%,Venezia – Monforte, Mercalli – Quadronno, Leopardi - Boccaccio – Pagano, Parco Castello,conca del Naviglio - Porta Genova, Navigli – Cassala, Washington - Po – Vesuvio, Solari – Napoli, Buenos Aires – Vitruvio, Carbonari – Maggiolina, Sarpi – Procaccino, Argonne – Corsica, Gen. Govone – Cenisio, Selinunte – Rembrandt, Istria – Maciachini, Inganni - S. Cristoforo, Accursio, Barona – Famagosta, Teodosio – Vallazze, Ripamonti Vicentino, Agrippa – Abbiategrasso, Corvetto, Q. Re S. Ambrogio – Torretta, Pellegrino Rossi - Affori – Bruzzano, Cermenate Ortles, Musocco – Villapizzone, Riguarda, Padova – Palmanova, Ronchetto Lodovico il Moro, Gratosoglio – Missaglia. Gli affitti costa 204 euro al metro quadro per anno affittare casa a Milano un aumento del 1,9% in sei mesi. Aumentano soprattutto i monolocali (+1,8%, 337 euro al metro quadro per anno) ed i trilocali (+1,4%, 141 euro al metro quadro per anno). Più stabili gli affitti dei bilocali (+0,8% ,194 euro metri quadro per anno) e i quattro locali 1(+0%, 142 euro metri quadro per anno). Chi cresce di più…e chi meno La zona che è cresciuta di più nel secondo semestre del 2005 è la Zona Est (Tribunale, Indipendenza, porta Venezia) con il 2,2% (4,2% in un anno), segue il Centro con 1,9% (3,9% in un anno). Sotto la media cittadina l’aumento della Zona Ovest (Castello, Monterosa, Tripoli, Sempione, etc. ) +1,1% (+5,3% in un anno) e la Zona Nord (Quarto Oggiaro, Solferino, Lagosta, Carbonari), con il +0,6% (+1,1% in un anno) mentre la Zona Sud (Navigli, Porta Genova, viale Bligny, etc. ) +0,1% (+0,8% in un anno) registra l’incremento più basso. In sei mesi I più veloci. Nella Zona Nord il primato spetta a Quarto Oggiaro con il +1,8%. Nella zona est prima Piceno Indipendenza con il +5,3% e a Sud Bligny Toscana (+0,7%). A Ovest primo è Quartiere Gallaretese – Trenno + 4,8%. Nel Centro Storico cresce di più Duomo-diaz. -scala con il +4,0%. E i più lenti. A Nord Fulvio Testi – Bicocca diminuisce di 1,5%. A Est ferme a 0% Venezia Manforte, e Argonne Corsica. A Sud battuta d’arresto a 0% per tutta la zona tranne Bligny Toscana mentre a Ovest segnano + 0% Leopardi - Boccaccio – Pagano, Parco Castello, Washington - Po – Vesuvio, Inganni - S. Cristoforo, Selinunte – Rembrandt, Accursio. Nel centro Spiga- Montenapoleone fanalino di coda con + 0,5%. In un anno Su base annua. Nella zona Nord prime Buenos Aires – Vitruvio, Carbonari – Maggiolina con 3,9%. Nella Zona Est il primato spetta a Udine con +8,2% mentre a Sud la velocista è Cermenate Ortles +3,5%. Quartiere Gallaretese – Trenno con +10% vince a Sud e nel Centro Cairoli – Cordusio con +5,5%. I più lenti: a Nord Fulvio Testi – Bicocca con –1,5%, a Est Venezia Monforte e Argonne Corsica ferme a 0% mentre a Sud rimangono stabili con 0% Conca del Naviglio - Porta Genova, Mercalli – Quadronno, Navigli – Cassala, Corvetto, Gratosoglio – Missaglia, Ripamonti Vicentino, Q. Re S. Ambrogio – Torretta, Ronchetto Lodovico il Moro. A Nord Accursio chiude la coda con 0% mentre nel centro storico San Babila si ferma al 0,6%. E in cinque anni I velocisti sono stati, a Nord, Repubblica - Porta Nuova + 81,2%, a Est Martini Cuoco con +83,8%, a Sud Mercalli – Quadronno + 75,9%, a Ovest Baggio –Quinto Romano +78,9% ed in Centro Spiga Montenapoleone + 63,8%. Mentre il fanalino di coda, a Nord e nell’intero quinquennio milanese, risulta Pisani - Gioia - Baiamonti con + 28,1%. Cresciute meno anche, a Est, Salomone Bonfadini con +33, 0%, a Sud Q. Re Sant’ambrogio - Torretta con +33,3%, a Ovest Washington - Po – Vesuvio con + 37,1% e in Centro Augusto con +41,5%. Le case sono più convenienti? Le zone meno care in assoluto sono ad Est con Salomone - Bonfadini (2. 500 euro al mq) e Forlanini – Mecenate (2. 700 euro). A Nord l’area più economica risulta Greco (2. 850 euro). A Sud Gratosoglio – Missaglia (2. 800 euro). A Ovest Axum - Ospedale S. Carlo ( 3000 euro al metro quadro). La Milano tematica E’ la Milano della Moda (Nirone - S. Ambrogio, Conca del Naviglio - Porta Genova, Solferino - Corso Garibaldi, Cairoli – Cordusio, Diaz - Duomo – Scala, Vittorio Emanuele - S. Babila, Spiga – Montenapoleone, Venezia – Manforte) e quella delle grandi opere (Fiera – Monterosa, Fiera – Sempione, Agrippa – Abbiategrasso, Montecity Rogoredo, Repubblica - Porta Nuova) a crescere +1,4% con un prezzo medio rispettivamente di 7481 euro al metro quadro e di 4350 euro al metro quadro, ferma invece la Milano delle isole pedonali (Solferino - Corso Garibaldi,conca del Naviglio - Porta Genova, Mercalli – Quadronno) +0,3% con un prezzo medio di 5. 667 euro al metro quadro. In linea con la media cittadina la Milano della Fiera (Fiera-monterosa, Fiera-sempione, Repubblica – Porta Nuova) +1,3%, 5. 250 euro al metro quadro. Segue la Milano del verde (Parco Castello, Venezia Monforte, Quartiere Gallaratese – Trenno, Udine, Niguarda, Solari-napoli, Vetra –S. Vito, Forlanini – Mecenate, Caprilli, S. Siro) +1,1% in media 4. 500 euro al metro quadro, e dei divertimenti (Vetra - S. Vito, Solferino - Corso Garibaldi, Conca del Naviglio - Porta Genova, Brera, Navigli – Cassala, Mercalli – Quadronno) +1,1% con un prezzo medio di 5. 958 euro al metro quadro. Rallenta la città multietnica, Sarpi – Procaccino, Bovisa – Dergano, Istria – Maciachini, Buenos Aires – Vitruvio, +0,4% e un prezzo medio di 3. 488 euro al metro quadro. Ma in provincia si cresce di più: la provincia cresce velocemente in media +3,3% escludendo Milano città , Sesto e Cinisello con un prezzo medio di 1. 644 euro al metro quadro. Il castanese l’area che cresce di più +6,1% (in media 1. 208 euro al metro quadro), seguono il sud Milano +5,9% (1. 948 euro al metro quadro), il Legnanese +5,0% (1. 438 euro al metro quadro) e l’Abbiatense (in media 1. 724 euro al metro quadro). Allineati all’incremento provinciale Brianza (1. 612 euro al metro quadro) +3,5% e Nord Milano (1. 715 euro al metro quadro) +3,5%. Sotto la media Martesana-adda (1. 573 euro al metro quadro) +1,6%, Rhodense (1. 672 euro al metro quadro) +1,7%, Nord e Groane (1. 715 euro al metro quadro) +2,8%, Sud-est Milano (1. 516 euro al metro quadro) +3,0% e Magentino (1. 460 euro al metro quadro) +3,0%. E a Monza. Monza segna comunque un aumento doppio rispetto a Milano +2,8% rispetto a +1,2% del capoluogo milanese, arrivando a 2. 580 euro al metro quadro. Anche nei dodici mesi Monza risulta essere la più veloce +11,4% contro il +3%, mentre Milano recupera sui dieci anni +92,6% meneghino contro il 70,5% monzese. Mentre l’affitto diminuisce di 1,3% in 6 mesi e del 6,7% in un anno, passando da 77 euro al metro quadro annuo del primo semestre 2005 ai 71 euro odierni.
Fonte: Rilevazione dei prezzi degli immobili sulla piazza di Milano” sul primo semestre 2006 realizzata da Borsa Immobiliare, azienda speciale della Camera di commercio di Milano, in collaborazione con Fimaa Milano
Ii sem 05 I sem 06 6 mesi 1 anno 2 anni 5 anni 10 anni
Milano del Verde
Parco Castello 5. 850 5. 850 0,0% 3,5% 3,5% 39,8% 92,1%
Venezia - Monforte 8. 000 8. 000 0,0% 0,0% 10,3% 63,1% 142,1%
Quartiere Gallaretese - Trenno 3. 100 3. 250 4,8% 10,2% 20,4% 72,4% 133,0%
Udine 3. 200 3. 300 3,1% 8,2% 22,2% 65,8% 82,8%
Niguarda 2. 900 2. 900 0,0% 0,0% 0,0% 49,5% 62,9%
Solari - Napoli 4. 200 4. 200 0,0% 1,2% 9,1% 47,9% 98,1%
Vetra - S. Vito 6. 250 6. 300 0,8% 5,0% 12,5% 47,9% 100,0%
Forlanini - Mecenate 2. 600 2. 700 3,8% 8,0% 10,2% 45,2% 60,7%
Caprilli - S. Siro 3. 950 4. 000 1,3% 5,3% 12,7% 54,7% 90,9%
Milano del Verde 4. 450 4. 500 1,1% 3,8% 10,5% 53,1% 98,8%
Fiera
Fiera - Monterosa 4. 800 4. 850 1,0% 5,4% 10,2% 44,6% 93,6%
Fiera - Sempione 4. 250 4. 350 2,4% 7,4% 14,5% 50,5% 77,2%
Repubblica - Porta Nuova 6. 500 6. 550 0,8% 0,8% 0,8% 81,2% 146,2%
Città degli studi
Nirone - S. Ambrogio 7. 450 7. 550 1,3% 2,7% 9,4% 53,9% 116,6%
Augusto 6. 450 6. 500 0,8% 3,2% 12,1% 41,5% 93,5%
Bligny - Toscana 3. 650 3. 675 0,7% 2,1% 6,5% 43,6% 82,4%
Fulvio Testi - Bicocca 3. 250 3. 200 -1,5% -1,5% 6,7% 60,0% 76,8%
Pacini - Ponzio 3. 550 3. 650 2,8% 7,4% 17,7% 60,8% 81,1%
Barona - Famagosta 3. 150 3. 150 0,0% 1,6% 5,0% 54,4% 74,5%
Fulvio Testi - Cà Granda 3. 150 3. 200 1,6% 1,6% 6,7% 51,3% 76,8%
Città degli studi 4. 379 4. 418 0,9% 2,6% 9,5% 51,0% 89,7%
Moda
Nirone - S. Ambrogio 7. 450 7. 550 1,3% 2,7% 9,4% 53,9% 116,6%
Conca del Naviglio - Porta genova 4. 850 4. 850 0,0% 0,0% 19,8% 52,8% 121,0%
Solferino - Corso Garibaldi 5. 600 5. 650 0,9% 0,9% 7,6% 62,1% 112,4%
Cairoli - Cordusio 6. 500 6. 750 3,8% 5,5% 17,4% 52,9% 100,9%
Diaz - Duomo - Scala 7. 450 7. 750 4,0% 5,4% 13,1% 42,9% 87,4%
Vittorio Emanuele - S. Babila 8. 250 8. 300 0,6% 0,6% 8,5% 53,0% 100,7%
Spiga - Montenapoleone 10. 950 11. 000 0,5% 4,8% 12,8% 63,8% 130,4%
Venezia - Monforte 8. 000 8. 000 0,0% 0,0% 10,3% 63,1% 142,1%
Moda 7. 381 7. 481 1,4% 2,7% 12,0% 55,7% 113,4%
Divertimenti
Vetra - S. Vito 6. 250 6. 300 0,8% 5,0% 12,5% 47,9% 100,0%
Solferino - Corso Garibaldi 5. 600 5. 650 0,9% 0,9% 7,6% 62,1% 112,4%
Conca del Naviglio - Porta genova 4. 850 4. 850 0,0% 0,0% 19,8% 52,8% 121,0%
Brera 7. 600 7. 900 3,9% 5,3% 10,5% 54,6% 126,7%
Navigli - Cassala 4. 550 4. 550 0,0% 0,0% 1,1% 69,5% 141,4%
Mercalli - Quadronno 6. 500 6. 500 0,0% 0,0% 8,3% 75,9% 124,9%
Divertimenti 5. 892 5. 958 1,1% 2,1% 9,8% 59,5% 119,8%
Multietnica
Sarpi - Procaccini 3. 650 3. 650 0,0% 0,0% 2,8% 40,1% 85,8%
Bovisa - Dergano 3. 050 3. 100 1,6% 1,6% 17,0% 64,5% 84,5%
Istria - Maciachini 3. 200 3. 200 0,0% 0,0% 8,5% 41,0% 69,8%
Buenos Aires - Vitruvio 4. 000 4. 000 0,0% 3,9% 5,3% 44,7% 72,0%
Multietnica 3. 475 3. 488 0,4% 1,5% 7,7% 46,5% 77,6%
Isole Pedonali
Solferino - Corso Garibaldi 5. 600 5. 650 0,9% 0,9% 7,6% 62,1% 112,4%
Conca del Naviglio - Porta genova 4. 850 4. 850 0,0% 0,0% 19,8% 52,8% 121,0%
Mercalli - Quadronno 6. 500 6. 500 0,0% 0,0% 8,3% 75,9% 124,9%
Isole Pedonali 5. 650 5. 667 0,3% 0,3% 11,1% 64,2% 119,5%
Grandi Opere
Fiera - Monterosa 4. 800 4. 850 1,0% 5,4% 10,2% 44,6% 93,6%
Fiera - Sempione 4. 250 4. 350 2,4% 7,4% 14,5% 50,5% 77,2%
Agrippa - Abbiategrasso 3. 000 3. 000 0,0% 3,4% 13,2% 51,1% 70,9%
Montecity Rogoredo 2. 900 3. 000 3,4% 3,4% 22,4% 59,6% 78,6%
Repubblica - Porta Nuova 6. 500 6. 550 0,8% 0,8% 0,8% 81,2% 146,2%
Grandi Opere 4. 290 4. 350 1,4% 3,8% 9,8% 58,5% 96,7%
Fonte: Rilevazione dei prezzi degli immobili sulla piazza di Milano” sul primo semestre 2006 realizzata da Borsa Immobiliare, azienda speciale della Camera di commercio di Milano, in collaborazione con Fimaa Milano
Ii sem 05 I sem 06 6 mesi 1 anno 2 anni 5 anni 10 anni
Zona media media
Augusto 6. 450 6. 500 0,8% 3,2% 12,1% 41,5% 93,5%
Brera 7. 600 7. 900 3,9% 5,3% 10,5% 54,6% 126,7%
Cairoli - Cordusio 6. 500 6. 750 3,8% 5,5% 17,4% 52,9% 100,9%
Diaz - Duomo - Scala 7. 450 7. 750 4,0% 5,4% 13,1% 42,9% 87,4%
Missori - S. Sofia 6. 050 6. 150 1,7% 2,5% 9,8% 44,4% 98,4%
Nirone - S. Ambrogio 7. 450 7. 550 1,3% 2,7% 9,4% 53,9% 116,6%
Spiga - Montenapoleone 10. 950 11. 000 0,5% 4,8% 12,8% 63,8% 130,4%
Vetra - S. Vito 6. 250 6. 300 0,8% 5,0% 12,5% 47,9% 100,0%
Vittorio Emanuele - S. Babila 8. 250 8. 300 0,6% 0,6% 8,5% 53,0% 100,7%
centro 7. 439 7. 578 1,9% 3,9% 11,7% 51,2% 106,8%
Ii sem 05 I sem 06 6 mesi 1 anno 2 anni 5 anni 10 anni
Tribunale - 5 Giornate 5. 850 6. 000 2,6% 4,3% 14,3% 58,1% 130,3%
Venezia - Monforte 8. 000 8. 000 0,0% 0,0% 10,3% 63,1% 142,1%
Abruzzi - Romagna 4. 000 4. 050 1,3% 3,8% 15,7% 52,3% 84,5%
Libia - Cirene 4. 750 4. 850 2,1% 5,4% 9,0% 44,6% 113,7%
Piceno - Indipendenza 4. 750 5. 000 5,3% 5,3% 12,4% 43,5% 115,1%
Lambrate 2. 900 3. 000 3,4% 5,3% 13,2% 50,8% 70,9%
Pacini - Ponzio 3. 550 3. 650 2,8% 7,4% 17,7% 60,8% 81,1%
Teodosio - Vallazze 3. 100 3. 100 0,0% 3,3% 10,7% 55,8% 61,9%
Udine 3. 200 3. 300 3,1% 8,2% 22,2% 65,8% 82,8%
Argonne - Corsica 3. 400 3. 400 0,0% 0,0% 9,7% 51,4% 75,3%
Forlanini - Mecenate 2. 600 2. 700 3,8% 8,0% 10,2% 45,2% 60,7%
Martini - Cuoco 3. 700 3. 750 1,4% 5,6% 19,0% 83,8% 110,7%
Montecity Rogoredo 2. 900 3. 000 3,4% 3,4% 22,4% 59,6% 78,6%
Salomone Bonfadini 2. 400 2. 500 4,2% 4,2% 11,1% 33,0% 48,8%
Est 3. 936 4. 021 2,2% 4,2% 13,6% 54,9% 94,5%
Ii sem 05 I sem 06 6 mesi 1 anno 2 anni 5 anni 10 anni
Repubblica - Porta Nuova 6. 500 6. 550 0,8% 0,8% 0,8% 81,2% 146,2%
Solferino - Corso Garibaldi 5. 600 5. 650 0,9% 0,9% 7,6% 62,1% 112,4%
Buenos Aires - Vitruvio 4. 000 4. 000 0,0% 3,9% 5,3% 44,7% 72,0%
Carbonari - Maggiolina 4. 000 4. 000 0,0% 3,9% 14,3% 40,8% 68,4%
Gen. Govone - Cenisio 3. 300 3. 300 0,0% 0,0% 3,1% 45,4% 59,8%
Lagosta - Staz. Garibaldi 3. 700 3. 750 1,4% 1,4% 17,2% 54,6% 91,3%
Sarpi - Procaccini 3. 650 3. 650 0,0% 0,0% 2,8% 40,1% 85,8%
Pisani Gioia Baiamonti 4. 350 4. 400 1,1% 1,1% 2,3% 28,1% 62,4%
Bovisa - Dergano 3. 050 3. 100 1,6% 1,6% 17,0% 64,5% 84,5%
Musocco - Villapizzone 2. 900 2. 900 0,0% 0,0% 0,0% 51,8% 77,9%
Pellegrino Rossi - Affori - Bruzzano 2. 950 2. 950 0,0% 0,0% 7,3% 54,5% 63,0%
Quarto Oggiaro 2. 850 2. 900 1,8% 1,8% 11,5% 60,7% 111,7%
Brianza - Pasteur 3. 150 3. 200 1,6% 1,6% 4,9% 41,0% 55,0%
Fulvio Testi - Bicocca 3. 250 3. 200 -1,5% -1,5% 6,7% 60,0% 76,8%
Fulvio Testi - Cà Granda 3. 150 3. 200 1,6% 1,6% 6,7% 51,3% 76,8%
Greco 2. 800 2. 850 1,8% 1,8% 7,5% 43,2% 60,1%
Istria - Maciachini 3. 200 3. 200 0,0% 0,0% 8,5% 41,0% 69,8%
Niguarda 2. 900 2. 900 0,0% 0,0% 0,0% 49,5% 62,9%
Padova - Palmanova 2. 900 2. 900 0,0% 0,0% 0,0% 35,5% 60,2%
Turro Precotto 3. 000 3. 050 1,7% 1,7% 5,2% 59,7% 61,8%
Nord 3. 560 3. 583 0,6% 1,1% 6,1% 50,6% 79,0%
Ii sem 05 I sem 06 6 mesi 1 anno 2 anni 5 anni 10 anni
Leopardi - Boccaccio - Pagano 6. 250 6. 250 0,0% 4,2% 4,2% 48,5% 110,4%
Parco Castello 5. 850 5. 850 0,0% 3,5% 3,5% 39,8% 92,1%
S. Vittore 5. 100 5. 200 2,0% 6,1% 6,1% 45,9% 86,7%
Fiera - Monterosa 4. 800 4. 850 1,0% 5,4% 10,2% 44,6% 93,6%
Fiera - Sempione 4. 250 4. 350 2,4% 7,4% 14,5% 50,5% 77,2%
Washington - Po - Vesuvio 4. 250 4. 250 0,0% 4,9% 6,3% 37,1% 76,7%
Axum - Ospedale S. Carlo 2. 950 3. 000 1,7% 5,3% 15,4% 32,2% 96,7%
Bande Nere - Giambellino 3. 500 3. 600 2,9% 7,5% 14,3% 70,2% 83,7%
Inganni - S. Cristoforo 3. 150 3. 150 0,0% 3,3% 6,8% 38,8% 79,0%
Selinunte - Rembrandt 3. 250 3. 250 0,0% 4,8% 10,2% 67,5% 82,6%
Accursio 3. 150 3. 150 0,0% 1,6% 12,5% 56,3% 93,3%
Baggio - Quinto Romano 3. 000 3. 050 1,7% 7,0% 19,6% 78,9% 114,8%
Caprilli - S. Siro 3. 950 4. 000 1,3% 5,3% 12,7% 54,7% 90,9%
Quartiere Gallaretese - Trenno 3. 100 3. 250 4,8% 10,2% 20,4% 72,4% 133,0%
Ovest 4. 039 4. 086 1,1% 5,3% 10,0% 50,2% 92,4%
Ii sem 05 I sem 06 6 mesi 1 anno 2 anni 5 anni 10 anni
Conca del Naviglio - Porta Genova 4. 850 4. 850 0,0% 0,0% 19,8% 52,8% 121,0%
Mercalli - Quadronno 6. 500 6. 500 0,0% 0,0% 8,3% 75,9% 124,9%
Bligny - Toscana 3. 650 3. 675 0,7% 2,1% 6,5% 43,6% 82,4%
 
   
   
DA SETTEMBRE NUOVE OPPORTUNITÀ IN CINA PER IMPRENDITORI E GIOVANI DESIGNER MILANESI GRAZIE AD UN’INIZIATIVA DI PROVINCIA DI MILANO E BIC LA FUCINA  
 
Milano, 10 luglio 2006 - Creativi e designer milanesi che vogliono avviare collaborazioni e partnership con imprese cinesi del distretto di Shangai possono contare su “Creative industries: Milan to China” un’iniziativa della Provincia di Milano e del centro servizi alle imprese Bic La Fucina presentata martedì scorso presso Palazzo Isimbardi. Dopo un preliminare studio di fattibilità sul settore del design milanese i promotori, in collaborazione con l’Istituto Europeo di Design (Ied), avvieranno un progetto per supportare l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese, con l’obiettivo di promuovere sul mercato asiatico il settore creativo milanese, una delle eccellenze del nostro territorio, e valorizzare i prodotti italiani, la capacità progettuale e la cultura estetica che stanno alla base di ogni oggetto di design lombardo. “Le aziende cinesi si stanno interessando moltissimo al mercato italiano. – ha affermato Liu Kai, Console Commerciale della Repubblica Popolare di Cina - Il loro interesse non nasce dalla necessità di copiare i prodotti made in Italy e riprodurli a basso costo per il mercato nazionale, ma dalla volontà di acquisire know how, sviluppare nuove tecnologie orientate verso la qualità dei prodotti e dei processi produttivi. ” Su questo concordano anche Giorgio Monaci, Direttore del Settore Attività economiche e Innovazione della Provincia di Milano, e Raffaele Morreale, responsabile del progetto Cina per lo Ied, una delle più famose scuole di design che ogni anno conta tra i suoi iscritti numerosissimi studenti asiatici. Di fronte a creativi, imprenditori, consulenti e giornalisti italiani e cinesi, Fabio Terragni, Amministratore Delegato Bic La Fucina, ha presentato le opportunità e le prospettive future delle imprese lombarde che guardano con crescente interesse al mercato cinese. “Le piccole medie imprese che caratterizzano il tessuto produttivo locale – ha dichiarato il manager milanese – grazie alla loro capacità di generare e rigenerare talento e creatività hanno tutti i numeri per poter penetrare con successo i mercati emergenti, incluso quello cinese. Con gli strumenti messi in campo dalla Provincia e con il supporto di La Fucina sarà per loro più facile avviare un dialogo con la Cina”. “Creative industries: Milan to China” si rivolge ai più meritevoli imprenditori e ai più promettenti designer milanesi. Dopo un’accurata selezione i primi saranno accompagnati in un percorso di avvicinamento alle più interessanti realtà imprenditoriali di Shangai, attraverso servizi di orientamento, seminari e incontri volti ad approfondire le esigenze di uno dei più grandi mercati mondiali. I secondi avranno l’opportunità di effettuare stage in aziende di Shangai, al fine di conoscere la cultura, il gusto e le effettive necessità locali e progettare oggetti belli e funzionali. Grazie ad un concorso i giovani creativi potranno esporre i loro progetti insieme ai più noti nomi del design milanese in occasione della tappa cinese della mostra itinerante Milanomadeindesign (www. Milanomadeindesign. Com), che dopo New York e altre città americane si sposterà in Asia per promuovere le imprese, i creativi e il territorio milanese. Provincia di Milano e Bic La Fucina da anni collaborano per sostenere efficacemente la crescita e lo sviluppo delle piccole medie imprese a livello nazionale e internazionale, verso regioni di eccellenza tecnologica quali Europa, America (Stati Uniti e Canada), Asia (India e Cina). Tra le iniziative dedicate al settore creativo La Fucina, in collaborazione con la Provincia, ha avviato il portale delle imprese creative dell’area milanese (www. Impresecreative. It). In questa comunità virtuale gli imprenditori si confrontano e hanno l’occasione di avviare vivaci collaborazioni per produrre nuova creatività. .  
   
   
CNA, COLDIRETTI, CONFESERCENTI, FEDERLAZIO PRESENTANO L’OSSERVATORIO ANTONIO NORI SULL’ATTIVITA’ DELLA REGIONE LAZIO  
 
Roma, 10 luglio 2006 - Oggi, presso l’Enoteca regionale Palatium, Cna, Coldiretti, Confesercenti e Federlazio hanno presentato i risultati dell’ ”Osservatorio Antonio Nori sull’azione del Governo regionale”, relativi ai primi dodici mesi di attività. Presenti all’incontro il Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, Franco Cervini (Direttore Cna Lazio), Massimo Gargano (Presidente Coldiretti Lazio), Giancarlo Petruccioli (Presidente Confesercenti Lazio), Massimo Tabacchiera (Presidente Federlazio). All’incontro erano presenti, tra gli altri, anche il Vicesindaco di Roma Mariapia Garavaglia, l’Assessore allo Sviluppo Economico e Attività Produttive della Provincia di Roma Bruno Manzi, l’Assessore all´Agricoltura della Regione Lazio Daniela Valentini, il Capogruppo della Margherita alla Regione Lazio Mario Di Carlo. La relazione è stata presentata da Massimo Tabacchiera, presidente di turno dell’Osservatorio. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di monitorare con attenzione le politiche aventi una rilevanza diretta e indiretta per le Pmi messe in campo dalla Regione Lazio. Decisione comune delle quattro Associazioni è stata quella di intitolare l’Osservatorio ad Antonio Nori, compianto presidente della Confesercenti di Roma scomparso lo scorso anno, che di questa collaborazione tra le Associazioni delle Pmi è stato uno dei protagonisti. La valutazione che le Associazioni esprimono su questo primo anno di attività è una valutazione in progress. I mesi che conseguono all’insediamento di una nuova Amministrazione risentono sempre di una certa forza d’inerzia, che rallenta il riavvio di una macchina così complessa come la Regione. I nuovi Amministratori, del resto, hanno bisogno di tempo per comprendere meglio alcuni meccanismi e creare le condizioni per la realizzazione del programma. Ciò nonostante resta la sensazione che gli atti emanati siano ancora poco strutturati, come se non si riuscisse ad inquadrarli dentro un disegno organico di sviluppo. Il che fa dire che gli interventi più importanti di questo anno sono quelli che la Giunta deve ancora attuare piuttosto che quelli già attuati. Cna, Coldiretti, Confesercenti e Federlazio ritengono che vi sia oggi la necessità per la Regione di far convivere la Grande Strategia con l’ordinaria amministrazione. Il sistema imprenditoriale nel suo insieme avverte in questo senso un certo squilibrio tra ciò che viene proclamato dalla Giunta, che allude ad una stagione di grandi rinnovamenti e di nuovi disegni strategici, e la difficoltà di far marciare il quotidiano, l’attività amministrativa spicciola. La quale non è meno importante di quella strategica, perché è proprio quella che deve dare risposte immediate alle imprese, affinché esse continuino ad essere operative e possibilmente competitive sul mercato. Vi sono alcune grandi questioni sul tappeto che richiedono di essere affrontate subito, per poi poter mettere mano appena un attimo dopo alle altre emergenze. Oltre alla copertura del deficit sanitario, cui si sta provvedendo con il Piano di rientro e la predisposizione del Dpefr, è indispensabile mettere mano: 1) al riassetto delle società regionali; 2) all’apertura dei cantieri per ammodernare l’assetto infrastrutturale; 3) al piano energetico e al piano dei rifiuti; 4) alle problematiche del credito e dei fondi di garanzia, a solo 180 giorni dall’entrata in vigore degli accordi di Basilea. Su queste direttrici di marcia Cna, Coldiretti, Confesercenti e Federlazio non faranno mancare il proprio apporto alla Giunta per consentirle di raggiungere quegli obiettivi che tutti auspicano. Lo faranno con le proprie strutture, le idee e gli uomini, senza rinunciare ad essere critici tutte le volte che lo riterranno utile per le imprese che esse rappresentano e per il sistema economico locale nel suo insieme. .  
   
   
SIGLATO A ROMA L’ACCORDO TRA REGIONE AUTONOMA VALLE D’AOSTA E FINMECCANICA  
 
Aosta, 10 luglio 2006 – Si è ufficialmente concretizzato il 5 luglio, a Roma, l’accordo di collaborazione tra la Regione Autonoma Valle d’Aosta e Finmeccanica, il primo gruppo industriale per volumi di investimento nel settore dell’alta tecnologia in Italia. Presso la sede romana del gruppo industriale, il presidente della Regione, on. Luciano Caveri ed il presidente e amministratore delegato di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini, hanno posto la firma su un accordo che vedrà le due realtà sviluppare importanti sinergie nei settori delle telecomunicazioni, del monitoraggio del territorio, della sicurezza in montagna e della Protezione Civile. “Per la nostra Regione – ha detto il Presidente Caveri – si tratta di una partnership di grande prestigio con una realtà leader nel suo settore. Il patrimonio di conoscenze e competenze di Finmeccanica potrà sicuramente rappresentare un significativo slancio per il potenziamento di alcuni ambiti di grande importanza per lo sviluppo economico e sociale della Regione. Questa collaborazione ci permetterà di incrementare, già in tempi brevi, un percorso finalizzato al miglioramento di sistemi tecnologici, di piattaforme applicative e di elementi innovativi in materia di sicurezza civile”. “Grazie all’impegno di tutti e soprattutto di un amico comune, l’ingegnere Fulvio Marcoz, che per Finmeccanica ha avuto il compito di seguire i dettagli della collaborazione – ha aggiunto il Presidente Guarguaglini – siamo giunti nel giro di poche settimane alla sigla di questo accordo. Si tratta sicuramente di un ottimo punto di partenza che sono certo porterà a traguardi importanti. Gli argomenti su cui lavorare sono particolarmente interessanti e credo che l’esperienza maturata da Finmeccanica, insieme alla capacità operativa della Regione Valle d’Aosta ci permetteranno di giungere ad ottimi risultati ”. . .  
   
   
ACCORDO ASTER-POLITECNICO DI MILANO  
 
Bologna, 10 luglio 2006 - L’assessore Campagnoli ha presieduto oggi a Piacenza la firma di un accordo di collaborazione tra la Fondazione Politecnico di Milano, struttura di eccellenza nella diffusione dei risultati della ricerca avanzata, e Aster Scienza Tecnologia Impresa, consorzio tra Regione Emilia-romagna, Università, Enti di Ricerca e Imprese per lo sviluppo di servizi e progetti comuni di interesse regionale atti a promuovere la ricerca industriale, il trasferimento tecnologico e l´innovazione del tessuto produttivo dell´Emilia-romagna. La firma è intervenuta in occasione della inaugurazione del Musp, uno dei laboratori della Rete Alta Tecnologia Regionale realizzato a Piacenza con un consorzio tra Politecnico di Milano, le più significative imprese delle macchine utensili presenti in particolare a Piacenza e l’Associazione nazionale della industria delle macchine utensili. “Questa convenzione – ha annunciato Campagnoli - anticipa l’accordo per la ricerca e l’innovazione già concluso, e che sarà sottoscritto a breve tra Regione Emilia-romagna, Regione Lombardia e Regione Piemonte. Vogliamo infatti rappresentare e valorizzare insieme le scelte che abbiamo fatto in tutte e tre queste Regioni di creare una rete di laboratori e centri per la ricerca industriale che, pensiamo possa essere un contributo e un modello per perseguire un nuovo progetto di strutture per la ricerca sul piano nazionale. L’impegno e la collaborazione del Politecnico di Milano sarà una risorsa non solo per il territorio piacentino ma anche per l’intero sistema produttivo e per le esperienze di ricerca della nostra Regione. ” Alla firma dell’accordo sottoscritto da Gabriele Falciasecca, Presidente di Aster Scienza Tecnologia Impresa, e da Giampio Bracchi, Presidente di Fondazione Politecnico di Milano, sono intervenuti anche Giulio Ballio, Rettore del Politecnico di Milano; Roberto Reggi, Sindaco di Piacenza, Gian Luigi Boiardi, Presidente Provincia di Piacenza, Giuseppe Parenti, Presidente della Camera di Commercio di Piacenza e Consigliere Aster. “L’accordo firmato oggi è frutto di una collaborazione da tempo avviata tra Fondazione Politecnico di Milano, centri di ricerca, aziende ed istituzioni che operano nella Regione Emilia Romagna e rappresenta un impegno ad estendere relazioni particolarmente significative. Mettere in rete conoscenze e competenze operanti in un ateneo di eccellenza come il Politecnico di Milano ed il sistema di relazioni industriali ed economiche maturato dalla Fondazione con una realtà come Aster consente di sviluppare ulteriori sinergie con risultati positivi per l’intero contesto economico produttivo, nel momento in cui è particolarmente sentita l’esigenza che il nostro paese faccia sistema per affrontare in modo competitivo la sfida dei mercati interni e dell’internazionalizzazione”, ha commentato Giampio Bracchi, Presidente di Fondazione Politecnico di Milano. “In questo momento così delicato per la vita del nostro Paese è necessario che le realtà più vivaci facciano sistema sia per migliorare la propria efficienza, sia per offrire un punto di riferimento chiaro e qualificato alle aree nazionali meno attrezzate. In questo senso l’accordo firmato oggi ci consentirà di sviluppare azioni comuni più incisive e di affrontare più serenamente le sfide internazionali. L’intesa rappresenta anche un consolidamento e una razionalizzazione della presenza di Aster nella regione ed in tal senso è significativo che la firma sia apposta proprio a Piacenza, provincia nella quale il Politecnico e la Regione Emilia-romagna partecipano alla gestione dei Laboratori Musp ed Ecate – Leap, coordinati da Aster nell’ambito della Rete Alta Tecnologia dell’Emilia-romagna” ha commentato Gabriele Falciasecca, Presidente di Aster. .  
   
   
DALLA SPAGNA PER STUDIARE LA ROMAGNA  
 
 Bologna, 10 luglio 2006 - La Romagna, studiata, visitata, approfondita, presa come esempio, da una delegazione spagnola, proveniente dalla Provincia di Almeria (Andalusia). La delegazione composta da imprenditori, rappresentanti istituzionali, titolari di aziende agricole locali incontrerà aziende e istituzioni del territorio della Provincia di Forlì-cesena. Una missione, organizzata dal Gal L’altra Romagna con il sostegno dell¹Assessorato alle Politiche Agricole della Provincia di Forlì-cesena e della Camera di Commercio di Forlì-cesena, che ha l¹obiettivo di dare vita a possibili scambi di carattere commerciale e imprenditoriale con la Provincia del sud della Spagna. In questi 5 giorni (da mercoledì 5 luglio a domenica 9 luglio) la delegazione ha cercato di approfondire la conoscenza dei modelli economici (cooperazione, imprenditoria, risorse del territorio, turismo, ecc. ) che hanno permesso lo sviluppo del territorio romagnolo, fino a 40 anni fa terra di emigranti, nell’attuale modello di eccellenza a livello europeo. Ma anche di conoscere l’evoluzione delle aziende del territorio e la loro capacità di commercializzare la propria produzione, scoprire le eccellenze del territorio, le aziende leader, i prodotti, le ricchezze. E ancora, comprendere al meglio le strategie impostate dal Gal L’altra Romagna nell’ideazione ed attuazione di progetti innovativi per lo sviluppo e la promozione del territorio e delle sue risorse partendo dalla considerazione che non si vende solo il prodotto ma anche il territorio, con la creazione di una marca ed un’immagine di qualità. In concreto il programma, organizzato anche con il supporto di Confindustria Forlì-cesena prevedeva: La giornata di mercoledì 5 luglio è iniziata nel primo pomeriggio con la visita al Cantiere del Pardo terzo gruppo europeo di costruttori di barche a vela, proseguiva poi con l’incontro con la Camera di Commercio di Forlì-cesena, nella persona del Segretario Generale Dr. Antonio Nannini che ha illustrato le potenzialità economiche del territorio. In serata incontro con il responsabile commerciale di Theo Company azienda fornitrice di servizi internet per Gal L¹altra Romagna ed Imprese del settore agroalimentare. Si è conclusa con una riunione con l’Assessore alle politiche agro-alimentari della Provincia di Forlì-cesena Gian Luca Bagnara. Nella giornata di giovedì 6 luglio una visita alla Cafar-gruppo Martini di Gatteo, settore avicolo, e nel pomeriggio una tappa agli stabilimenti di Babbi e poi a Roncofreddo per osservare le fosse di tufo da cui si produce il formaggio di fossa. In serata incontro con il direttore Gal L’altra Romagna Pier Lorenzo Rossi. La giornata di venerdì 7 luglio parte subito alla mattina con una visita ad Olitalia azienda leader nella lavorazione e nel confezionamento degli oli alimentari, con sede a Forlì, e alla cooperativa agricola di Brisighella, per assaggiare l¹olio dop extravergine di oliva. Nel pomeriggio, visita ad Aprofruit e al Parco Scientifico tecnologico Centuria Rit. In serata ci si sposterà a Rimini per seguire l¹evento "Passaggi di Vino", iniziativa che si inserisce nell´ambito del Progetto Leader "Valorizzazione del vino e della vite". Sabato 8 luglio sarà dedicato a conoscere alcune tipicità enogastronomiche (degustazione dei vini Fattoria Ca¹ Rossa) e alle bellezze del territorio (il centro storico di Bertinoro, il Castello di Villa Verucchio e il centro di Riccione). Incontro con Guido Forcellini Direttore Unione Costa. .  
   
   
BOLZANO, CDA DEL NUOVO (TECHNO INNOVATION SOUTHTYROL) TIS: INNOVAZIONE PARTENDO DAI SETTORI DI PUNTA  
 
 Bolzano, 10 luglio 2006 - Economia - Investire in innovazione partendo da quei settori che in Alto Adige possiedono un naturale punto di forza: lo hanno ribadito il presidente della Provincia Luis Durnwalder e l´assessora Luisa Gnecchi partecipanto ai lavori del Consiglio di amministrazione del neonato Tis (Techno Innovation Southtyrol). Dal Presidente anche una valutazione positiva all´ingresso del Comune di Bolzano. Il tema dell’innovazione è stato al centro di un intenso confronto all´interno del Consiglio di amministrazione del Tis, tenutosi a Bolzano con gli interventi del presidente Luis Durnwalder e dell´assessora provinciale all´Innovazione Luisa Gnecchi. Come è noto, dopo la recente trasformazione da Bic in Tis, il management del Tis ha assunto nuovi compiti finalizzati al sostegno delle imprese dell’Alto Adige. Non più solo il sostegno alle imprese in fase di start up, ma anche trasferimento di conoscenze tecnologiche e creazione di cluster fra imprese di settori significativi per il territorio, come quello del legno, dell’edilizia e dell’informatica. Il presidente Durnwalder ha rilevato la necessità per l’Alto Adige di invertire la tendenza di esportare laureati e ricercatori creando posti di lavoro locali qualificati e con prospettive sicure e motivanti. "Per ottenere questo risultato - ha detto - bisogna investire in innovazione partendo da quei settori che in Alto Adige possiedono un naturale punto di forza, come l’agricoltura, in particolare le produzioni biologiche e le tecnologie per la conservazione della frutta, o il turismo e l’energia rinnovabile, per i quali esistono competenze ed eccellenze all’interno delle imprese locali. " Luisa Gnecchi ha ricordato che "l’Assessorato all’innovazione, ricerca e sviluppo e alle cooperative persegue una strategia chiara, rivolta ad aiutare le imprese con finanziamenti diretti attraverso la Legge provinciale nr. 4/97, o indiretti mediante servizi all’innovazione offerti al Tis. " Nel corso del dibattito sono stati discussi i temi dell’innovazione nelle imprese locali, dei servizi erogati dal Tis, in particolare dei cluster che rafforzano la competitività delle imprese, e del progetto “Casa dell’energia” che potrebbe offrire visibilità e sostegno alle imprese locali impegnate nella produzione di energia rinnovabile. Il direttore della Ripartizione provinciale Innovazione, ricerca e sviluppo Maurizio Bergamini illustrato le nuove possibilità offerte dalla legge sulla ricerca e innovazione. L’incontro, svoltosi in un clima di cordialità ha consentito ai membri del Cda del Tis di scambiare le proprie idee sul futuro sviluppo della ricerca e dell’innovazione in Alto Adige e di poterle confrontare con il Presidente della Provincia. E’ stato anche affrontato il tema dell’adesione al Tis del Comune di Bolzano, che alcuni mesi fa ha approvato la propria partecipazione con una quota di 125mila €. Il presidente Durnwalder si è detto favorevole a cedere una parte delle quote della Provincia al Comune di Bolzano al fine di consentire un equilibrio corretto fra pubblico e privato. Il Tis, come noto, è costituito da imprese, associazioni datoriali, camera di commercio, banche e Provincia. Il Comune di Bolzano rappresenta in tal modo l’anello di congiunzione fra i piani di innovazione portati avanti dal Tis e il piano strategico comunale. . .  
   
   
LA REGIONE PIEMONTE APPROVA LA DIRETTIVA FINALIZZATA ALL´OCCUPAZIONE AZIONI FORMATIVE PER CASSAINTEGRATI E LAVORATORI ISCRITTI ALLE LISTE DI MOBILITA´  
 
 Torino, 10 luglio 2006 - La Giunta Regionale, su proposta dell’assessore all’Istruzione e Formazione professionale Giovanna Pentenero, ha approvato, d’intesa con le parti sociali e le province piemontesi, la “Direttiva finalizzata all’occupazione”. Il documento disciplina la realizzazione di attività formative finalizzate all’occupazione di lavoratori posti in cassa integrazione guadagni straordinaria o di persone iscritte alle liste di mobilità. L’obbiettivo è quello di aggiornare e accrescere le loro competenze nonché di sostenere le imprese per svilupparne la competitività, nel rispetto della normativa comunitaria in materia di aiuti di stato e di aiuto di stato all’occupazione. Questo strumento consentirà l’avvio di specifiche misure volte al sostegno delle situazioni di crisi aziendali, finalizzate alla ricollocazione dei lavoratori coinvolti in processi di espulsione del mercato del lavoro. Nell’ottica di una piena valorizzazione delle esigenze e delle peculiarità dei territori, insieme alle Province piemontesi, si è stabilito che le attività di valutazione di ammissibilità delle domande e dei corsi, di gestione delle procedure amministrative, di monitoraggio e controllo delle azioni formative siano svolte dalle province stesse. Sulla base delle indicazioni del Bando regionale, ciascuna Provincia provvederà ad assicurare lo svolgimento delle fasi operative connesse alla realizzazione delle azioni previste, nel rispetto degli indirizzi e delle modalità indicate, nei limiti delle relative disponibilità finanziarie. Le tipologie di azioni realizzabili dalla Direttiva, sono finalizzate a coniugare le esigenze del mercato del lavoro a quelle del sistema delle imprese piemontesi attraverso iniziative formative strettamente connesse alle esigenze direttamente espresse dalle aziende. La Direttiva prevede infatti due modelli formativi: “formazione diretta”, rivolta a persone che dovranno in seguito essere assunte presso l’operatore titolare della domanda e “formazione indiretta”, rivolta a persone che dovranno essere assunte presso le imprese consorziate, individuate nell’atto di presentazione della domanda di contributo. Le imprese beneficiarie dell’aiuto, vale a dire le imprese che provvederanno alla ricollocazione delle persone formate, dovranno avere sede sul territorio della regione Piemonte e dovranno inoltre procedere all’assunzione entro 60 giorni dalla fine delle attività formative. Le domande di contributo potranno essere presentate presso gli uffici provinciali competenti a partire dal 17 luglio prossimo fino al 29 settembre 2006. .  
   
   
L´INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLA TOSCANA - OPINIONI A CONFRONTO  
 
 Firenze, 10 luglio 2006 - Le recenti e prolungate difficoltà incontrate dalle imprese toscane sui mercati internazionali hanno posto al centro del dibattito toscano, ma non solo, il tema della Competitività. Le nostre imprese, pur essendo in grado di realizzare prodotti di alta qualità, hanno sempre maggiori problemi a commercializzarli ed a venderli in virtù della difficoltà di presidiare i mercati mondiali. In questo ambito un ruolo fondamentale viene attribuito alle attività di promozione che, tuttavia, sono spesso svolte dai diversi soggetti presenti sul territorio in modo frammentario ed eterogeneo, con il risultato di non riuscire a fornire un contributo utile a favorire la presenza della Toscana nel mondo. Si pone dunque, in modo urgente, l´esigenza di riformulare una politica regionale per la promozione. Di questo si è parlato tra l´altro nell´ambito del Convegno "L´internazionalizzazione della Toscana: praticare sistema", un incontro presieduto da Alberto Magnolfi - Vice presidente Commissione "Attività produttive" del Consiglio regionale della Toscana, che si è svolto il 6 luglio scorso presso Toscana Promozione e nell´ambito del quale ha svolto la relazione introduttiva Vittorio Bugli - Presidente della Commissione "Attività produttive" del Consiglio regionale della Toscana. All´evento è intervenuto Enrico Ciabatti - Vice Segretario di Unioncamere Toscana, che si è soffermato sugli aspetti legati al coordinamento delle azioni di internazionalizzazioneche da parte di soggetti pubblici: "Sono due gli aspetti da trattare in relazione al tema del convegno: uno di contesto generale, l´altro più specifico relativo al coordinamento delle linee ed azioni dei soggetti pubblici deputati a svolgere azioni a favore dei processi di internazionalizzazione delle nostre imprese. La questione più generale riguarda la natura ed il ruolo delle Camere in riferimento alla governance di sistema (non solo per l´internazionalizzazione ma per molte altre determinanti di sviluppo), che vede come attori la Regione, gli enti locali e le Associazioni di categoria dei vari settori e naturalmente le Camere. Spesso si dimentica che le Camere sono istituzioni pubbliche, autonome, la cui missione è individuata dalla legge dello Stato. Esse non svolgono solo funzioni amministrative, ma attraverso la funzione promozionale, esse svolgono un ruolo politico di riallocazione di risorse finalizzate allo sviluppo del proprio territorio. A scanso di equivoci esse non hanno e non svolgono una funzione di rappresentanza di interessi di una cittadinanza specifica, quale sono le imprese. Questa, nelle sue varie articolazioni, trova effettività nelle Associazioni di categoria che hanno la missione di tutelare i legittimi interessi delle imprese che rappresentano. Certamente bisogna riconoscere che lo svolgimento della funzione promozionale è un´azione meramente politica (è programmatoria e di allocazione di risorse) che rappresenta la volontà dei nostri organi amministrativi. Organi che sono espressione delle stesse Associazioni di categoria. Detto questo, se vogliamo e dobbiamo confrontarci tra Pubbliche Amministrazioni per condividere quella giusto richiamo al "fare sistema" dobbiamo allora partire dal condividere questi principi: autonomia dei soggetti, riconoscimento delle competenze distintive, pari dignità e visibilità istituzionale, condivisione delle scelte sia strategiche che tattiche, partnership nella realizzazione delle azioni, contribuzione in relazione alle proprie capacità. La questione più specifica riguarda il nostro interesse e disponibilità a condividere una governance del sistema tra i soggetti pubblici. L´unione regionale ha contribuito allo sviluppo del progetto non certo solo in termini finanziari, ma soprattutto portando l´esperienza ultradecennale che le Camere hanno maturato sull´aiutare le nostre imprese ad internazionalizzarsi. Alcuni obiettivi che abbiamo sostenuto nelle varie discussioni per l´individuazione di un modello unitario e condiviso della governance di sistema sono stati: La predisposizione delle linee strategiche, di guida alla predisposizione del programma promozionale, avviene annualmente da parte della Giunta Regionale. Occorrerebbe che fosse sentito anche il Sistema dei soggetti pubblici che cofinanziano il Piano stesso. Non si tratterebbe solo di un "dovere istituzionale", ma di mettere assieme competenze ed esigenze meglio conosciute da chi è più vicino (anche fisicamente oltre che per competenza istituzionale) alle imprese con quelle che devono essere contemperate a livello regionale; Le linee vengono definite sulla base delle direttive del Ministero Attività Produttive e degli atti di programmazione regionale (Prs, Prse). Già in questa fase il sistema camerale potrebbe dare un significativo apporto ed esprimere degli inputs sulla base delle informazioni in tema di internazionalizzazione provenienti dalla rete camerale italiana e da quella estera e da fonti informative che realizza od ha intenzione di realizzare: Osservatori settoriali: artigianato, commercio, cooperazione, industria. Osservatorio sull´interscambio con determinati Paesi (in collaborazione con Irpet) per un modello previsionale di andamento, considerando anche i dati di feedback delle iniziative; Osservatorio sugli scenari di tipo più strategico, per previsioni a lungo termine. Per quanto attiene poi alla predisposizione del Piano Promozionale Unico, occorre definire due livelli: quello regionale: per le iniziative di rilevanza strategica a questo livello in quanto coinvolge la maggioranza delle province della nostra regione e assorbe risorse che trovano una possibile collocazione solo in un bilancio regionale; quello provinciale: per le iniziative di rilevanza strategica a questo livello in quanto coinvolge singoli settori, aree territoriali, ecc. Di interesse solo di alcune (3, massimo 4) province; Quindi, occorre far confluire in un unico documento le varie proposte al fine di una presentazione unitaria, una linea guida per tutte le P. A. , necessaria soprattutto per la successiva fase di gestione. Le tipologie di iniziative da inserire sono: all´estero, fiere, workshops, accordi con Gdo, missioni economiche, in Italia, partecipazione a mostre in Italia riconosciute come internazionali. Inserite nel programma unico regionale ma in una parte a se stante dovrebbero essere previste le iniziative dell´accordo di programma e del gruppo aziende Speciali (accordo di Torino) e quelle derivanti dai Progetti comunitari: è sufficiente fornire Paese, settore e date. I principi su cui si dovrebbe basare la predisposizione del Piano promozionale sono: la sussidiarietà: il programma non deve essere deciso "a tavolino" e calato dall´alto sia nella fase di predisposizione che in quella di realizzazione. Occorre che accolga la massima "espressione di pareri" raccolti sul territorio nella fase di predisposizione così come occorre che riporti la massima disponibilità alla delega nell´attuazione, cioè nella fase di realizzazione; la responsabilità e compartecipazione finanziaria: in generale Toscana Promozione finanzia il piano regionale e le Camere rispondono per il piano locale. I vari soggetti si devono però rendere disponibili al cofinanziamento delle iniziative ritenute di interesse, anche se la realizzazione operativa sarà in capo ad un solo soggetto attuatore. Potrebbero essere individuate 2/3 iniziative nell´ambito dei Grandi Eventi in cui le Camere apportano risorse finanziarie. La vicinanza: cioè l´attribuzione delle iniziative (segmentazione delle attività) in funzione della vicinanza alle imprese, non certamente da intendersi solo in termini fisici, ma come concreta possibilità in funzione dell´articolazione territoriale e delle esigenze espresse dalle imprese in considerazione delle loro dimensioni. Le regole del gioco devono essere accettate da parte di tutti i soggetti e devono riguardare la realizzazione del Piano promozionale (punto precedente): modalità congiunta della gestione del piano attraverso meccanismi di coordinamento (si veda sotto) per un´efficiente realizzazione; possibilità di outsorcing nella realizzazione delle iniziative: tutti i soggetti possono diventare attuatori di un´iniziativa ritenuta di interesse per un´area più vasta (regionale o sovraprovinciale); disponibilità al cofinanziamento delle iniziative ritenute di interesse per un´area più vasta (regionale o sovraprovinciale); disponibilità ad utilizzare il logo di Toscana Promozione anche nelle iniziative che rientrano nel Piano promozionale unitario regionale; definizione ed applicazione di criteri di valutazione "economiche" ex ante ed ex post delle iniziative da realizzare; definizione congiunta delle procedure di realizzazione delle iniziative, con l´obiettivo di stabilire gli standard qualitativi prestazionali (Sistema Qualità Aziendale), attraverso verifiche ex post per singola attività; Meccanismi di coordinamento: il modello disegnato per il sistema di promozione della Toscana è un sistema a rete composto da nodi (soggetti) e da interconnessioni (relazioni tra i vari soggetti). Il modello reticolare, per il suo corretto funzionamento, presuppone di meccanismi di coordinamento ed integrazione al fine di migliorarne l´efficienza. A tal fine potremo prevedere: Un Tavolo di Coordinamento dei Direttori degli Enti/servizi dedicati alla promozione estera. Tale tavolo avrebbe la funzione di monitorare lo stato di avanzamento del piano, trovare soluzioni ai problemi, implementare nuove soluzioni organizzative e tecnologiche, ecc. Uno strumento tecnologico di condivisione del Piano promozionale. Una soluzione Web che permetta a tutti i soggetti di verificare lo stato del Piano promozionale unico regionale in termini di: iniziative previste, stato dell´iniziativa, soggetto attuatore, eventuale soggetto cofinanziatore, ecc. Gli Uffici Esteri camerali e quelli di tutti gli altri soggetti già presenti devono essere inseriti sulla rete senza creare duplicazioni o peggio ancora espellendoli. Si tratta di esperienze in molti casi valide, forse anche da verificarli in termini di efficacia, ma che devono essere racchiusi nella rete e collegati tra loro e con i nodi locali della rete stessa. Della versione finale del progetto presentatoci in occasione di un nostro Consiglio di Amministrazione, pur a fronte di una condivisione del modello proposto, dobbiamo invece segnalare alcuni punti su cui intervenire in senso migliorativo e pertanto meritevoli di un approfondimento: L´opzione radicale (trasformazione in agenzia autonoma) del modello di governance sarebbe preferibile, in quanto darebbe la possibilità, tra le altre cose, di trasformare il Comitato Tecnico, organo attualmente di scarso peso decisionale, in un Consiglio di Amministrazione con il ruolo e poteri che gli competono. Questa opzione radicale, di difficile, immediata applicazione, ne siamo consci, potrebbe diventare l´obiettivo da raggiungere nel medio termine una volta messo a regime il progetto Monitorazione. Un Comitato Tecnico allargato fino ad un massimo di 15 membri appare pletorico. Non è efficace nel prendere le decisioni. Da valutare se ridurlo nel numero o creare un nucleo più ristretto (alla stregua di un Comitato Esecutivo) a cui riservare determinate materie e da riunire più frequentemente. Riterremmo inoltre opportuno che sull´individuazione dei soggetti aggiunti (3/5 imprenditori) ci fosse un confronto ed una condivisione tra il Sistema camerale e le Associazioni di categoria. Dal modello di governance di sistema traspare poco il ruolo delle Camere di Commercio. Queste sono già il soggetto "funzionalmente" dedicato allo sviluppo del sistema imprenditoriale locale e pertanto sono la "prima antenna" per capire le esigenze delle imprese. Le Camere devono essere i soggetti terminali sul territorio di Toscana Promozione ed a queste occorre riferire tutte le attività che T. P. Nelle varie fasi (dalla predisposizione delle Linee di Indirizzo Pluriennali all´Attività di Promozione Economica Annuale) deve svolgere localmente. Senza un loro forte coinvolgimento anche nel ruolo istituzionale, si rischia di allontanare quell´auspicata sinergia nell´allocazione delle risorse esistenti a livello locale. La natura stessa delle Camere, le qualifica come unica istituzione provinciale con organi di governo di diretta emanazione da parte del sistema economico per il tramite di tutte le associazioni di categoria Occorrerà verificare bene la programmazione temporale dell´attività di definizione della promozione. Pur comprendendo la necessità di avere tempistiche programmatorie in linea con la preparazione degli eventi, visti i termini di approvazione dei bilanci preventivi occorrerà verificare e semplificare la procedura . Non si capisce bene il ruolo delle tre interfacce territoriali definite all´interno della nuova struttura organizzativa di Toscana Promozione. Se sono "antenne" che mettono in comunicazione la Rete direttamente con Toscana Promozione in fase di individuazione delle attività annuali, tale ruolo potrebbe essere prevaricante o superfluo (a seconda di come verrà declinata l´attività) rispetto al Comitato tecnico ed ai Tavoli di Lavoro. Le "antenne" sul territorio devono essere secondo noi le Camere come soggetto unico di definizione. Occorrerà inoltre individuare procedure stringenti e che diano visibilità ai cambiamenti che avverranno nella gestione delle Attività di Promozione Economica Annuale, per evitare che tale programma venga "stravolto" da richieste non previste, ma inserite in base alla forza contrattuale del richiedente. Così come occorrerà definire procedure mirate a verificare la qualità della prestazione di Toscana Promozione. Questa verifica è da intendersi in termini di feed-back delle imprese coinvolte nelle varie iniziative, attraverso la predisposizione di schede di analisi a posteriori relative a: contratti conclusi, matching con esportatori, incremento pacchetto clienti, aggressione nuovi mercati, ecc. E non, piuttosto, alla mera elencazione delle aziende coinvolte o al numero dei partecipanti alle iniziative". . .  
   
   
PISA - L´ANDAMENTO DELL´ECONOMIA PROVINCIALE NEL PRIMO TRIMESTRE DEL 2006  
 
 Pisa, 10 lugli o2006 - Dall´indagine campionaria Unioncamere Toscana - Confindustria Toscana, realizzata con la collaborazione delle Camere di Commercio toscane, risulta che l´anno 2006 si apre con segnali di ripresa per quanto riguarda l´andamento del comparto manifatturiero della provincia di Pisa. Infatti, nel primo trimestre la nostra provincia raggiunge incrementi ragguardevoli di produzione (nell´ordine del 5%) e di tutti gli altri indicatori economici (con l´esclusione dell´occupazione: -0,5%), che la collocano sopra la media dei corrispondenti andamenti regionali, primo fra tutti la produzione che, in Toscana, sale di un 2,3%. Pur evidenziando la maggiore dinamicità del nostro territorio, è comunque opportuno ricordare che questi dati prendono a riferimento il primo trimestre dell´anno 2005, che era stato particolarmente negativo, con un calo di produzione del 2,3%. Rimane inoltre contenuto l´ incremento della domanda interna che cresce di un 2,2% a fronte di un incremento della domanda estera che supera il 10%. Nel confronto con quanto rilevato nello scorso trimestre, osserviamo che aumenta il numero dei settori in ripresa, sebbene continuino a permanere alcune situazioni di difficoltà: rimane in forte crisi il comparto dell´abbigliamento, che presenta flessioni della produzione nell´ordine del 6%, che evidenziano una situazione più grave rispetto al corrispettivo andamento a livello regionale dove la produzione scende dello 0,5%. Sempre con riferimento alla scorsa rilevazione, relativa al Iv trimestre 2005, osserviamo, invece, che il settore delle calzature presenta i primi segni positivi, con un incremento della produzione del 3,3%, che segue ad un lungo periodo di flessioni. Tra gli altri indicatori del settore, tutti pressoché stazionari, spicca il forte incremento degli ordini dall´estero che aumentano di ben il 12%. Si tratta di un primo cenno di ripresa, che sebbene sia confermato anche dall´andamento del settore a livello regionale, deve essere preso con cautela e quindi sarà opportuno attendere le prossime rilevazioni per sapere se si tratta di una vera e propria inversione di tendenza. Fra gli altri, segnaliamo quello di pelli e cuoio che, con un +3,5% della produzione e un +3,2% del fatturato, conferma i risultati positivi già registrati nei trimestri precedenti. Un altro importante settore in forte espansione è quello dell´elettronica, che ha fatto registrare incrementi rilevanti nell´ordine del 20% per la produzione e del 18% per il fatturato. Anche il comparto metalmeccanico ha registrato buoni risultati per il secondo trimestre consecutivo, +5,1% la produzione e +4,4% il fatturato, con andamenti positivi in entrambe le sue componenti: meccanica e produzione di metalli. Fra gli altri comparti da segnalare i buoni risultati del mobile che, dopo i modesti incrementi nell´ordine dell´1% dello scorso trimestre, mette a segno un +8,6% della produzione ed un + 6,6% del fatturato, con incrementi analoghi anche per gli ordinativi nazionali ed esteri. Stazionario risulta, invece, il comparto chimico, mentre il settore del vetro presenta una lieve flessione produttiva dell´1,2%. Un aspetto interessante che emerge dai dati riguarda la performance per classi di impresa, dove si rileva un andamento positivo di tutte le tipologie di impresa, ma che in questo trimestre si concentra soprattutto nelle aziende di medie e grandi dimensioni. Le aspettative degli imprenditori, relative all´andamento atteso della produzione industriale per il periodo aprile-giugno 2006, indicano un ulteriore miglioramento. Infatti, il 31% degli imprenditori prevede un aumento della produzione tendenziale, mentre il 4% si aspetta una riduzione, per un saldo complessivo pari a + 27 punti percentuali. Sostanzialmente positive risultano anche le aspettative per domanda estera ed interna, mentre più caute sono le previsioni occupazionali, in massima parte improntate sulla stazionarietà. Indicazioni sull´andamento del commercio al dettaglio sono fornite dall´indagine congiunturale realizzata da Unioncamere Toscana, in collaborazione con l´Unioncamere nazionale. Ebbene, dai dati relativi al primo trimestre emerge che nella provincia di Pisa l´andamento delle vendite rispetto allo stesso periodo dello scorso anno risulta aumentato dell´1,2%, rispetto ad un incremento regionale dello 0,4%. Questo dato risulta leggermente più basso di quello rilevato nel trimestre precedente, quando la variazione delle vendite era stata pari all´1,9. Per quanto concerne l´andamento dei singoli segmenti del comparto, quello in maggiore sofferenza è l´abbigliamento ed accessori, mentre i prodotti alimentari registrano i risultati migliori. Con riferimento, infine, all´andamento delle diverse tipologie di esercizi si osserva che, mentre la piccola distribuzione rimane in sostanziale equilibrio, gli esercizi che registrano i risultati migliori sono quelli della grande e media distribuzione. In conclusione, da quanto rilevato risulta che il sistema economico locale presenta incoraggianti tendenze positive; l´ulteriore evoluzione della congiuntura dell´economia locale dipenderà, comunque, in modo determinante dalla competitività internazionale delle nostre imprese che in qualche misura sembra si stia rafforzando. .  
   
   
TOSCANA: DISABILI, OLTRE 2 MILIONI PER FAVORIRE L’INSERIMENTO AL LAVORO SEVIRANNO ALLE PROVINCE PER PROGETTI DI FORMAZIONE, ABBATTERE BARRIERE, TELELAVORO  
 
Firenze, 10 luglio 2006 - Progetti individuali di inserimento nel mercato del lavoro, avviamento e installazione di tecnologie e attrezzature per il telelavoro nelle imprese, rimozione di barriere archirtettoniche e corsi di formazione professionale mirati. Questi alcuni degli interventi che potranno essere realizzati dalle Province toscane grazie al finanziamento di 2. 195. 284 euro che la Regione ha destinato al fondo regionale per l´occupazione dei disabili per l´annualità 2005. La giunta regionale, su proposta dell´ assessore all´istruzione, formazione e lavoro Gianfranco Simoncini ha approvato nell´ultima seduta le modalità di gestione e i criteri di ripartizione del fondo. Lo snodo principale per la gestione del fondo sono le Province, cui viene demandata l´individuazione delle procedure, delle modalità e delle scadenze annuali per la presentazione dei progetti. "La decisione di destinare una somma consistente del suo bilancio all´inserimento dei disabili nel mercato del lavoro - osserva l´assessore Simoncini - dimostra che la Regione punta con forza sull´applicazione della legge sul collocamento dei disabili, la 68 del ´99. Una buona legge, che la Toscana è stata fra le prime regioni ad attuare, ma che ancora incontra qualche resistenza". Proprio per affrontare questi problemi l´assessore Simoncini aveva incontrato, nei giorni scorsi, rappresentanti delle associazioi dei disabili e delle Province. Fra gli obiettivi emersi dall´incontro, quello di proporre alcune modifiche della normativa al nuovo governo, intervenire per semplificare ulteriormente le procedure burocratiche per le assunzioni e, soprattutto, concentrarsi sulle iniziative di formazione. In Toscana, secondo i dati forniti dai servizi per l´impiego, i disabili inseriti nel mercato del lavoro a partire dal 2000 ad oggi sono stati in media 1500 l´anno. .  
   
   
UNA BORSA PER PROGETTI SPECIALI DEL NON PROFIT FAVORISCE L´INCONTRO DELLE AZIENDE PROFIT CON LE ORGANIZZAZIONI DEL VOLONTARIATO  
 
 Milano, 10 luglio 2006 - Si chiama "Pronto Fresco" il progetto che, avendo messo in contatto aziende leader della grande distribuzione alimentare con la Fondazione Banco Alimentare, ha permesso di distribuirne le eccedenze a numerose famiglie in difficoltà. "Un Pc per crescere" è invece il progetto grazie al quale oltre 1. 500 personal computer, concessi in leasing alla Regione dalla Serco, stanno per essere inviati gratuitamente ad associazioni e ad enti non profit". Sono due degli accordi più significativi realizzati in Lombardia dalla Borsa Progetti Speciali, l´iniziativa, da poco promossa da Regione Lombardia, Confindustria Lombardia e Altis (Alta Scuola Impresa dell´Università Cattolica di Milano), che intende favorire l´incontro, libero e gratuito, tra le aziende profit e le organizzazioni non profit in modo che le prime possano investire parte delle loro risorse nella realizzazione di progetti socialmente rilevanti, promossi dalle seconde. Borsa Progetti Speciali (Bps), cui sono iscritte già oltre 200 imprese non profit lombarde, è stata presentata a Pavia dall´assessore alla Famiglia e Solidarietà Sociale, Gian Carlo Abelli, e dal vice presidente di Bps, Marco Grumo. Questa di Pavia è stata la prima tappa di un giro di presentazione a imprenditori e associazioni in tutte le province lombarde della Borsa progetti Sociali. "La Borsa Progetti Speciali - ha detto l´assessore Abelli - è una modalità assai innovativa di collaborazione tra aziende profit e non profit dalla quale entrambe traggono un concreto beneficio. L´attuale contesto economico infatti impone alle imprese una crescente assunzione di impegni verso la società; la Corporat Social Responsability è infatti fonte di legittimazione sociale, di incremento della reputazione e di sviluppo del capitale umano". "Per le organizzazioni non profit, d´altra parte - ha aggiunto Abelli - questa collaborazione costituisce un notevole contributo, talvolta la sola possibilità, per realizzare i loro progetti". "La Borsa - ha spiegato Marco Grumo - traduce nel linguaggio delle imprese i progetti delle associazioni non profit, facendo da ponte tra i due soggetti. La Borsa incontra l´ente proponente, garantisce la credibilità reciproca, facilita il cammino comune riducendo i rischi di incertezza". Inoltre si impegna ad offrire quei servizi che possono facilitare il buon esito dell´incontro: identificazione della forma tecnica, messa a punto del progetto per massimizzare i ritorni di impresa, la cura degli aspetti fiscali, ecc. .  
   
   
ENEL: CONTI AI SINDACATI, PIANO PER 1.500 NUOVE ASSUNZIONI ANNUNCIATA LA NASCITA DI UN OSSERVATORIO COMUNE CON I SINDACATI PER APPROFONDIRE I PROBLEMI LEGATI ALLA SICUREZZA DELLE FONTI, ALLA LIBERALIZZAZIONE DEL SETTORE E ALLA TUTELA DELL’AMBIENTE.  
 
Roma, 10 luglio 2006 – L’amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti, ha incontrato il 4 luglio i vertici confederali e di categoria di Cgil, Cisl, Uil, Filcem, Flaei e Uilcem per illustrare le linee generali del piano di sviluppo della società, gli obiettivi e le strategie già presentati alla comunità finanziaria. Conti ha ribadito ai sindacati la volontà di Enel di investire, in Italia, circa 14 miliardi di euro nei prossimi 5 anni nell’ammodernamento degli impianti, nello sviluppo delle energie rinnovabili e nella qualità della rete di distribuzione elettrica e del gas. Nell’incontro è stato fatto il punto anche sul piano di riconversioni delle centrali a carbone pulito, sulle misure per assicurare l’approvvigionamento del gas, sullo scenario regolatorio e sulle prospettive di crescita internazionale di Enel. L’amministratore delegato ha informato il sindacato che negli ultimi tre anni sono stati assunti 2. 050 nuovi dipendenti rispetto ai 1. 500 previsti ed ha annunciato un piano di assunzioni che prevede altrettanti nuovi posti di lavoro nei prossimi anni. I rappresentanti sindacali, oltre ai temi specifici aziendali, hanno chiesto ad Enel di intensificare ogni sforzo per promuovere il dialogo con il territorio nella realizzazione di nuove infrastrutture. Nel corso dell’incontro si è deciso infine di costituire un Osservatorio comune per approfondire periodicamente le questioni relative alla sicurezza delle fonti di approvvigionamento e ai costi dell’energia, alla dimensione europea del problema energetico, al consolidamento del processo di liberalizzazione del settore, al Protocollo di Kyoto e alle tematiche ambientali. .  
   
   
EDISON: ACQUISIZIONE EUROGEN (OGGI EDIPOWER) AVVENUTA NEL PIENO RISPETTO DELLE REGOLE  
 
Milano, 10 luglio 2006 - In relazione alle osservazioni rese note l’8 luglio dalla Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato riguardanti l´assetto azionario di Edison e di Edipower, Edison precisa che l´acquisizione della stessa Edipower, risalente al 2002, è avvenuta nel pieno rispetto delle condizioni fissate dal D. P. C. M. 8 novembre 2000, essendo all´epoca l´azionariato di Edison pressoché interamente privato. In ogni caso, al di là degli aspetti giuridico-formali, il comportamento di Edison sul mercato non è mutato a seguito del cambiamento dei suoi azionisti, avvenuto nel 2005. .  
   
   
PROPOSTE PER INDENNIZZI AI CONSUMATORI IN CASO DI BLACKOUT E DI INTERRUZIONI PROLUNGATE DEL SERVIZIO ELETTRICO  
 
 Milano, 10 luglio 2006 - L´autorità per l´energia elettrica e il gas ha pubblicato un Documento di consultazione che formula proposte per l´introduzione di un sistema di indennizzi ai clienti coinvolti in interruzioni del servizio elettrico particolarmente lunghe ed estese. Il documento è disponibile sul sito www. Autorita. Energia. It. La proposta presentata dall´Autorità prevede indennizzi se l´interruzione si prolunga oltre il tempo massimo di ripristino del servizio, che verrebbe fissato in: 24 ore per le interruzioni che avvengono in condizioni eccezionali (eventi riconducibili a fenomeni meteorologici avversi) e in 8 ore per le interruzioni che avvengono in condizioni ordinarie sia per eventi accidentali che per lavori sulle reti. La distinzione, tra le tipologie di condizioni, avviene attraverso il calcolo di un indice di eccezionalità. Per i clienti connessi in media e alta tensione sono fissati standard più brevi per le interruzioni che si verificano in condizioni normali. Potranno essere previste esenzioni ai tempi standard di ripristino solo per le zone eventualmente evacuate per ordine delle autorità competenti e per motivi legati alle norme di sicurezza sul lavoro. Per le interruzioni che si prolungassero oltre i tempi fissati di ripristino, si prevede che i clienti ricevano indennizzi crescenti con l´aumentare della durata del disservizio. Le imprese distributrici dovranno identificare i clienti coinvolti nelle interruzioni; a questo scopo l’Autorità ha diffuso nei giorni scorsi un provvedimento tecnico (delibera n. 122/06) per definire le regole operative funzionali all’introduzione degli indennizzi dal 2008. Nei casi in cui le interruzioni prolungate siano provocate sia dalla rete di trasmissione che da quella di distribuzione gli oneri degli indennizzi saranno ripartiti proporzionalmente al contributo delle due reti all’interruzione. Le interruzioni prolungate sono spesso dovute a nevicate abbondanti che formano dei “manicotti” di ghiaccio lungo le linee aeree provocandone la rottura. La prevenzione di questi fenomeni è demandata al recepimento delle nuove norme tecniche europee per la progettazione delle linee aeree, il cui iter è in via di completamento. Sono stati messi a punto dal Cei (Comitato Elettrotecnico Italiano), con il contributo della ricerca di sistema elettrico (Cesi Ricerca) gli Aspetti Normativi Nazionali (Nna, National Normative Aspects) che integrano la norma europea per una completa applicabilità in Italia e che sono in fase di consultazione pubblica. L’autorità segue con attenzione l’iter di approvazione della nuova norma europea e ribadisce il proprio interesse a favorire l’adeguamento delle linee aeree esistenti ai nuovi requisiti. Particolare attenzione viene data anche ai piani di emergenza delle imprese distributrici, in modo da massimizzare il coordinamento con le amministrazioni locali (comuni, province, regioni) e nazionali preposti alla gestione delle emergenze e alla protezione civile. Il Documento di consultazione fa seguito alla precedente consultazione del 18 maggio 2005; dopo aver valutato le nuove osservazioni che perverranno, l’Autorità potrà adottare un provvedimento i cui effetti entreranno in vigore dal 2008, cioè con l’inizio del terzo periodo regolatorio. I soggetti interessati potranno inviare proprie osservazioni e suggerimenti, per iscritto, entro il giorno 8 settembre 2006. .  
   
   
SISTEMA AD ENERGIA SOLARE OLANDESE OTTIENE IL PREMIO PER L´INNOVAZIONE DELLA FONDAZIONE ALTRAN  
 
Bruxelles, 10 luglio 2006 - Il premio della Fondazione per l´innovazione del 2006 è stato assegnato a Maxxun, una società olandese di recente costituzione che ha sviluppato un sistema rivoluzionario di energia solare a basso costo. All´azienda verranno forniti gratuitamente per un anno i servizi di consulenza del gruppo di ingegneri di Altran per sviluppare e realizzare il sistema. È stato attribuito anche un premio speciale alla società francese Pragma Industries per il lavoro svolto riguardo a un nuovo tipo di tecnologia di cellula a combustibile. Sono 10 anni che la Fondazione Altran per l´innovazione premia le innovazioni tecnologiche in Europa. Per l´edizione 2006 è stato scelto il tema "innovazione tecnologica ed energia", patrocinato da Janez Potocnik, commissario europeo per la Scienza e la ricerca. L´argomento è stato scelto al fine di sottolineare l´urgente necessità di intervenire con azioni di sensibilizzazione riguardo all´aumento del consumo energetico e ai relativi problemi ambientali, nonché di affrontare tale fenomeno. "La sola innovazione tecnologica non basterà per vincere l´immensa sfida rappresentata dai cambiamenti climatici. Ma senza l´innovazione tecnologica, l´umanità non sarà in grado di affrontare la più grande trasformazione che sia mai stata compiuta da una generazione, ovvero, la nostra generazione", ha affermato Corinne Lepage, presidente della giuria del premio del 2006. L´innovazione olandese vincente consiste in un sistema di concentrazione di luminescenza solare (Lsc) dotato di un ampio pannello di plastica, uno strato fluorescente e una cellula solare. La sua originalità consiste nell´uso di molecole fluorescenti di recente sviluppo in grado di assorbire la luce e di trattenerla all´interno di una cellula solare per mezzo di una "riflessione interna totale", da dove viene prodotta l´energia. Di norma le cellule solari richiedono grandi quantità di costosi materiali a substrato, atti a rivestire un´ampia area di superficie al fine di produrre sufficiente energia. Il sistema olandese mira a ridurre le dimensioni della cellula solare a parità di energia prodotta, il che si traduce in una significativa contrazione dei costi. Maxxun sostiene che il proprio sistema è in grado di diminuire di oltre la metà l´investimento necessario per l´energia solare, nonché i costi per l´elettricità generata, rispetto ai sistemi disponibili in commercio. Il sistema è anche compatibile con le reti elettriche esistenti. Maxxun auspica di potere introdurre il sistema prima sul mercato tedesco e poi in tutta Europa entro i prossimi sei anni, rivolgendosi alle famiglie e alle piccole e medie imprese di questi mercati. La compagnia olandese spera che l´innovazione possa anche essere esportata nei mercati energetici in Africa o Asia. Alla cerimonia è stato assegnato un premio speciale alla società francese Pragma Industries; il riconoscimento le è stato attribuito per lo sviluppo di un nuovo concetto geometrico e di un nuovo processo di assemblaggio delle cellule a combustibile. La caratteristica che contraddistingue il processo di assemblaggio consiste nell´eliminazione di alcuni costosi componenti attualmente in uso nelle cellule convenzionali. Le cellule a combustibile utilizzano idrogeno e ossigeno per produrre elettricità e il loro unico residuo è l´acqua. Questa tecnologia di energia "pulita" è di particolare interesse per le industrie automobilistiche, dato che offre un´autonomia superiore a quella raggiunta con le consuete batterie, e ha la stessa aspettativa di durata di un motore a combustione interna. Tuttavia, la prospettiva di avere vetture a idrogeno sembrerebbe essere lontana se si considera che costo, volume e peso delle attuali cellule a combustibile ne stanno ostacolando la commercializzazione. L´idea francese ambisce ad accelerare la diffusione di questa tecnologia sostituendo molti componenti costosi della cellula a combustibile con materiali più economici, leggeri e piccoli, portando allo sviluppo di una produzione industriale automatizzata. Questi materiali includono "strati di diffusione di gas", che secondo Pragma Industries sono nuovi e offrono circa il 90 per cento in più di conducibilità elettrica rispetto ai materiali impiegati di solito in questo settore. .  
   
   
PORTO MARGHERA. FIRMATO ACCORDO QUADRO TRA REGIONE E HYDROGEN PARK: ASSESSORE MARANGON  
 
Venezia, 10 luglio 2006 - L’assessore regionale all’urbanistica e alla riconversione del polo industriale di Marghera e il presidente della società consortile Hydrogen Park, Giorgio de Lazzari, hanno sottoscritto il 7 luglio , a Palazzo Balbi di Venezia, la Convenzione Quadro per la diffusione e la promozione dell’utilizzo dell’ idrogeno. “In una prospettiva di medio-lungo termine – ha detto Marangon – un’energia pulita come l’idrogeno rappresenta una componente chiave per un sistema energetico sostenibile, in quanto il suo impiego come vettore energetico a basso costo può contribuire alla diversificazione delle fonti, e quindi alla sicurezza degli approvvigionamenti, ed alla riduzione delle emissioni, sia a livello locale che globale (gas serra). Porto Marghera è il luogo in cui si produce la maggior parte dell’idrogeno italiano come risultato di lavorazioni già esistenti e la presenza di questa energia pulita e a basso costo, utilizzabile per la ricerca grazie ai 5 milioni di euro finanziati da Stato e Regione, ci mette in condizione di essere all’avanguardia nello studio e nello sviluppo di questa fonte energetica”. “Fin dagli ultimi mesi del 2003 – ha aggiunto Marangon – la Giunta Regionale ha lavorato per avviare un’importante iniziativa nell’ambito dell’innovazione e delle riqualificazione di Porto Marghera: questa convenzione si inserisce tra le iniziative di politica industriale regionale con l’obiettivo di creare le condizioni di sviluppo della filiera ricerca-produzione industriale, mirando dunque ad un vero “distretto dell’idrogeno” comprendente le future connesse attività manifatturiere della componentistica, elettromeccanica, ecc. , che, a partire dalla piattaforma di ricerca e progettazione di Marghera, può realizzarsi basandosi sulle risorse del sistema delle piccole e medie imprese venete”. “Da oggi Hydrogen Park – ha dichiarato il Presidente dell’omonima società, Giancarlo De Lazzari – non è più solo promozione della sperimentazione e dello sviluppo di nuove tecnologie ma anche strumento per l’attività di monitoraggio ed accompagnamento delle iniziative del Distretto dell’idrogeno e la diffusione della cultura e conoscenza sull’utilizzo e l’applicazione dell’idrogeno”. Tra gli 11 progetti innovativi di Hydrogen Park, ce n’è uno di grande rilievo industriale e tecnologico: la costruzione della più grande centrale al mondo per la generazione di energia elettrica ad altissima efficienza, “zero emissioni” e di taglia industriale – 20 Mw (Megawatt) – alimentata a idrogeno che Enel metterà in funzione a Fusina entro il 2007. .  
   
   
A TREDICI GIORNI DALL´INIZIO, GIÀ 500 ADESIONI PER IL MEETING DI S.ROSSORE 2006 PETROLIO, DAL 2007 MINORI RISERVE E A PIÙ CARO PREZZO E´ IL ´PICCO DI HUBBERT´, AL CENTRO DEL CONVEGNO ORGANIZZATO DA ASPO IL 18 E 19 LUGLIO  
 
S. Rossore, 10 luglio 2006 - Per quanto tempo ancora potremo estrarre petrolio ? E´ la domanda che alla vigilia della sesta edizione del meeting di San Rossore, tradizionale appuntamento estivo della Regione Toscana sui temi della globalizzazione che si svolgerà il 20 e 21 luglio ed è dedicato quest´anno all´energia, si porranno il 18 e 19 luglio geologi, economisti ed esperti internazionali che si daranno appuntamento sempre nel parco in provincia di Pisa per la quinta conferenza internazionale organizzata da Aspo-italia, l´associazione che studia l´andamento delle riserve petrolifere e dei gas. Al ritmo di estrazione attuale il petrolio potrebbe forse durare per altri quarant´anni. Si calcola infatti che 2. 000 miliardi sono i barili convenzionali disponibili e fino ad oggi ne abbiamo estratti circa la metà. Ma dal 1985 il mondo consuma più petrolio di quanto ne scopra ed il "picco di Hubbert" è atteso per il prossimo anno, nel 2007. Prima del picco, secondo la teoria elaborata dal geologo texano, l´offerta di petrolio prevale sulla domanda: i prezzi sono bassi e tutto va bene. Dopo il picco la domanda prevale sull´offerta: i prezzi aumentano e i tempi si fanno duri. Il modello fu ideato nel 1956 per calcolare le riserve petrolifere americane e prevedeva che la produzione statunitense avrebbe seguito una curva a campana passando per un massimo verso il 1971. Nessuno ci credette, ma la previsione si è poi avverata. A San Rossore, in provincia di Pisa, il 18 e 19 luglio si discuterà così della disponibilità di combustibili fossili e dei possibili scenari futuri. Tutte le informazioni su www. Aspoitalia. Net. Fra gli interventi previsti quello del geologo petrolchimico Colin Campbell, presidente dell´Aspo, e dell´economista Herman Daly. Una delle domande più importanti a cui cercheranno di rispondere è quanto petrolio potremmo produre in futuro e a quali costi. Il 40% di tutta l´energia primaria mondiale viene oggi dal petrolio, il 90% di quella usata per i trasporti. Sempre secondo Aspo consumiamo ogni giorno 5 litri a testa, un barile al mese, un´autocisterna per famiglia all´anno ed un mare di petrolio nel corso di un anno, pari a qualcosa come 25 miliardi di barili in tutto il mondo. Il 65% viene usato per fare carburanti. La produzione ed il consumo di energia sono poi legati al clima. Ed il 18 luglio a San Rossore si aprirà anche una mostra, che proseguirà fino alla fine del meeting, organizzata dall´istituto di biometeorogia Ibimet che con poster sintetici ed oggetti, come sensori utilizzati per rilevamenti di Co2, cercherà di spiegare le attività di ricerca e programmazione intraprese in Toscana riguardo i problemi del cambiamento climatico globale e come, su questo, influiscano ed interagiscono i consumi e le emissioni. A tredici giorni dall´inizio della sesta edizione del Meeting di San Rossore sono già oltre 500 le adesioni pervenute alla segreteria della manifestazione: un numero molto elevato, che superà la metà della capacità ricettiva della struttura allestita nel parco. Sui temi dell´energia, sulla produzione da fonti rinnovabili e sulla riduzione di consumi, sulle soluzioni possibili e gli interventi reali si confronteranno scienziati, economisti, amministratori e rappresentanti dell´associazionismo. Numerose anche le personalità internazionali, tra i quali Jeremy Rifkin, Dennis Meadows e Jeremy Leggett. .  
   
   
GLI EDIFICI IN TRENTINO AVRANNO UNA CLASSIFICAZIONE ENERGETICA PROPRIO COME GLI ELETTRODOMESTICI  
 
Trento, 10 luglio 2006 - Il Trentino, nel settore del risparmio energetico applicato agli edifici, è da tempo all’avanguardia rispetto al resto d’Italia, attestandosi su posizioni senz’altro “europee”. Ne fanno fede la legge provinciale 14 del 1980, via via migliorata col passare degli anni; il Piano energetico ambientale del 2003; i vari protocolli di intesa sottofirmati ad esempio con il Consorzio dei comuni, come l’accordo volontario per promuovere gli edifici a basso impatto ambientale; la delibera del 2005 che obbliga i soggetti pubblici e coloro che costruiscono con finanziamenti pubblici ad adeguarsi ai criteri degli edifici a basso impatto. Ieri sera l’assessore all’energia della Provincia autonoma di Trento Ottorino Bressanini ha convocato le parti sociali – organizzazioni sindacali, Confindustria, Acli, associazioni ambientalistiche, associazioni dei consumatori, Artigiani, rappresentanti del mondo della Cooperazione ecc. – per avviare una fase di confronto su un tema nuovo: la classificazione energetica degli edifici di nuova costruzione, ma anche degli edifici già esistenti, in vista dell’obiettivo finale che è rappresentato dalla certificazione energetica degli edifici. “Proseguendo nel percorso segnato dalle direttive europee – ha tra l’altro detto l’assessore Bressanini, – che fissano i criteri e le modalità costruttive per ottenere il più alto risparmio energetico possibile, stiamo viaggiando decisi e sicuri verso la certificazione energetica degli edifici. Abbiamo fatto tesoro delle esperienze compiute in passato ed è finalmente giunto il momento di compiere un passo più impegnativo. Non si parlerà più di incentivazione, di contributi pubblici per costruire nell’ottica del risparmio energetico, ma cominceremo a parlare di regole, di obblighi legati alla certificazione energetica. Ma siccome vogliamo che questi obblighi siano condivisi da tutti, ecco il perché dell’incontro di oggi: vogliamo presentarvi lo schema di classificazione energetica degli edifici, siano essi nuovi o già esistenti, così come viene proposto dal Dipartimento di ingegneria civile e ambientale dell’Università di Trento, che è il nostro partner scientifico e al quale abbiamo affidato il compito di metter nero su bianco una ipotesi di classificazione”. Ed è toccato proprio al prof. Paolo Baggio illustrare lo schema della classificazione energetica, che non si discosta di molto da quello adottato per gli elettrodomestici: verranno stabilite sette classi (dalla A, quella relativa agli edifici più “risparmiosi” in fatto di consumi energetici, alla classe G, quella relativa agli edifici che consumano di più), con l’avvertenza che le classi A, B e C sono a loro vola sdoppiate in due sottoclassi (A+ e A, B+ e B, C+ e C). Alla classe A, ad esempio, apparterranno gli edifici che “consumeranno” meno di 30 Kwora annui per metro quadrato (pari a 3 metri cubi di metano): saranno case all’avanguardia, dotate di tutte le strumentazioni e le tecnologie per il risparmio energetico e che avranno una buona dotazione di pannelli solari sul tetto. Alla classe G, invece, l’ultima e la peggiore, verranno iscritti gli edifici che di Kwora ne consumano ben 270 per metro quadrato, tenendo presente che la media attuale di consumo di energia per il riscaldamento e per la produzione di acqua calda negli edifici esistenti si aggira intorno ai 180-200 metri cubi di metano consumati in un anno per metro quadrato. Tra un po’, quindi, sarà possibile riconoscere un edificio sulla base di una classificazione energetica che lo inserisce in sette classi, dalla A (a cui appartengono gli edifici di nuovissima concezione energetico-ambientale) alla G (alla quale saranno “iscritti” gli edifici che di risparmio energetico proprio non ne fanno, o quasi. “La classificazione energetica – ha detto l’assessore provinciale all’energia, presentando la proposta ai rappresentanti delle parti sociali riuniti ieri nel tardo pomeriggio in Provincia, – è l’anticamera, è il primo passo concreto per giungere finalmente alla certificazione energetica degli edifici. Non solo: vogliamo applicare la classificazione e la certificazione energetica non solo agli edifici di nuova costruzione, ma anche al patrimonio edilizio esistente e, nel fissare le classi energetiche, terremo presenti anche i consumi ‘estivi’ di energia, quelli che dipendono ad esempio dall’uso a volte sconsiderato dei condizionatori d’aria. Vogliamo prendere il toro per le corna – ha concluso l’assessore Bressanini: la certificazione energetica non dovrà essere vissuta come l’ennesimo laccio burocratico, ma come una opportunità che viene data ai più virtuosi. La certificazione, già abbondantemente entrata nella vita quotidiana delle persone, che nell’acquistare una lavatrice o un frigorifero stanno ben attenti al fatto che l’elettrodomestico desiderato sia in classe A, oppure B, potrà ad esempio aumentare il valore di un edificio, oppure costituire titolo di preferenza in caso di cessione in affitto. Entro la fine di quest’anno vorremmo giungere a definire la nuova legge unica sull’energia, e quello relativo alla certificazione sarà uno degli articoli più qualificanti. Vogliamo prepararci a questo passo, però, ascoltando le parti sociali interessate, i sindacati, glia Artigiani, le associazioni ambientali, per arrivare a una scelta la più condivisa possibile”. È toccato poi al prof. Paolo Baggio illustrare l’ipotesi di schema di classificazione energetica degli edifici. Tenendo presenti voci come quella del riscaldamento e della produzione di acqua calda sanitaria, dieci saranno le classi contemplate: sulla base della quantità di Kwora consumate per metro quadro da ciascun edificio, sarà possibile sapere se la propria casa è in classe A+ oppure A (le meno dispendiose in termini di energia), oppure in classe G (alla quale apparterranno gli edifici più dispendiosi). Ecco lo schema di classificazione sottoposto ieri sera al confronto con le parti sociali: Fabbisogno in Kwh per metro quadrato
Classe Riscaldamento Acqua calda sanitaria Totale
Classe A+ > 22 > 9 > 30
Classe A > 22 > 18 > 40
Classe B+ > 35 > 18 > 50
Classe B > 45 > 18 > 60
Classe C+ > 60 > 21 > 80
Classe C > 100 > 21 >120
Classe D > 155 > 24 > 180
Classe E > 195 > 30 > 225
Classe F > 230 > 36 > 270
Classe G > 230 > 36 > 270
Già fin d’ora si può dire che la media degli edifici di nuova costruzione potrà assestarsi in classe B (con punte di eccellenza in classe B+, A e A+), mentre la media della classificazione energetica degli edifici esistenti verrà presumibilmente inserita in classe D. “In attesa – ci ha detto l’arch. Giacomo Carlino, dirigente del servizio energia della Provincia autonoma di Trento, – che anche da noi comincino a diffondersi, come già sta avvenendo in certi paesi dell’Europa del Nord, edifici che addirittura producono più energia di quella che consumano per riscaldare gli ambienti e per produrre acqua calda sanitaria!” E per questi edifici bisognerà pensare ad una classe Aa Super! .
 
   
   
DA GIUNTA VENETA COMPATIBILITÀ AMBIENTALE FAVOREVOLE A IMPIANTO EOLICO NEL VERONESE  
 
Venezia, 10 luglio 2006 - La Giunta regionale, su proposta dell’assessore Renato Chisso, ha espresso giudizio favorevole di compatibilità ambientale, con prescrizioni e raccomandazioni, sul progetto per la realizzazione di un impianto eolico di produzione di energia elettrica sul Monte Pecora, nel comune veronese di Badia Calavena. L’iniziativa, proposta dall’Amministrazione Comunale, interessa anche i Comuni di Velo Veronese, Selva di Progno, Tregnago, San Giovanni Ilarione e Vestenanova. Nell’esprimere il proprio parere – ha sottolineato Chisso – la Giunta regionale ha fatto proprio il parere espresso all’unanimità dei presenti dalla Commissione Regionale di Valutazione di Impatto Ambientale sul progetto definitivo e sul relativo studio di impatto ambientale. L’intervento riguarda la realizzazione di un impianto composto da due generatori eolici di energia elettrica a tre pale, del tipo “a velocità variabile”, installati su torri in acciaio. L’energia prodotta (la produzione è stata valutata in 2. 400 Mwh/anno) verrà recapitata su elettrodotto pubblico previo passaggio in una cabina di trasformazione. La Commissione ha ritenuto l’iniziativa del tutto idonea sotto il profilo ambientale e sociale anche come sostegno economico per uno sviluppo pienamente sostenibile delle aree più svantaggiate. Le prescrizioni poste riguardano, tra l’altro, l’obbligo di una comunicazione annuale alla Regione con i dati di produzione e una valutazione economica – finanziaria dettagliata, l’utilizzo di una vernice antiriflesso evitando scritte pubblicitarie, la verifica da parte dell’Arpav del rispetto dei livelli di rumore; un registro dei possibili decessi dell’avifauna per collisione; il ripristino delle aree con la ricostruzione dell’originale assetto morfologico e paesaggistico. E’ stato infine raccomandato all’Amministrazione comunale di realizzare un percorso didattico sull’energia eolica e sulle energie rinnovabili in genere, in collaborazione anche con gli istituti scolastici locali, allo scopo di valorizzare l’iniziativa. .  
   
   
AMBIENTE/ENERGIA: INAUGURATA STAZIONE FORESTALE FORNI DI SOPRA  
 
 Forni di Sopra (Ud), 10 lugLio 2006 - "Per quest´Amministrazione regionale la montagna costituisce un bene primario da tutelare e da mantenere. Con 200 milioni di euro in 5 anni contiamo di sviluppare non solo gli impianti, ma anche, assieme ai privati, la ricettività. Un primo passo e molto significativo è stato fatto con l´albergo diffuso e su quella strada, fatta di qualità e di rispetto delle tipologie, contiamo di proseguire. Anche questa nuova Stazione della Forestale risponde ai requisiti del rispetto del territorio e delle sue caratteristiche". Con queste parole il presidente della Regione, Riccardo Illy, ha inaugurato il 9 luglio a Forni di Sopra la nuova sede della Stazione Forestale, presenti l´assessore regionale alle Risorse Agricole, Forestali, Naturali e Montagna, Enzo Marsilio, il sindaco di Forni di Sopra, Luigino Antoniacomi, e altri rappresentanti delle istituzioni civili, militari e religiose. Il presidente ha anche accennato alla foresta come risorsa ambientale, ma anche energetica: dalle biomasse la Regione (sostenuta anche da fondi comunitari) conta di ottenere energia e risparmio energetico. Infine Illy ha accennato - vista la presenza del procuratore della Repubblica di Tolmezzo - alla necessità di difendere l´esistenza dei piccoli tribunali sul territorio. Da parte sua l´assessore Marsilio ha sottolineato come "grazie a questa nuova Stazione la Forestale possa operare al meglio e ciò è importante perché la Forestale stessa, oltre che presidiare il territorio, rappresenta la Regione anche nelle zone più lontane". Parole di riconoscenza per la realizzazione sono state espresse dal sindaco Antoniacomi, che ha messo in evidenza la sinergia tra Regione e Comune e il lavoro portato avanti dalla direzione centrale. La Stazione (comandata dallo specialista ispettore Tonino Cella, con 6 forestali in servizio), ha giurisdizione sui territori dei Comuni di Forni di Sotto e Forni di Sopra, con una superficie di 17 mila ettari, 6 mila dei quali compresi nel Parco naturale regionale delle Dolomiti friulane. L´edificio che la ospita è una tipica casa di abitazione nello stile dell´architettura rurale dell´Alta Valle Tagliamento, in pietra e legno. La progettazione e l´esecuzione dei lavori hanno impegnato circa 3 anni. Il personale della Stazione, nel corso dei mesi estivi, è impegnato soprattutto nella vigilanza ambientale, riferita in primo luogo al territorio del Parco, con buona presenza di turisti. La "filosofia" è quella dell´informazione e della prevenzione. Nel territorio sono attive 4 malghe. D´inverno l´impegno maggiore è legato alla sicurezza sulle piste da sci (ogni giorno 2 forestali impegnati nel servizio) e all´effettuazione dei rilievi sulla consistenza del manto nevoso, utili per la redazione del "Bollettino nevi e valanghe". In servizio nella Stazione di Forni di Sopra anche Mario Cedolin, assistente maresciallo del Corpo Forestale regionale e guida alpina, in questi giorni in Himalaya con Nives Meroi e Romano Benet: assieme stanno tentando la scalata del K2 sulla via classica aperta dalla spedizione italiana guidata da Ardito Desio nel 1954. Momento particolarmente emozionante durante l´inaugurazione è stato il collegamento telefonico con Cedolin, al quale il presidente Illy, l´assessore Marsilio e tutti i presenti hanno augurato il miglior successo. La cerimonia è stata allietata dal Coro "Voci della Foresta", interamente costituito da elementi del Corpo Forestale regionale. .  
   
   
LEGAMBIENTE, AMBIENTE ITALIA E DEXIA CREDIOP: FORTE DIVARIO TRA LE CITTÀ EUROPEE SUL FRONTE DELLA QUALITÀ  
 
Milano, 10 luglio 2006 - Un´europa a più velocità, con città all´avanguardia - come Helsinky, Berlino e Barcellona tra le principali- in quasi tutti gli indicatori ambientali e con città con più o meno gravi sofferenze ambientali, dalla qualità dell´aria, alla gestione dei rifiuti, al verde urbano al trasporto pubblico. Questo, in sintesi, è l’identikit ambientale delle città europee con oltre mezzo milione di abitanti ritratto dalla ricerca “Ecosistema Urbano Europa”, realizzata da Legambiente e dall’Istituto di Ricerche Ambiente Italia con il contributo di Dexia Crediop, presentato oggi a Roma nel corso di una conferenza stampa da Roberto Della Seta (Presidente nazionale di Legambiente), Mauro Cicchiné (Presidente di Dexia Crediop), Maria Berrini e Lorenzo Bono (Ambiente Italia). Più in particolare, “Ecosistema Urbano Europa” è il primo studio di benchmarking ambientale realizzato a livello di Unione Europea (è la prima esperienza in tal senso a livello mondiale) su un campione di città così elevato e su un ampio spettro di parametri con dati originali. Il report prende in esame 26 città della Ue25 che hanno collaborato con Legambiente e Ambiente Italia fornendo le cifre relative ai diversi indicatori esaminati: inquinamento atmosferico (con le concentrazioni di biossido di azoto, polveri sottili e ozono), depurazione delle acque reflue, consumi idrici, aree verdi e pedonalizzate, uso del trasporto pubblico e la densità delle linee urbane su ferro, gestione dei rifiuti ed energetica (con un focus su impianti solari e teleriscaldamento) e, infine, le politiche ambientali dell’amministrazione (dagli acquisti verdi alla progettualità sostenibile). In tutto 20 indicatori che hanno consentito di comparare analiticamente le prestazioni ambientali di 20 centri urbani con popolazione superiore a 500. 000 abitanti conferendo alla ricerca un elevato livello di copertura: i centri considerati (8 dell’Europa centrale, 7 del sud e 2 dell’est) appartengono a 13 diverse nazioni. Oltre il 50% delle aree urbane oggetto dell’analisi hanno più di 1 milione di abitanti di cui 5 superano i 2 milioni. Le 26 città esaminate, che possono essere suddivise in gruppi di tipo dimensionale e geografico, sono: Aarhus, Anversa, Barcellona, Berlino, Bristol, Bruxelles, Copenaghen, Dresda, Goteborg, Heidelberg, Helsinki, Lione, Londra, Madrid, Milano, Napoli, Nicosia, Parigi, Praga, Riga, Roma, Saragozza, Stoccolma, Tampere, Turku e Vienna. Già a partire dal prossimo anno il progetto prevede di estendere la ricerca ad altre capitali europee, quali ad esempio Atene, Amsterdam, Budapest, Lisbona e Varsavia, oggi assenti per scarsa disponibilità di informazioni. “L’idea di Ecosistema Urbano Europa non è tanto quella di promuovere o bocciare le metropoli - spiega Roberto Della Seta - I numeri, prima di ogni altra cosa, ci aiutano a capire che spingere sull’acceleratore della sostenibilità urbana è possibile. Che non sono da libro dei sogni, in altre parole, metropoli che hanno ad esempio livelli di smog entro i limiti di legge, con percentuali di raccolta differenziata superiori al 50%, che investono sulle fonti rinnovabili e su trasporti pubblici efficienti. Questo primo report, unico del genere a livello mondiale, ci dice che ci sono best practices diffuse in tutto il Continente. Ci dice anche che l’Unione non fa la forza: le performance variano tantissimo a seconda dell’area geografica analizzata. Ci dice infine, purtroppo, che per i grandi centri urbani italiani rimane ancora molto cammino da percorrere rispetto alle città del Nord Europa. Bisogna ricominciare a lavorare davvero sulle città - in quelle italiane si concentra un terzo della popolazione del Paese - che spesso sono oggi il luogo dove la scarsa qualità ambientale, si incrocia al rischio sanitario, a una non sufficiente dotazione di servizi, a una scarsa qualità della vita”. “La ricerca sulle politiche e le prestazioni ambientali di importanti città europee - ha sottolineato Mauro Cicchiné - è una testimonianza del concreto impegno di Dexia Crediop per la diffusione a livello internazionale delle conoscenze e delle migliori pratiche per la sostenibilità a livello locale, in linea con lo spirito del Gruppo Dexia, leader mondiale nei servizi finanziari per gli enti territoriali e per le infrastrutture, da sempre attento a promuovere la cultura della sostenibilità. Tale impegno è strettamente connesso anche al ruolo di Dexia Crediop quale banca socialmente responsabile, che fornisce il necessario sostegno agli investimenti pubblici e privati per l´innovazione e la realizzazione di infrastrutture e servizi di pubblica utilità ecosostenibili, integrando le istanze della collettività e dell’ambiente in cui opera nelle proprie strategie di sviluppo aziendale”. "Il benchmarking delle città europee - osserva infine Maria Berrini - offre degli importanti punti di riferimento per fissare anche quantitativamente i livelli delle prestazioni ambientali e delle politiche urbane ragionevolmente conseguibili anche in aggregati urbani di grandi dimensioni, come per esempio per l´estensione delle aree verdi o delle piste ciclabili". .  
   
   
PARTITO IL VELIERO DEI DELFINI PER IL CHECK UP DEI GRANDI MIGRATORI MARINI PRIMA TAPPA: PORTO SANTO STEFANO  
 
Firenze, 10 luglio 2006 - Puntuale come ogni anno, ha preso di nuovo il largo il Veliero dei Delfini, la campagna promossa dal Cts Ambiente in collaborazione con il Ministero dell´Ambiente e della Tutela del Territorio, la Regione Toscana e, come sempre, con la partecipazione della Guardia Costiera e del Nucleo Operativo Ambientale dei Carabinieri. Oltre 1500 miglia, 50 giorni di navigazione e 23 tappe per conoscere la presenza, la distribuzione e lo stato di conservazione dei delfini e degli altri cetacei che frequentano i nostri mari e per verificare quali sono i principali fattori di minaccia per questi animali. Ma non solo. Quest´anno un´attenzione particolare sarà rivolta al tema della "biodivesità" marina e in special modo ai grandi migratori che frequentano i nostri mari. Insieme ai delfini, alle balene ed alle altre specie di cetacei, i ricercatori del Cts Ambiente saranno impegnati nella realizzazione di un check up a tartarughe marine, foca monaca, squali, tonno rosso e pescespada per raccogliere dati preziosi per definire le più idonee strategie per arrestare la perdita di biodiversità entro il 2010, secondo quando previsto dall´iniziativa Countdown 2010 promossa dall´Iucn (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura). Prima tappa del percorso del Veliero: Porto Santo Stefano. La conferenza stampa organizzata a bordo con l´Assessore Regionale all´Ambiente Marino Artusa è servita come spunto per fare un bilancio della situazione in Toscana e per parlare dell´Osservatorio dei Cetacei. "Un´altra iniziativa che va nella direzione dell´azione promossa dalla Regione a difesa della biodiversità marina e dell´ ambiente in generale. La Toscana si è conquistata nel tempo credito a livello internazionale sotto questo profilo, da sempre cerchiamo di concentrare una cospicua parte delle risorse a disposizione per sensibilizzare e promuovere la tutela dell´ambiente. Di recente – ha spiegato Artusa - ci siamo impegnati per la realizzazione dell´Osservatorio, che avrà la sua sede sull´Isola d´Elba a Capoliveri, per lo studio e la tutela dei grandi mammiferi marini. La Toscana infatti si trova nel cuore del ´Santuario dei cetacei´, situato tra le coste toscane, liguri, corse e francesi, ed ha voluto con questa iniziativa dare il proprio contributo al progetto ´Pelago´ mettendo a disposizione le proprie competenze con l´obiettivo di creare una sorta di coordinamento a livello internazionale che si occupi della difesa e tutela del mare". Il Cts Ambiente utilizzerà l´incontro per parlare, ancora una volta, del primo progetto per la conservazione delle tartarughe marine Caretta caretta a livello nazionale: si tratta del progetto Tartanet ed ha come obiettivo principale quello di realizzare un network nazionale per la tutela di questa specie. A questo fine prevede la realizzazione di 5 nuovi Centri di recupero (tra questi Talamone), l´attivazione di un servizio di pronto intervento tartarughe attivo 24 ore su 24 e l´elaborazione di un piano nazionale per la riduzione delle interazioni con le attività di pesca professionale. Durante l´uscita in mare, al termine della conferenza, verrà inoltre liberata una tartaruga caretta caretta curata e salvata dai biologi del Cts Ambiente. Al termine della conferenza è inoltre previsto alle ore 18. 00 unincontro aperto a tutti presso l´Acquario Mediterraneo dell´Argentariodove, con l´ausilio di filmati e fotografie sulle specie del Mediterraneo, saranno descritte le attività del Veliero dei Delfini e quelle dell´Acquario, in particolare del centro recupero Delfini. Bambini, adulti e anziani potranno inaugurare, così la campagna 2006 del Veliero dei Delfini, partecipando alla manifestazione. Le prossime tappe previste dal 6 all´8 luglio sono Isola d´Elba e Portoferraio. .  
   
   
TRENTO, LOTTA ALL’INQUINAMENTO DELL’ARIA: UNA SFIDA ANCHE PER GLI ORGANI DI INFORMAZIONE  
 
 Trento, 10 luglio 2006 - – Ragionare tutti assieme – amministratori, tecnici, giornalisti – sui grandi temi ambientali ed in particolare su quello della qualità dell’aria, prima o al di là delle emergenze, per soddisfare al meglio la domanda di informazione dei cittadini e promuovere comportamenti virtuosi. Nella consapevolezza che l’inquinamento ha cause diverse, che non esistono ricette miracolose o soluzioni uniche, e che questa sfida va affrontata non solo (o non principalmente) con le ordinanze e i divieti, ma con l’adozione da parte di ogni cittadino di comportamenti e stili di vita appropriati. Questo in sintesi il senso dell’incontro di lavoro promosso dall’assessore all’urbanistica e ambiente della Provincia autonoma di Trento Mauro Gilmozzi con direttori e giornalisti delle testate trentine a Villa Bortolazzi, presente il professor Ugo Morelli, autore di una ricerca dalla quale si evince tutta l’importanza che l’informazione gioca in questo settore, e il presidente del consorzio dei Comuni Renzo Anderle. Dallo studio di Morelli – condotto su un campione di 1. 056 persone – emerge ad esempio che quanto più un problema è sentito tanto più ovviamente cresce la domanda di informazione; ma emerge anche il rischio che questa informazione finisca con il produrre atteggiamenti di impotenza e di fatalismo. Non solo: se generalmente l’opinione pubblica è alla ricerca del “capro espiatorio” (ad esempio, il traffico) e di soluzioni esterne risolutive, la realtà è che i problemi ambientali sono complessi, dipendono da più cause diverse, e sollecitano a loro volta non uno ma molti comportamenti virtuosi diversi da parte dei cittadini, oltre che decisioni chiare da parte degli amministratori. L’informazione in questo senso ha più possibilità di incidere quando innesca meccanismi emulativi. Ciò vale in primo luogo per gli stessi comportamenti positivi pionieristici, (adottati in genere da una minoranza) che devono essere capaci non solo di evidenziare i vantaggi concreti che ne derivano per tutta la comunità, ma anche avere un carattere di reciprocità (lo faccio io se lo fai anche tu). E i trentini presi in considerazione dallo studio dove collocano il problema dell’aria? Al terzo posto, dopo quelli legati a droga e alcolismo e dopo l’immigrazione. Molte e di segno diverso naturalmente le valutazioni espresse dai giornalisti presenti, dalle quali emerge come ancora fra esperti, tecnici e amministratori e mondo dei media esistano ancora problemi di comunicazione. Il mondo dell’informazione naturalmente rivendica la sua indipendenza, ma si dichiara al tempo stesso disponibile a nuove azioni che vadano nella direzione di risolvere problemi epocali come quello delle polveri sottili; al tempo stesso sollecitano all’amministrazione comportamenti coerenti e un’informazione mirata e puntuale. L’assessore Gilmozzi, in chiusura, ha voluto sottolineare la positività dell’incontro per i molti stimoli emersi, che consentiranno alla Provincia di calibrare al meglio l’informazione pubblica rivolta a giornali, televisioni, radio e agenzie d’informazione, e per loro tramite a tutti i cittadini. .  
   
   
IL PROGETTO “NATURNET-REDIME”  
 
Francavilla di Sicilia (Me), 10 Luglio 2006 - Contrariamente a quanto si possa pensare, il perseguimento del benessere economico di una comunità è conciliabile con l’esigenza di tutela e conservazione delle risorse esistenti in natura. E’ questo il messaggio essenziale venuto fuori dalla “due giorni” siciliana della qualificata rappresentanza di tecnici internazionali impegnati nell’innovativo Progetto dell’Unione Europea “Naturnet-redime”, che annovera tra i suoi diciannove partner il Comune di Francavilla di Sicilia, unico ente italiano ad aver aderito alla lodevole iniziativa comunitaria insieme ad università, istituti di ricerca scientifica ed ambientale ed altre municipalità degli Stati d’Europa. A credere nell’iniziativa, proposta circa un anno e mezzo fa dall’esperto in politiche comunitarie Nino Paternò, è stato il sindaco del centro alcantariano Salvatore Nuciforo il quale, nei giorni scorsi, ha ospitato nell’aula consiliare del suo Comune un convegno sul tema “Lo sviluppo sostenibile nelle strategie dell’Unione Europea” in cui si è fatto il punto sullo stato di attuazione di “Naturnet-redime” e sui suoi positivi risvolti per il territorio. A dare il benvenuto ai docenti universitari ed ai tecnici di varia nazionalità è intervenuto anche il presidente del Consiglio Provinciale di Messina, Lino Monea. Così, con l’ausilio di un impianto di videoproiezione e dell’impeccabile traduzione simultanea affidata alla prof. Ssa Lina Vecchio, Peter Horak (del “Czech Centre for Science and Society”), Peter K. A. Barz (dell’“Environmental Network Ltd”), Markus Jochum (dell’“Albert Ludwigs University of Freiburg”) e l’ing. Paternò hanno “accompagnato” il pubblico presente (politici, operatori economici, pubblici funzionari, rappresentanti delle associazioni e del mondo della scuola, ecc. ) attraverso i link del portale Internet attorno al quale ruota l’intero Progetto. Su “www. Naturnet. Org” confluiranno, infatti, tutti i dati sullo sviluppo sostenibile che attualmente esistono in forma sparsa e non integrata; ed attraverso simulazioni fondate su processi matematici e sperimentazioni scientifiche, enti e privati cittadini potranno verificare in maniera semplice ed immediata l’impatto ambientale di ogni loro attività (es. : installazione di impianti di produzione energetica, localizzazione di insediamenti industriali in un determinato angolo del territorio, ecc. ). I relatori hanno anche posto l’accento sull’importanza del portale web ai fini della promozione turistica e del supporto alle economie locali. Tramite “www. Naturnet. Org” sarà, infatti, possibile per un imprenditore collegarsi agevolmente in videoconferenza con aziende di ogni parte del mondo onde poter allargare i propri orizzonti commerciali; inoltre, di ogni municipalità aderente al Progetto è stato capillarmente “mappato” il territorio pure sotto l’aspetto della presenza in esso di strutture ricettive e di ristoro e di luoghi ed iniziative di interesse artistico e culturale; pertanto, un cittadino di qualsiasi parte del mondo che volesse recarsi nella Valle dell’Alcantara potrà individuare il percorso esatto per raggiungere gli alberghi, i ristoranti, gli agriturismi ed i bed&breakfast esistenti in zona nonché i beni monumentali e gli eventi di maggior richiamo (sagre, feste popolari, ecc. ) offerti da quel comprensorio. Tutta questa virtuosa realtà di ricerca ed innovazione darà i suoi frutti definitivi entro l’autunno 2007, quando verranno a scadenza i trenta mesi di durata del Progetto. Ma già di per sé, l’incontro divulgativo di “Naturnet-redime” a Francavilla ha costituito un’importante opportunità di promozione dell’immagine e dell’economia di un territorio: lo staff di relatori internazionali ed i rispettivi familiari hanno, infatti, soggiornato per l’occasione in alcuni agriturismi del luogo, di cui hanno particolarmente apprezzato l’ospitalità ed i prodotti enogastronomici. E, qualche giorno dopo, il “buon esempio” dato dal Comune dell’Alcantara è stato portato a modello anche nella Sicilia Occidentale, in quanto i tecnici europei sono stati invitati dal Gruppo di Azione Locale “Platani Quisquina” a tenere un’apposita giornata di studio su “Naturnet-redime” nel centro agrigentino di San Biagio Platani. .  
   
   
2° RAPPORTO AMBIENTALE DI CARTIERA LUCCHESE  
 
 Porcari, 10 luglio 2006. Cartiera Lucchese ha pubblicato la seconda edizione del Rapporto ambientale. Il Rapporto ambientale – è importante ricordarlo – è un documento volontario, che racchiude tutte le informazioni riguardanti le interazioni tra la produzione industriale e l’ambiente. In particolare nella seconda edizione si consolida la politica ambientale della Società, da sempre basata sui valori fondamentali della salvaguardia ambientale e della salute e sicurezza dei lavoratori, e vengono evidenziati gli sforzi per contenere gli effetti sull’ambiente della produzione della carta. In particolare, oltre al contenimento degli effetti sull’ambiente, il Rapporto ambientale prende in esame la valenza socio-ambientale dell’utilizzo dei maceri per produrre carta tissue ad uso igienico sanitario, evitando in questo modo il consistente taglio di alberi e il conferimento in discarica della stessa carta da macero. In un prossimo futuro riuscire a “chiudere il cerchio” attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie, permetterà a Cartiera Lucchese di avvicinarsi ad un ulteriore traguardo: i rifiuti zero. E l’ambiente sicuramente ci guadagnerà! “La pubblicazione del secondo Rapporto ambientale significa per noi – afferma Massimo Pasquini, Amministratore Delegato di Cartiera Lucchese – un importante momento per affermare una volta di più l’impegno dell’Azienda nei confronti dell’ambiente. Nel nuovo documento vengono riportati tutti i dati ambientali riferiti al 2005 in maniera chiara e trasparente. Pensiamo in questo modo – continua Pasquini – di soddisfare le richieste dei nostri portatori di interesse e di tranquillizzare il territorio in cui sono localizzati i nostri stabilimenti. In quest’ultimo caso infatti la popolazione potrà essere al corrente della nostra politica ambientale e dei reali effetti sull’ambiente delle nostre produzioni”. Il rapporto è suddiviso in due sezioni, una qualitativa e una quantitativa. Nella prima sono descritte le politiche, i programmi, i risultati raggiunti e le performances ambientali della produzione di carta nei tre stabilimenti del Gruppo, mentre la seconda riporta i dati numerici di tali performances. “L’ultimo anno è stato molto importante per Cartiera Lucchese – conclude Pasquini – che oltre ad aver ricevuto il Premio Toscana eco-efficiente e l’Ethic Award 2005, ha visto la registrazione Emas dello stabilimento di Diecimo. La pubblicazione del Rapporto ambientale chiude e completa questo percorso. Ci auspichiamo che la nostra trasparenza e la volontà al dialogo ci permettano, tra le altre cose, di continuare serenamente la discussione sulla centrale a biomasse di Diecimo, aperta e portata avanti assieme agli altri interlocutori nel tavolo di confronto istituito dalla Provincia e dal Comune”. Data la grande importanza di questo strumento di comunicazione e di dialogo, Cartiera Lucchese nei prossimi giorni presenterà il Rapporto ambientale 2005 ai principali interlocutori istituzionali sul territorio. Il nuovo Rapporto ambientale 2005 è scaricabile da oggi sul sito www. Lucart. It .  
   
   
DA OGGI I CARTONI PER BEVANDE SI RICICLANO INSIEME  
 
Conegliano, 10 luglio 2006 - Grazie a Comieco – Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica – Tetra Pak ed Ideal Service ora i cartoni per bevande possono essere riciclati insieme a carta e cartone anche nei comuni del Consorzio di Bacino Treviso 1 gestiti da Savno. L’iniziativa coinvolge direttamente 29 comuni del bacino per un totale di 200. 000 abitanti. I cartoni per bevande rientrano nella categoria degli imballaggi a base cellulosica e, come tali, saranno riciclati presso le cartiere; qui la parte di cellulosa viene separata grazie ad una semplice azione meccanica a base di acqua e successivamente trasformati in carta riciclata. “Tetra Pak da sempre e’ impegnata nello sviluppo sostenibile e, grazie al Protocollo d’intesa siglato con Comieco nel giugno 2003, nel supporto all’estensione della raccolta differenziata e del riciclo dei propri contenitori su tutto il territorio nazionale” - ha dichiarato Michele Mastrobuono, Direttore Ambiente e Relazioni Esterne di Tetra Pak Italiana - “Obiettivi importanti, infatti, sono già stati raggiunti: nel 2005 quasi 46. 000 tonnellate di cartoni per bevande post consumo, il 44,9% dell’immesso al consumo, sono state recuperate e riciclate. ” In Italia nel 2005 sono stati utilizzati oltre 5 miliardi di imballaggi destinati alla conservazione degli alimenti e quest’iniziativa consente di incrementare la raccolta differenziata da un punto di vista quantitativo, oltre che qualitativo: un altro materiale si somma alla lista dei riciclabili sottraendo preziose risorse ad un destino indifferenziato nelle discariche. “Grazie ad iniziative come questa in Italia la raccolta differenziata di carta e cartone registra un deciso incremento. In particolare la Provincia di Treviso con 36. 000 tonnellate raccolte rappresenta una delle realtà più dinamiche del panorama italiano con una crescita percentuale del 6% rispetto al 2004” – ha dichiarato Carlo Montalbetti, Direttore Generale di Comieco – “L’italia intera è all’avanguardia in Europa sia in termini di tonnellate raccolte che in termini di qualità, con benefici evidenti per l’ambiente e per il nostro sistema economico; infatti il bilancio complessivo dei costi e benefici della raccolta differenziata di carta e cartone evidenzia un saldo economico positivo che in Italia supera i 610 milioni di euro in sei anni”. Gli accorgimenti per un corretto riciclo sono pochi e semplici: è necessario sciacquare il cartone per eliminare residui di cibi e bevande, appiattirlo ed infine gettarlo insieme alla carta e cartone. “La promozione di iniziative dirette a ridurre ed a recuperare la quantità dei rifiuti prodotti, oltre che l’informazione e l’educazione sul territorio, sono gli obiettivi che il Consorzio Cit si pone sin dalla sua costituzione. ” – spiega Gianpaolo Vallardi, Presidente del Consorzio Igiene Territorio Tv1 –. “Gli ottimi risultati raggiunti in pochi anni nei Comuni del Bacino Tv1 in termini di percentuali di raccolta differenziata, dimostrano che la strada intrapresa è quella giusta. Il riciclo dei cartoni per bevande insieme alla carta, è sicuramente una tappa importante di questo percorso, alla quale si è giunti grazie all’accordo Comieco-tetra Pak, grazie alla collaborazione di Ideal Service e, soprattutto, grazie all’impegno organizzativo di Savno, società partecipata del Consorzio. Siamo consapevoli dell’impegno che quotidianamente viene richiesto ai nostri cittadini per separare correttamente i vari rifiuti, ma siamo convinti che i vantaggi ambientali che ne derivano oggi e quelli di cui godranno le generazioni future sapranno ripagare ogni sforzo”. “Ridurre al massimo il flusso dei materiali non riciclabili da avviare allo smaltimento così da condizionare in maniera positiva l’intero sistema di gestione integrata dei rifiuti e ridurre i costi, è l’impegno che abbiamo preso nei confronti del Cit, dei Comuni e degli Utenti quando abbiamo iniziato a lavorare nel territorio” - ha affermato Riccardo Szumski, presidente di Savno. “Per questo abbiamo aderito con convinzione, attraverso i convenzionati Ideal Service e Casagrande, al progetto del recupero dei cartoni per bevande avviato dai Consorzi di filiera. Il conferimento del poliaccoppiato insieme a carta e cartone porterà sicuri vantaggi a Cittadini e Comuni. I nostri tecnici stimano infatti che, in generale, potrebbe esserci una riduzione del rifiuto secco non riciclabile intorno al 5-10%. Nei prossimi mesi verranno fatte periodicamente specifiche analisi merceologiche per verificare l’attendibilità del dato e per monitorare con attenzione l’andamento della nuova raccolta nel territorio”. Attraverso una comunicazione mirata e i materiali forniti da Comieco, Ideal Service e Casagrande, Savno si impegnerà a dissipare tutti i dubbi su come conferire al meglio i cartoni per bevande, composti per il 75% di carta, per il 20% di plastica e per il 5% di alluminio. “Abbiamo avviato un’intensa e capillare campagna di comunicazione diretta a tutti gli utenti, anche ai cittadini extracomunitari, attraverso l’inserimento di pagine informative nei giornalini e nei siti internet comunali, attraverso l’inserimento di messaggi mirati nelle fatture Tia, la distribuzione “porta a porta” di pieghevoli che spiegano nel dettaglio le modalità di conferimento, l’affissione di manifesti e locandine, e la realizzazione di trasmissioni radiofoniche e televisive ad hoc” – ha spiegato il direttore generale di Savno Stefano Riedi. “Si tratta di una campagna impegnativa che continuerà, attraverso i vari interventi, durante tutto il corso del 2006. Un progetto di una certa portata per il quale abbiamo trovato adesione e piena collaborazione da parte di tutti i Comuni. Siamo perciò convinti che, grazie alla sensibilità, all’impegno ed all’attenzione dei cittadini, la provincia di Treviso si distinguerà presto a livello nazionale, oltre che per le percentuali altissime di raccolta differenziata, anche per il riciclo dei cartoni per bevande”. .  
   
   
CELEBRAZIONE DEI PIÙ IMPORTANTI RISULTATI CONSEGUITI DALLA RICERCA BRITANNICA  
 
Bruxelles, 10 luglio 2006 - Universities Uk ha prodotto un libro per celebrare 50 anni di ricerca britannica che ha cambiato la vita del paese, proprio mentre all´interno del governo britannico proseguono le discussioni sulla forma che assumeranno in futuro la valutazione e il finanziamento della ricerca. La pubblicazione, "Eureka Uk", mette in evidenza 11 scoperte, evoluzioni e invenzioni di grande importanza conseguite dagli accademici nelle università britanniche e riguarda le scienze mediche, fisiche e sociali nonché le arti e le scienze umanistiche. Nel libro sono inclusi l´identificazione del codice del Dna, il primo computer programmabile, la scoperta delle pulsar e le mucche artificiali per la lotta contro le malattie in Africa. "Chi riesce a immaginare oggi un mondo privo di Cd e Dvd, bambini nati in provetta o computer? Niente di tutto ciò sarebbe stato possibile senza il lavoro e l´impegno degli accademici britannici" ha dichiarato Dianne Warwick, amministratore delegato di Universities Uk. "Abbiamo bisogno di investimenti continui dei governi e dell´industria per mantenere i nostri alti standard e assistere nei prossimi cinquant´anni a grandi scoperte di questo tipo nelle nostre università". In particolare, gli autori sperano che gli esempi utilizzati dimostreranno ai finanziatori della ricerca sia la natura imprevedibile di quest´ultima sia i lunghi periodi di tempo che possono essere necessari per valutarne il successo. Universities Uk distribuirà la pubblicazione nelle scuole superiori con l´auspicio di far sorgere un interesse per la scoperta e stimolare i giovani a iscriversi all´università. Http://www. Universitiesuk. Ac. Uk/ .  
   
   
LA CARTA EUROPEA DEI RICERCATORI E IL CODICE DI CONDOTTA PER LA LORO ASSUNZIONE: PRIME ESPERIENZE DI IMPLEMENTAZIONE  
 
Camerino, 10 luglio 2006 - Il 13 dicembre 2005 gli Enti di ricerca hanno sottoscritto in Campidoglio la “Carta europea dei ricercatori” e il “Codice di condotta per la loro assunzione”. Questo atto ha fatto seguito a quello organizzato a Camerino da parte del sistema universitario italiano. Il 6 luglio 2006, Atenei ed Enti di ricerca hanno presentato insieme a Camerino il progetto di un Osservatorio Nazionale per il monitoraggio dell’applicazione della Carta nel sistema Università/enti di ricerca. Prosegue l’impegno assunto dall’Enea nel coordinare la promozione dell’adesione da parte degli Enti di ricerca ai principi espressi dalla Carta e dal Codice di condotta. “L’osservatorio/portale (www. Cartaeuropeadeiricercatori. It) sulla Carta Europea dei Ricercatori promosso dall’Enea, dall’Università di Camerino e dalla Conferenza dei Rettori, rappresenta”, ha sottolineato il Commissario dell’Enea, Prof. Luigi Paganetto, “un impegno congiunto per la realizzazione di uno spazio di discussione e approfondimento sui temi che afferiscono alla professione del ricercatore, quali il reclutamento, la valutazione, la mobilità, le questioni di genere, oltre che, naturalmente, per il monitoraggio e la diffusione delle buone prassi in ambito istituzionale” Per la prima volta, Università ed Enti di ricerca si riuniscono per affrontare temi cruciali per lo sviluppo del Paese e , “Come Università di Camerino siamo fieri di ospitare un evento di così alto profilo”, ha sottolineato il Rettore Fulvio Esposito. “La presenza della Comunità scientifica nazionale, rappresentata sia dalle Istituzioni che dai ricercatori afferenti al complesso delle istituzioni di ricerca che hanno sottoscritto la Carta, sottolinea” - ha evidenziato il Prof. Paganetto- “la volontà di proseguire per realizzare gli obiettivi di Lisbona, proprio a partire dalla valorizzazione degli uomini e delle donne che della ricerca hanno fatto il loro impegno sociale e civile. L’osservatorio sull’applicazione della Carta e del Codice, promosso dalla Conferenza dei Rettori delle Università, dall’Università di Camerino e dall’Enea, rappresenta un nuovo ulteriore passo in questa direzione. ” www. Enea. It www. Unicam. It www. Crui. It/ www. Cartaeuropeadeiricercatori. It .  
   
   
TEST D’AMMISSIONE ALL’UNIVERSITÀ: AL VIA IL PROGRAMMA D’ALLENAMENTO DI CINQUE SETTIMANE DEL SOLE 24 ORE  
 
 Milano, 10 luglio 2006 - Gli esami di maturità stanno per terminare e i giovani diplomati si trovano in questi giorni a dover decidere a quale facoltà universitaria iscriversi. Purtroppo non basta scegliere, bisogna tornare sui libri per superare i test d’ammissione che ormai tutte le università, pubbliche e private, hanno adottato. Per l’occasione Il Sole 24 Ore, in collaborazione con Alpha Test, la prima società in Italia specializzata nella preparazione degli studenti ai test, ha realizzato uno strumento utile e agevole che permette di esercitarsi anche in vacanza sotto l’ombrellone. Da oggi lunedì 10 luglio, per la durata di 5 settimane, Il Sole 24 Ore pubblicherà giornalmente una pagina con i test di preparazione editi da Alpha Test, per aiutare i giovani diplomati a comprendere al meglio le dinamiche, le tecniche di soluzione e la gestione dei tempi, dei quesiti di ammissione all’università. Per le prime 4 settimane verranno quotidianamente pubblicate una serie di quesiti di logica e cultura generale comuni per tutte le facoltà universitarie e una serie di domande specifiche relative alle prove di ammissione alle quattro macro-aree Medico-sanitaria, Economico-giuridica, Architettura/ingegneria, Psicologia / Scienze della Comunicazione e Formazione. Il giorno successivo il lettore avrà a disposizione le soluzioni commentate per poter verificare le proprie risposte. Nel corso della quinta settimana, invece, tutti i giorni verrà proposto un fac-simile di test specifico per area con circa 30 domande e il giorno dopo saranno pubblicati le soluzioni e i commenti. Un programma d’allenamento di 5 settimane, da lunedì 10 luglio fino a domenica 13 agosto, proposto da Il Sole 24 Ore per arrivare preparati ai test d’ammissione all’università. .  
   
   
ATENEO IMPRESA TRA LE 100 AZIENDE ITALIANE PER ECCELLENZA LA SCUOLA DI FORMAZIONE È L’UNICA A RIENTRARE NEL RAPPORTO EURISPES ″NOSTRA ECCELLENZA″ 2006  
 
Roma, 10 luglio 2006 - E’ uscito il rapporto Eurispes sulle migliori realtà italiane e Ateneo Impresa figura in questa edizione come l’unica scuola di formazione che più si è distinta per qualità e innovazione dei propri servizi. ‘Nostra Eccellenza 2006’, infatti, realizzato con il contributo di Postel – Gruppo Poste Italiane - è stato presentato pochi giorni fa a Palazzo Farnese di Caprarola (Viterbo) e riunisce le 100 aziende italiane che nell’ultimo anno, sono state protagoniste in settori quali Editoria, Enogastronomia, Arredamento e Servizi. Il rapporto, il primo realizzato dall’istituto, accomuna così grandi nomi dell’imprenditorialità italiana come Dainese, De Cecco e Merloni, citati quali esempi a cui tendere e da cui attingere per una cultura della qualità tutta da incentivare. “Il riconoscimento di Eurispes ci gratifica – spiega Romolo De Stefano, fondatore e Presidente di Ateneo Impresa - e al contempo ci stimola a proseguire nella nostra ricerca di attenzione non solo verso una qualità sempre maggiore dei servizi offerti, ma anche nei confronti dei giovani, dei professionisti e delle aziende che sempre più si rivolgono a noi. ” La Scuola, infatti, attiva dal 1990, opera nel campo del marketing e della comunicazione attraverso percorsi formativi post-laurea e manageriali quali Master e Corsi specializzati, che mettono in contatto diretto le migliori professionalità italiane e le giovani realtà aziendali interessate ad una formazione di più altolivello. Ateneo Impresa vanta numerosi primati nel campo della formazione, come il master in Relazioni Pubbliche Europee, giunto alla sua 29a edizione, primo in Italia per data di nascita, per specializzazione, per numero di edizioni. Inoltre unico nel suo genere Relazioni Pubbliche Orientali, dedicato interamente alle relazioni con Cina, Giappone ed Estremo Oriente, giunto alla sua 4a edizione. Www. Ateneoimpresa. It .  
   
   
UNIVERSITA´´: ASSEGNI DI STUDIO PER STUDENTI FVG ALL´´ESTERO  
 
 Trieste, 10 luglio 2006 - Gli studenti universitari residenti in Friuli Venezia Giulia che frequentano atenei o istituti d´istruzione universitaria all´estero potranno usufruire di un assegno di studio annuo pari a 2. 750 euro. La Giunta regionale, infatti, su proposta dell´assessore all´Università, Roberto Cosolini, ha adottato un bando di concorso per il conferimento di tali assegni di studio per l´anno accademico 2006-07. Le domande per accedere al contributo dovranno pervenire alla Direzione centrale Lavoro, Formazione, Università e Ricerca - Servizio Università e Ricerca (via San Francesco 37 - 34133 Trieste) entro il 25 ottobre 2006. Potranno essere ammessi nuovi immatricolati che abbiano sostenuto l´esame di stato conclusivo dei corsi di studio di scuola secondaria superiore non prima dell´anno scolastico 2005-05, riportando una valutazione non inferiore a 70/100 o equipollente, e studenti universitari iscritti all´estero ad anni successivi al primo per l´anno accademico 2006-07. Fissati anche dei limiti economici per l´accesso al contributo, legati ai redditi del 2005 e parametrati sulla base dell´indicatore della situazione economica equivalente (Isee). Il provvedimento, comprensivo del bando, sarà pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione (Bur). .  
   
   
SET THEORY AND ANALYSIS L´ANALISI MATEMATICA E LA TEORIA DEGLI INSIEMI CONFERENZA SATELLITE DEL CONVEGNO INTERNAZIONALE "MATHEMATICS AND ITS APPLICATIONS"  
 
Torino, 10 luglio 2006 - A partire dalle ore 9. 00, nella Sala Principi d’Acaja dell’Università degli studi di Torino, (Via Po 17 e Via Verdi 8, Torino), si aprirà il Convegno Internazionale “Set Theory and Analysis”, organizzato dal Dipartimento di Matematica dell’Università e dal Politecnico di Torino, con il contributo del Miur, (Ministero dell’Università e della Ricerca) e dell’Aila, (Associazione Italiana di Logica e sue Applicazioni). Insieme al Rettore dell’Università di Torino, Prof. Ezio Pelizzetti, interverranno alcuni tra i massimi studiosi italiani e stranieri in materia, tra cui Alexander S. Kechris della California Institute of Technology, Matthew Foreman della University of California Irvine, Miklos Laczkovich della Eotvos Lorand University di Budapest e Vieri Benci dell’Università di Pisa. Il convegno, che proseguirà nel pomeriggio presso il Dipartimento di Matematica dell’Università di Torino, (Via Carlo Alberto 10, Torino), è una “conferenza satellite” del Convegno Internazionale “Mathematics and its Applications”, avente l’obiettivo di portare a contatto ricercatori in aree diverse della matematica, quali l’analisi matematica e la teoria degli insiemi, favorendo così lo scambio e il confronto tra le diverse tecniche e metodologie. La teoria degli insiemi è stata creata da Georg Cantor nel 1870 per risolvere un problema di Bernhard Riemann sulle serie trigonometriche e fin verso gli anni trenta del secolo scorso, le due discipline avevano frequenti interazioni. Nei decenni successivi gli obiettivi dell’analisi matematica e della teoria degli insiemi sono andati divergendo, per poi ritornare nuovamente verso una proficua interazione dagli anni ottanta in poi, specie per quel che riguarda l’analisi funzionale. Www. Logique. Jussieu. Fr/~boban/sta/schedule. Html .  
   
   
CASA UNIVERSIADE A PAVIA, IL 13 LUGLIO, IN CONTEMPORANEA CON “PORTE APERTE” ALL’UNIVERSITÀ DI PAVIA  
 
 Pavia, 10 luglio 2006 - Porte Aperte agli atleti. In occasione della giornata di orientamento dell’Università di Pavia, il 13 luglio, arriverà in città anche “Casa Universiade”, la struttura itinerante per la promozione della universiade invernale Torino 2007. L’obiettivo del tour è quello di coinvolgere tutte le università e i centri sportivi universitari (Cus) che credono nel progetto universiade, facendo conoscere una manifestazione che ha più di quarant’anni e che è considerata l’evento internazionale di carattere sportivo più importante dopo i giochi olimpici. L’universiade si svolge ogni due anni ed ha una edizione estiva, che conta più di settemila atleti di 170 nazioni diverse, e una invernale, con circa 1500 atleti di 50 nazioni. Nella giornata di “Porte Aperte”, organizzata come sempre dal Centro Orientamento dell’Ateneo pavese, in Università ci sarà anche Casa Universiade, con feste e musica per conoscere questo grande evento. Ma non solo divertimento, infatti saranno organizzati anche i corsi di guida sicura, in collaborazione con Fiat, che avranno luogo fuori città, ma con un servizio di trasporto per i partecipanti che parte dal centro. E dunque, tra una chiaccchierata con un professore universitario ed un incontro di orientamento sul corso di laurea, i due passi in centro per vedere la città, saranno accompagnati anche da questo festoso evento. “Porte Aperte 2006”: per conoscere l’Università di Pavia. Il 13 luglio il campus universitario si apre ai futuri studenti Istituire veri e propri Speaker’s Corner in cui i ragazzi possono incontrare docenti e studenti dell’Università di Pavia e dialogare liberamente con loro: è questa l’idea di Porte aperte 2006, in programma il prossimo 13 luglio. Il modello è il celebre Hyde Park di Londra, dove ciascuno può fermarsi a parlare davanti a un pubblico che non manca mai. Un luogo di incontro e di confronto, dove chi parla e chi ascolta si ritrova sullo stesso piano e condivide le proprie esperienze. Tra l’Aula del ‘400 e i cortili Sforzesco, delle Magnolie e dei Tassi, si dipana il percorso di questa giornata di orientamento organizzata dal C. Or. Tra le facoltà e i servizi dell’Università, a disposizione degli studenti degli ultimi anni delle superiori e di quelli che stanno per iscriversi ai corsi specialistici. Dalle 10 di mattina, fino all’ultimo appuntamento delle 18, dedicato ai genitori, nei cortili della sede centrale di Strada Nuova sarà presentato il campus universitario di Pavia. Con 24. 000 studenti e con 9 facoltà, 104 corsi di studio, 15 collegi, 1600 borse di studio, 310 scambi con università di tutto il mondo e più di 3300 stage, l’Università di Pavia, una delle più antiche d’Italia, fondata nel 1361, è una Research University, che guarda con fiducia e ottimismo al terzo millennio. All’università di Pavia la qualità della docenza e della ricerca si coniugano con la qualità della vita offerta dal campus universitario. Si pratica sport agonistico presso il Cus, si partecipa all’attività culturale dei collegi, si viene inseriti in centri di ricerca d’avanguardia e in progetti internazionali, si frequentano i corsi dell’Istituto Universitario di Studi Superiori, una delle quattro scuole di alti studi presenti in Italia. Il 13 luglio, quindi, non ci saranno solo stand e incontri ufficiali, ma docenti e ricercatori a disposizione tutto il giorno in questi Speaker’s Corner informali, pronti a rispondere alle domande dei ragazzi, quelle Frequently Asked Questions (Faq) che vanno dai possibili sbocchi professionali, alla configurazione dei corsi di laurea, al rapporto con altre materie di studio, fino, naturalmente, ai vantaggi di vivere e studiare in un collegio e in una città universitaria come Pavia. Senza dimenticare che, dal prossimo anno accademico, gli studenti diplomati alle superiori con 100/100 avranno diritto all’esenzione dalle tasse per il primo anno e che le nuove tasse dell’Università di Pavia saranno inferiori a quelle delle Università di Milano. Chi frequenta ancora le scuole superiori potrà quindi trovare risposte sulle idee che già ha in testa, ma anche stimoli nuovi per orientarsi nel mondo sempre più vario e specializzato dell’Università. Chi invece ha già una laurea di primo livello, potrà confrontarsi con i docenti e delineare scenari possibili per il proprio futuro di studio, di ricerca e di lavoro. Programma e iscrizioni a Pavia e a Cremona: http://cor. Unipv. It .  
   
   
VIA ALLE RICHIESTE ONLINE PER LE BORSE DI STUDIO  
 
 Bolzano, 10 luglio 2006 - Con l´inizio di luglio vengono accolte le domande degli studenti universitari per una borsa di studio o il rimborso spese. Per la prima volta quest´anno avranno la precedenza nella trattazione le domande presentate online. Da questa settimana l´Ufficio provinciale Assistenza scolastica e universitaria accoglie le richieste per la concessione di borse di studio, per il rimborso di spese di viaggio e di tasse scolastiche. Le prime scadenze intermedie per la presentazione delle domande sono fissate al 31 luglio e al 29 settembre, dedicate però alle richieste inoltrate online. Per la prima volta, infatti, è stata creata una corsia preferenziale per le domande presentate online. La trattazione delle domande presentate su carta è prevista solo con la terza data di scadenza dell´inoltro, il 31 ottobre 2006. Per poter accedere al servizio e presentare la domanda in digitale è necessario però che il richiedente disponga di un proprio nome utente e di una propria password. È possibile ottenere gli specifici codici mettendosi in contatto con l´Ufficio provinciale Assistenza scolastica e universitaria presentando il numero della propria carta di indentità e del codice fiscale. L´account assegnato allo studente richiedente ha validità anche per gli anni successivi e per tutti gli accessi ai servizi di e-government della Provincia. Www. Provincia. Bz. It/bildungsfoerderung .  
   
   
“PORTE APERTE ALLO IUSM 2006”: PER CONOSCERE L’UNIVERSITA’ DELLO SPORT  
 
Roma, 10 luglio 2006 - Giovedì 13 luglio, dalle 10 alle 19, l’Istituto Universitario di Scienze Motorie di Roma, quarto Ateneo pubblico romano, offrirà la possibilità agli studenti degli Istituti superiori di conoscere l’Università dello sport da vicino. Presso il Giardino del Cinghiale, zona Foro Italico – Piazza Lauro De Bosis, saranno a disposizione materiali informativi presso gli stand allestiti per l’occasione. Docenti, collaboratori e borsisti illustreranno l’offerta formativa dei corsi di laurea e postlaurea, gli sbocchi professionali e i servizi di ateneo. Il programma della manifestazione prevede anche alcuni aspetti “pratici” che potranno vedere proprio i partecipanti come protagonisti: si terranno lezioni di indoor cycling free method byke, di hip-hop e dalle ore 15 saranno aperti campi di basket, pallavolo e calcetto a disposizione di chiunque volesse mettersi alla prova in queste attività sportive. Inoltre è prevista la possibilità di effettuare simulazioni sui test culturali della selezione di ingresso e di verificare le proprie conoscenze informatiche e di lingua inglese. Dal giorno 12 poi, dalle 9 alle 19, fino alla chiusura della manifestazione, sarà possibile visitare lo spazio video-fotografico “1952 - 2006: La nostra università attraverso le immagini dal”, a cura del Centro Produzione Audiovisivi, che ripercorre la storia dell’ateneo romano dall’Isef ad oggi. All’interno di questo spazio sarà allestita anche una esposizione di materiale bibliografico storico messo a disposizione dalla Biblioteca dello Iusm. Www. Iusm. It .